Domenica, 21 Luglio 2024

Gli articoli

Ricordi di una madre, amica, infermiera

Un grazie infinito da tutte le mamme e papà e dai loro bimbi che hai amato

Oronzo Forleo Oronzo Forleo

Oggi si sprecano articoli, commenti, parole, encomi, tutti diretti alla tua persona, al tuo nome, al tuo ruolo: un grande medico, un grande uomo, un grande amico. La verità è che nessuno capirà mai dove inizia l’uomo, l’amico e dove termina il medico che sei e sei sempre stato. Perché tu caro Oronzo sei tutto questo e molto altro. Sottolineo “sei” perché per me tu sei e continuerai ad essere l’uomo che ho stimato di più nella mia vita, da sempre, fin da quando avevo 18 anni ed ero una mamma giovane ed inesperta.

Come dimenticare quando di notte, quasi quaranta anni fa, eri a casa mia, quasi in pigiama, per i pianti disperati della piccola Serena in preda al mal di pancia? Mi dicesti “come hai detto che l’hai chiamata? Serena? Sappi che sarà una peste di quelle speciali” e mai previsione è stata più azzeccata. Da quel giorno mi hai insegnato a fare la mamma. Quante telefonate inutili che ti ho fatto e tu mi hai sempre rassicurata, consigliata senza mai trasmettermi ansie, senza mai mostrarmi di essere scocciato dalle mie paure di giovane mamma. Mi spiegavi nei minimi dettagli i disturbi delle malattie dei bambini, la terapia, la prognosi, la differenza nelle diagnosi, tanto da destare in me interesse e passione nei confronti della medicina. Quando ti confidai che volevo fare l’infermiera mi regalasti un libro, un libro tuo sul quale avevi studiato, pieno di note e sottolineature e di appunti. Quei segni mi hanno rivelato la tua passione, la tua dedizione per i bambini, per i malati in generale e come una malattia infettiva mi hai contagiato il tuo entusiasmo nei confronti della professione. Ed eccomi qui, è grazie a te se faccio l’infermiera.

Ora che non ci sei più, mi viene di rivolgere un pensiero a tutti i bimbi che hai curato e salvato in questi anni. Con la tua preparazione e intuizione hai anticipato chissà quante diagnosi e le mamme e i papà dei tuoi pazienti, a cominciare da quello che pesava meno di 500 grammi a quelli quasi adolescenti, tutti nella loro disgrazia di avere figli malati sono stati fortunati perchè non sono mai rimasti soli come c si sente nella sofferenza e nella malattia. Tu eri lì, ci sei sempre stato, nella maniera più opportuna, più adeguata, più speciale e più competente possibile.

Credo che tutti noi, tuoi amici, avremmo voluto stare con te, starti vicino, sempre, senza abbandonarti mai, ma questo credo che tu lo sappia. A proposito, ti ringrazio per avermi dato la possibilità di incontrarti proprio dieci giorni fa, ti ho abbracciato e ti ho detto che ti volevo bene ma non ho avuto il coraggio di guardarti negli occhi. Grazie per il tuo onesto lavoro di medico, grazie da parte di tutti i tuoi bambini, i loro genitori, i tuoi amici, i tuoi colleghi. La città di Taranto perde con te un grande medico, un grande amico, un grande uomo.

Anna Caricasulo per Oronzo Forleo

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