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I ministro dell’Interno al presidente della Repubblica (stralci): "Il comune di Manduria va sciolto"

Le risultanze della menzionata indagine giudiziaria hanno inoltre evidenziato che ad un assessore comunale – che riveste un ruolo determinante all’interno dell’associazione criminale ed è indicato quale emissario locale capo mafia

Attualità
Manduria domenica 13 maggio 2018
di La Redazione
Marco Minniti
Marco Minniti © La Voce

Le risultanze della menzionata indagine giudiziaria hanno inoltre evidenziato che ad un assessore comunale – che riveste un ruolo determinante all’interno dell’associazione criminale ed è indicato quale emissario locale capo mafia – è riconosciuto il compito di garantire gli interessi della criminalità organizzata.

Rilievi in parte analoghi sono emersi in relazione ad una vicenda di scambio elettorale politico mafioso che ha interessato un altro amministratore locale, per la cui elezione alla carica di presidente del Consiglio è intervenuto, in maniera decisiva, il citato personaggio apicale della locale cosca, minacciando gravi ripercussioni nei confronti degli altri consiglieri comunali qualora il “suo” candidato non fosse stato eletto presidente.

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Elementi univoci che attestano significativamente il grado di compromissione dell’azione amministrativa e le ingerenze esercitate da soggetti riconducibili ad ambienti controindicati sono emersi dall’esame della procedura di concorso per l’assegnazione

Il comune di Manduria si colloca in un’area caratterizzata dalla storica presenza di organizzazioni criminali profondamente radicate e attive, tutte appartenenti alla sacra corona unita.

La menzionata operazione di polizia giudiziaria ha messo in luce i metodi attraverso i quali agisce una nuova organizzazione criminale, anch’essa riconducibile alla sacra corona unita, che, attraverso estorsioni, voto di scambio elettorale politico mafioso, infiltrazioni nella gestione degli appalti pubblici nonché traffico e spaccio di stupefacenti si impone sull’imprenditoria, sui commerci e sulla politica locale.

I lavori svolti dalla commissione d’indagine hanno preso in esame, oltre alla generale gestione dell’amministrazione comunale, la cornice criminale e il locale contesto ambientale, con particolare riguardo ai rapporti tra gli amministratori e le locali organizzazioni criminali ed hanno evidenziato come l’uso distorto della cosa pubblica si è concretizzato, nel tempo, nel favorire soggetti o imprese collegate, direttamente o indirettamente ad ambienti malavitosi, per l’esistenza di una fitta e intricata rete di cointeressenze, amicizie e frequentazioni che lega esponenti delle locali consorterie criminali a soggetti ad esse contigui agli amministratori locali alcuni dei quali, peraltro, gravati da pregiudizi penali o di polizia.

La relazione della commissione d’indagine, avvalendosi anche del materiale acquisito nel corso delle indagini esperite dalla Direzione distrettuale antimafia di lecce, pone in rilievo, dettagliatamente, il ruolo determinante esercitato nelle consultazioni amministrative del maggio 2013 della criminalità organizzata ed in particolare del locale capo della costa rivelatosi determinante per l’elezione di candidati riconducibili alla locale organizzazione criminale.

Le risultanze della menzionata indagine giudiziaria hanno inoltre evidenziato che ad un assessore comunale – che riveste un ruolo determinante all’interno dell’associazione criminale ed è indicato quale emissario locale capo mafia – è riconosciuto il compito di garantire gli interessi della criminalità organizzata.

Rilievi in parte analoghi sono emersi in relazione ad una vicenda di scambio elettorale politico mafioso che ha interessato un altro amministratore locale, per la cui elezione alla carica di presidente del Consiglio è intervenuto, in maniera decisiva, il citato personaggio apicale della locale cosca, minacciando gravi ripercussioni nei confronti degli altri consiglieri comunali qualora il “suo” candidato non fosse stato eletto presidente.

Elementi univoci che attestano significativamente il grado di compromissione dell’azione amministrativa e le ingerenze esercitate da soggetti riconducibili ad ambienti controindicati sono emersi dall’esame della procedura di concorso per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare. Al riguardo è stato rilevato che il citato assessore ed altri amministratori comunali si sono adoperati per agevolare l’assegnazione di un alloggio ad un soggetto legato sentimentalmente ad un esponente della sacra corona unita.

Altra vicenda sintomatica del condizionamento dell’attività amministrativa è quella concernente l’occupazione di suolo pubblico e l’installazione di strutture mobili da parte del titolare di un bar situato di fronte al palazzo municipale.…

Viene ampiamente riportato nella relazione della commissione d’indagine che gli amministratori comunali e i dirigenti dei diversi settori amministrativi, pur a conoscenza delle strutture abusive antistanti il bar, hanno temporeggiato nel concludere le procedure autorizzative con provvedimenti di diniego, consentendo in tal modo il protrarsi, per un lungo arco di tempo, di una situazione di fatto palesemente illegale. Peraltro al predetto imprenditore, la giunta comunale, pur a fronte degli esistenti abusi, ha rassicurato il patrocinio dell’ente per un evento musicale nella stagione estiva.

Le vicende analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite nella relazione del prefetto di Taranto, hanno evidenziato una serie di condizionamenti nell’amministrazione comunale di Manduria, volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali che hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilità dell’istituzione locale e arrecando pregiudizio per gli interessi della collettività, rendendo necessario l’intervento dello stato al fine di assicurare il risanamento dell’ente.

Marco Minniti - Ministro dell’Interno

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