Martedì, 4 Ottobre 2022

Da paise a paise, Salento coast to coast

?Li morti mei

?Li morti mei ?Li morti mei | © n.c.

Quanta è strano la sudditanza psicologica che provoca questi dati, un sentimento rimasto inattaccato negli anni e che ha a che fare con la mia infanzia, nulla di strano o particolarmente destabilizzante, ma una ripetizione nel tempo per cercare di comprendere o conoscere quelle persone una cura che non ho potuto conoscere e che ho mitizzato per via dei racconti terzi.

Lu nonnu Cesarinu invalido della prima guerra mondiale, tornato a casa senza una gamba la cui madre, mia bisnonna, muore di crepacuore alla vista di questo giovane figlio che sale le scale a carponi, per quaranta e più anni sofferenti della sindrome dell'arto mancante, classe 1888, uno di quei giovani di cui la Patria si ricorda non per istruirli ma per farne carne da macello. Lu nonn'Nzinu Populanu, classe 1895, lui la guerra ha evitato perché unico figlio maschio di madre vedova, fiero trainieri e fine intenditore di cavalli, la mescicità di Uccio li trainieri racconta come amanti straordinari te la Mmaculata e la venerazione di mia nonna, vedova per 60 anni, "tutti a nneru", nei confronti di questo cavaliere errante conferma la versione di Uccio Aloisi, aveva già "mmenesciatu" cinque figli e se una peritonite non avesse ucciso da giovane chissà quanti altri avesse "mmenesciati" .
Quanti discorsi con queste due figure di uomini mai conosciuti ma così vicini che mi sembra di averli conosciuti veramente.
Ecco perché preferirei una rossa la festa dei defunti e non la festa dei Santi, non per anticlericalsmo, ma per rispetto "te li morti mei".

Enzo Marenaci


Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.
stai rispondendo a

COMMENTA
LA FAMIGGHIA E LA FAMIGGHIA 2
La Redazione - mar 25 ottobre 2016

...

LA MEMORIA CORTA DEI CUMPAGNI QUIDDHI BONI
La Redazione - lun 12 dicembre 2016

...

Parlare di politica paro paro parlare di Sanremo
La Redazione - mer 8 febbraio 2017

...