Venerdì, 9 Dicembre 2022

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Il grido di dolore della madre

Violenza di genere: Manduria non doveva chiudere lo sportello di Lizzano

Florenza De Luca Florenza De Luca

Carissima voce di Manduria. Leggo e rileggo gli articoli della denuncia di alcune donne manduriane vittime di violenze che si sono rivolte al centro antiviolenza Rompiamo il silenzio. Mi è salito il sangue al cervello perché me lo aspettavo che prima o poi venisse a galla l’amara verità!

Io sono la mamma di Fiorenza De Luca, una ragazza di 28 anni uccisa dal suo compagno che me l'ha strappata con tanta crudeltà lasciando orfani di madre due bambini. In seguito a questo accadimento, accompagnata da un gruppo di donne del mio paese, Lizzano, aprimmo uno sportello d’ascolto per vittime di violenza perché quello che era successo a mia figlia non doveva succedere ad altre. Questa era mia promessa fatta in ricordo di Fiorenza, mia figlia!

Lo sportello funzionò e le donne, tante donne, cominciarono a volersi fare aiutare e con un gruppo di professioniste siamo riuscite ad ascoltare e a farle accompagnare legalmente dalle avvocate del centro.

Fino a quando, nel 2017, lo sportello (gestito dall’Ambito sociale 7 di cui il comune di Manduria è capofila, ndr), non è stato chiuso senza un avviso e senza una motivazione!. Allora ho inviato messaggi e-mail e telefonato all'ente preposto per capire cosa fosse successo, perché di quella assurda chiusura. Ma le risposte non sono mai arrivate. Silenzio anche sino ad un ultimo convegno fatto a Lizzano in memoria di Fiorenza. In quell’occasione chiesi ai responsabili quasi in ginocchio la riapertura dello sportello, ma di fronte a me vi era un muro di ghiacciaio insensibile che non riuscì a darmi nessuna risposta.

Come possono loro aiutare donne vittime della violenza se non hanno avuto un minimo di sensibilità nei miei confronti, madre di una ragazza uccisa da un bastardo?

Elena, mamma di Florenza De Luca, uccisa dal suo compagno il 20 giugno del 2014 a Grottaglie dove viveva la coppia


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1 commento

  • Dinoi marco
    ven 25 novembre 00:07 rispondi a Dinoi marco

    L ' omicida o violentatore che sia , è numericamente una sola persona. La famiglia che circonda la vittima , e'nucleo di persone . Numericamente, e' impossibile un orco possa nuocere . È immaginabile chiedere un poliziotto per ogni donna o uomo , abusato o violentato. Come non esiste struttura  in grado di proteggere, sé non esiste alla base della vittima, una famiglia in grado di ascoltare e farsi rispettare

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