Sabato, 15 Giugno 2024

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Innovazione, Simoni (Fond. Bruno Kessler): "Siamo nell’era dell’intelligenza artificiale"

Innovazione, Simoni (Fond. Bruno Kessler): "Siamo nell’era dell’intelligenza artificiale" © Adnkronos

"Questa è l’era dell'intelligenza artificiale. Tutti dicono che l’Ai è esplosa negli ultimi anni grazie alla nuova capacità di calcolo e alla moltitudine di dati che abbiamo a disposizione. Quello che bisogna mettere a fuoco è che i dati devono essere fruibili, devono poter essere utilizzati nel modo giusto dall'intelligenza artificiale, dai cittadini e dalle aziende. E questo si fa solo tramite delle infrastrutture digitali vere, coordinate e che possano interagire fra loro". Così Andrea Simoni, segretario generale della Fondazione Bruno Kessler, a margine dell’incontro intitolato ‘Infrastrutture digitali al servizio di cittadini e imprese’, tenutosi nella cornice del Festival dell'Economia di Trento, in programma dal 23 al 26 maggio 2024, organizzato dalla Fondazione Hub Innovazione Trentino (Hit). 

Tema del dibattito le Digital Public Infrastructures (Dpi), che da un anno a questa parte sono al centro dell’agenda internazionale per una trasformazione digitale che pone l’accento su protocolli, standard e soluzioni aperte, e che rappresentano un approccio in grado di creare le condizioni ideali per la crescita di servizi digitali pubblici e privati, con un accesso equo e inclusivo per tutta la popolazione. "Il disegno della Commissione europea va in questa direzione: ha lanciato delle iniziative su un set di infrastrutture digitali che fanno da dataspace per riuscire a coordinare i vari oggetti relativi a tutti i dati che possono essere composti, ma la Commissione europea ha regolamentato anche l'accesso a questi dati, creando un digital wallet per un’identità digitale unica, che possa permettere al cittadino di mettere i dati nel dataspace e ai ricercatori di utilizzarli per il bene dei cittadini spiega Simoni Tutto questo, normato e controllato da tutti gli istituti di ricerca a livello europeo, ci permette di fare un salto di qualità. Quindi, le infrastrutture digitali sono diventate fondamentali tanto quanto i dati o gli algoritmi di intelligenza artificiale". 

Una discussione sul ruolo dei sistemi pubblici digitali e sulle opportunità che questi abilitano per imprese e cittadini. Sul tema, il Trentino si pone come laboratorio d’avanguardia su scala nazionale ed europea grazie alla collaborazione tra Fbk Fondazione Bruno Kessler e i più importanti attori di questa trasformazione, PagoPA e Ipzs. Fondazione Hit Hub Innovazione Trentino, quindi, ha organizzato una tavola rotonda in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler e la Provincia autonoma di Trento, nell'ambito del Festival dell'Economia. L’evento ospita interventi dei più importanti interlocutori istituzionali internazionali: Ocse e Commissione Europea. 

Simoni, poi, si sofferma sull’importanza dei vantaggi concreti del digital wallet percepibili dal cittadino, facendo un esempio: “Nel campo della salute si sta costruendo questo dataspace europeo con i dati della salute. Più cittadini si uniranno nel mettere i propri dati a disposizione di questo contenitore, più riusciremo a fare delle proiezioni degli scenari e delle predizioni di come evolvono certe malattie importanti, prevenendone così l’insorgenza grazie ai dati degli altri cittadini e viceversa. Questo è un passo sostanziale e importante”. 

“L'altra cosa di cui hanno bisogno i cittadini non è solo capire qual è il vantaggio nel mettere i dati in un dataspace europeo, ma anche se sono sicuri. Su questo l'Europa ha messo a fattor comune, partendo da Fbk Fondazione Bruno Kessler, anche altre istituzioni che hanno permesso di fare in modo che solo alcune istituzioni possano accedere ai dati solo per scopi ben precisi e sotto tracciamento. In tal modo, se ci sono delle incongruenze o qualcuno che accede, viene tracciato e quindi si ricostruisce tutto. Quindi dal vantaggio al cittadino per curarsi meglio o per prevenire malattie alla sicurezza che i dati non vengono usati per strani motivi che il cittadino non condivide”, conclude. 


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