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Cara Bonaccorti, noi manduriani non siamo Primitivi

Cara Bonaccorti, noi manduriani non siamo Primitivi Cara Bonaccorti, noi manduriani non siamo Primitivi | © n.c.

Vi ricordate la frase di Enrica Bonaccorti che aveva offeso tutti i manduriani definendoli «Primitivo» come il vino che qui si produce? Ne parlammo il giorno dopo l’infelice espressione pronunciata dal personaggio nazionale durante una puntata di Storie Italiane, su Rai Uno, per definire chi aveva offeso e mobbizzato la scrittrice manduriana Anna Giuliano che lamentava discriminazioni e violenze verbali dagli abitanti della frazione manduriana di Uggiano Montefusco, dove abita, per via dei suoi romanzi a sfondo erotico. 

A reagire ora a quell’insulto (la trasmissione risale al 21 dicembre), sono i consiglieri comunali di opposizione, Lorenzo Bullo, Antonio Mariggiò Roberto Puglia Domenico Sammarco, Gregorio Gentile Dario Duggento Cosimo Breccia Francesco Ferretti De Virgilis Loredana Ingrosso, autori di una lettera piccata alla Bonaccorti. «Non pretendiamo le sue scuse – scrivono i consiglieri – ma la invitiamo a Manduria, una città sicuramente non perfetta, anzi, colma di vuoti e difficoltà, ma vera e reale, in cui la tradizione e l’orgoglio per le proprie radici vive sulle gambe dei suoi cittadini». Il testo completo su La Voce di Manduria.  

 

Ecco il testo della lettera.   

Gentilissima Enrica,
ci permettiamo di indirizzarLe questa breve lettera per testimoniarLe quanta amarezza hanno indotto le Sue dichiarazioni nel programma “Storie Italiane” in onda su Rai Uno il 21 dicembre scorso all’interno della puntata all’ospite, una scrittrice dell’eros di Uggiano Montefusco (frazione di Manduria). Nella televisione ammiraglia del nostro Stato, sentire una comunità intera derisa ed etichettata quali “primitivi” è stato davvero avvilente per una città che, invece, dell’accoglienza e della tolleranza ne ha sempre fatto una bandiera.
Manduria, per citarle un mero esempio, non si è tirata indietro anni fa quando è diventata hotspot per la gestione dell’emergenza migratoria innescata dalla primavera araba, con tutti i cittadini – quelli che lei definisce primitivi – impegnati a prestare soccorso ai bisognosi.
Una comunità attiva che non si è piegata quando è stata travolta dall’onta mafiosa, che ha reagito e cerca ogni giorno di risollevarsi dalle difficoltà, note a tutti, che interessano questa parte meridionale della penisola. 

Ancor più avvilente, poi, è stato il banale gioco di parole derivato dal nome del nostro prodotto più amato e tutelato, il Vino Primitivo di Manduria, che rappresenta l’essenza del territorio, fatto di giovani e meno giovani produttori, lavoratori instancabili della terra, che con impegno e dedizione cercano di ricavarsi un posto in questi periodi così complicati. Un prodotto apprezzato in tutto il globo, per le sue caratteristiche uniche, un po' come il luogo da cui proviene che, con un po' di sano campanilismo, ci permettiamo di definire speciale. 

Per questo, non vogliamo addossarLe colpe o chiederLe delle scuse, ma vogliamo invitarLa ad essere nostra ospite, a percepire attraverso i suoi sensi l’unicità della nostra Città, che coniuga il mare e la terra, in un connubio come quelli che solo la nostra Italia sa garantire. Una città sicuramente non perfetta, anzi, colma di vuoti e difficoltà, ma vera e reale, in cui la tradizione e l’orgoglio per le proprie radici vive sulle gambe dei suoi cittadini. 

Speranzosi in un cortese riscontro, porgiamo cordiali saluti. 

I consiglieri comunali del Comune di Manduria dei Gruppi Consiliari in intestato: Lorenzo Bullo, Antonio Mariggiò Roberto Puglia Domenico Sammarco, Gregorio Gentile Dario Duggento Cosimo Breccia Francesco Ferretti De Virgilis Loredana Ingrosso


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COMMENTA

11 commenti

  • Antonello Montinaro
    sab 8 gennaio 13:50 rispondi a Antonello Montinaro

    Per una volta qualcosa si muove Non interessa a me il loro colore ma l'AMORE per la nostra Manduria Grazie anche a voi

  • Fernando Maria Maurizio Potenza
    mer 5 gennaio 23:44 rispondi a Fernando Maria Maurizio Potenza

    Bellissima missiva, che esce da una parte di cuore che batte ancora per la nostra Città. Una Città, che a volte resta indifferente anche alle provocazioni costruttive. Mi sarei aspettato un messaggio all'unisono di tutto il Palazzo, anziché il silenzio assordante di chi ci governa.

  • Giuseppina Massafra
    mer 5 gennaio 19:11 rispondi a Giuseppina Massafra

    È bello leggere anche gli altri commenti trovo interessanti in particolare quello di Rita e quello di Domenico bravi davvero tutti. Ciao

  • Lorenzo
    mer 5 gennaio 19:01 rispondi a Lorenzo

    Eccoci qua, ancora una volta a sbandierare l' orgoglio Manduriano su una frase postuma e nemmeno riportata nel senso in cui la Sig. Ra Buonaccorti intendeva difendere la scrittrice dagli attacchi locali, ignoranti. Tuttavia, questo blocco di politica locale, lo avrei gradito compatto sulla questione del bimbo Federico oppure compatto contro il futuro scarico al mare del nuovo depuratore di Urmo. Lo so, molte volte si sovrastimano i personaggi. Chiedo venia. Opinioni

  • Walter
    mer 5 gennaio 16:24 rispondi a Walter

    ALLE Chiacchiere tutti presenti,,, Ai DISASTRI tutti assenti

  • domenico
    mer 5 gennaio 12:02 rispondi a domenico

    strumentalizzare politicamente la frase pronunciata dalla Bonaccorti è veramente incredibile. Nessuno mai potrebbe affermare che una comunità intera possa essere considerata incivile, maleducata, primitiva o disonesta. Tutte le comunità sono sostanzialmente sane fatte salve le esigue minoranze che delinquono o hanno atteggiamenti da censurare. Ma di sicuro chi ha offeso la scrittrice è un troglodita. Il primitivo lo beviamo, ma con moderazione. Il livello culturale e la conoscenza della lingua italiana della Bonaccorti fanno escludere apriori una generalizzazione di quella affermazione. Basterebbe chiedere una spiegazione e farla finita con finte reazioni d'orgoglio che, in questo caso, sembra recitazione d'accatto.

  • Giuseppina Massafra
    mer 5 gennaio 11:27 rispondi a Giuseppina Massafra

    Mi sbaglierò ma secondo me è da primitivi e soprattutto da maschilisti inviare una lettera a una donna firmata prima da tutti gli uomini e dulcis in fundo dall'unica donna che probabilmente l'ha pensata e scritta. Quanto vorrei sbagliarmi credetemi. Vi saluto

  • Antonio GiuseppeBuccolieri
    mer 5 gennaio 10:58 rispondi a Antonio GiuseppeBuccolieri

    Forse per primitivi intendeva un popolo antico .I Messapi che combattevano ai tempi di Pirro di Archidamo di Annibale il Cartaginese ancora prima di Roma.

  • Maria
    mer 5 gennaio 10:52 rispondi a Maria

    Finalmente.

  • Rita
    mer 5 gennaio 10:51 rispondi a Rita

    Bella lettera, piena di elogi ai prodotti enogastronomici e alle bellezze naturali che nessuno - neanche la buonaccorti- ha messo in dubbio. Nessun accenno invece agli insulti ricevuti dalla scrittrice locale per il suo romanzo. Produrre buon vino non esclude che si possieda una mentalità retrograda e bigotta. Forse manifestare per la primavera araba è più facile che difendere una persona insultata magari dai vicini di casa (forse gli stessi che si disperano per i profughi a centinaia di km). Qualcuno di questi firmatari ha preso le difese della scrittrice? Allora se ne vogliono fare una questione di scelte lessicali, mentalità retrograda vi aggrada di più di primitivo? Mi sembra una lettera che vuole solo spostare l’attenzione dalla questione.

    • cittadino
      mer 5 gennaio 19:07 rispondi a cittadino

      assolutamente d'accordo con Lei , questa lettera è di una bassezza infima ed autocelebrativa che conferma in pieno il senso della frase della Bonaccorti.

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