La tragedia del mare

Oggi i funerali del sub annegato a Torre Colimena, il ricordo dei parenti in un video

I funerali si svolgeranno questo pomeriggio alle 15,30 ad Avetrana, partendo dalla casa del padre, dove nella giornata di ieri è stato portato il corpo che era stato sequestrato dalla magistratura per le verifiche del caso.

Attualità
Manduria mercoledì 14 febbraio 2018
di La Redazione
Antonio Rizzello
Antonio Rizzello © La Voce

"Addio Antonio, il mare che tu tanto amavi ti è stato fatale, ma tu rimarrai sempre nei nostri cuori". A distanza di cinque giorni dalla tragedia, rimane ancora impensabile e inimmaginabile la morte di Antonio Rizzello, il ventisettenne rimasto vittima del mare di Torre Colimena, mentre, a poca distanza dalla riva, stava pescando ricci, come era solito fare da una vita. Un destino crudele e niente più. Figlio di Pompilio, pescatore e ristoratore molto noto del locale "La Zattera" di Torrente Colimena con pescheria annessa, Antonio in quel mare ci era praticamente nato e cresciuto, perché da sempre aiutava il padre a pescare e a lavorare e del mare conosceva tutto, come si addice ad uno che "sapeva di mare" come recita la famosa canzone di Lucio Dalla.

Difficile ancora adesso comprendere il grande dramma che sta vivendo la famiglia Rizzello in queste ore. Antonio si era immerso venerdì nel primo pomeriggio con la muta da sub e le bombole per pescare ricci, (un'azione che faceva praticamente da quando era nato), ma qualcosa non aveva funzionato e lui aveva cominciato a fare segnali a chi lo guardava dalla barca. La moglie aveva capito subito che c'era qualcosa di strano e si era tuffata per soccorrerlo. Le bombole pesanti non le avevano permesso di trascinarlo e riva e allora era arrivato suo fratello e poi un altro pescatore del posto. Finalmente era stato trascinato fuori dall'acqua e, adagiato sugli scogli e in attesa dell'ambulanza, avevano cominciato a praticargli i primi soccorsi. Era ancora vivo ma stava molto male. Purtroppo dopo più di un'ora di soccorsi anche i medici e il personale accorso non era riuscito a rianimalo. Antonio è morto così, vicino al suo mare che tanto aveva amato e vicino ai suoi affetti più cari.

"Me lo ricordo quando da ragazzino veniva a bussare alla mia porta insieme al fratello perché avevano perso l'autobus per la scuola. Mi chiedevano se li potevo portare io, altrimenti il padre si sarebbe arrabbiato se lo avesse scoperto. Io li portavo volentieri, erano bravi ragazzi, lavoratori. Quando tornavano da scuola li si poteva trovare sempre al ristorante del padre a preparare le reti o a mettere le reti al "quenzu" e in estate, con la maschera e il costume, pronto per immergersi per andare a prendere un po' di ricci per i turisti e guadagnare qualche soldo". Così lo ricorda Salvatore Calò, amico di famiglia e residente a Torre Colimena. "Antonio aveva sempre il sorriso gentile" continua Calò, "e ogni volta che ti incontrava ti diceva sempre "come va compá" e se lo incontravi al bar era sempre il primo che ti chiedeva "caffè compá?". Per un periodo ha fatto un pò il bulletto ma non è mai stato cattivo e proprio ora con la sua compagna e due bambini che adorava, stava cominciando a sistemarsi una casetta tutta per loro, facendo sacrifici, come sempre aveva fatto, anche se era ancora molto giovane...".

I funerali si svolgeranno questo pomeriggio alle 15,30 ad Avetrana, partendo dalla casa del padre, dove nella giornata di ieri è stato portato il corpo che era stato sequestrato dalla magistratura per le verifiche del caso.

Monica Rossi

Il video che vi proponiamo che riprende Antonio Rizzello nella pescheria del padre, è stato inviato a La Voce di Manduria da un turista romano che ogni anno viene in vacanza a Manduria. Lo pubblichiamo su richiesta della famiglia.

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I commenti degli utenti
  • antonino antonini ha scritto il 16 febbraio 2018 alle 16:49 :

    dispiace molto per la perdita della vita di un ragazzo così giovane. tuttavia uno che conosce il mare non farebbe quello che ha fatto lui. in acqua si va sempre in due. e con le bombole non si pesca. è vietato. è un reato. se "la redazione" della voce di manduria lo avesse scritto nell'articolo, magari eviteremmo che qualcun altro faccia la stessa cosa, rischiando la vita. oppure di santificare un pescatore di frodo che cmq nessuno avrebbe mai voluto perdesse la vita. Rispondi a antonino antonini

  • nico dinoi ha scritto il 14 febbraio 2018 alle 16:31 :

    ciao Antonio...rip compà :( Rispondi a nico dinoi

  • FRANCESCO Aldrovandi ha scritto il 14 febbraio 2018 alle 09:10 :

    Fantastico ANTONIO ciao caro mio buon viaggio ora sei un angelo ti abbraccio Rispondi a FRANCESCO Aldrovandi

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