Ombre sulle procedure del bando pubblico

«Assurda gara sui tributi da annullare. Subito!»

A dichiararlo è l’ex assessore ai Tributi del comune di Manduria, Raimondo Turco, in un’analisi tecnica che, se verificata e appurata, dovrebbe preoccupare gli amministratori e i dirigenti che hanno messo le firme sugli atti

Attualità
Manduria venerdì 15 settembre 2017
di La Redazione
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«La gara in corso sui Tributi (quella che prevede l’affiancamento di personale esterno a quello pubblico in servizio, ndr), contiene almeno sei aspetti di grave illegittimità». A dichiararlo è l’ex assessore ai Tributi del comune di Manduria, Raimondo Turco, in un’analisi tecnica che, se verificata e appurata, dovrebbe preoccupare gli amministratori e i dirigenti che hanno messo le firme sugli atti in questione. L’esperto della materia, scelto dal sindaco Roberto Massafra per la sua competenza e licenziato dallo stesso in uno dei tanti gironi degli assessori alla bisogna, sostiene, con riferimenti alle leggi e regolamenti alla mano, gravissime irregolarità nelle procedure di gara che vanno dalla nomina del segretario comunale a capo della commissione esaminatrice, alla dichiarata professionalità dei vari componenti, dallo scambio dei ruoli tra i titoli dei dirigenti all’obbligo della ditta aggiudicataria di assumere il personale ex Censum, dal numero stesso di costoro per arrivare alla totale assenza di un rischio d’impresa per la società che si aggiudicherà la gara con un guadagno dichiarato di 100 milioni di euro. Insomma, abbastanza, sempre se i rilievi dovessero risultate attendibili, per un interessamento della magistratura ordinaria e quella contabile della Corte dei Conti.

Ma vediamoli nello specifico. In un articolo che pubblichiamo integralmente in altra parte del giornale (Rubrica Riflettori su), l’ex assessore Turco punta la lente d’ingrandimento sulla documentazione relativa e scopre che il conferimento d’incarico di presidente di commissione al segretario Graziano Iurlaro sarebbe avvenuto irritualmente e cioè prima da parte del dirigente e poi dal sindaco mentre andava fatto al contrario; nella nomina dei componenti di commissione, mancherebbe la specifica delle professionalità di ognuno così come dispone una circolare dell’Anac; sempre nella stessa determina di nomina, il dipendente Franzoso viene indicato come responsabile del settore finanziario mentre il dirigente è Aldo Marino. Tutto qua? Per niente, perché le incongruenze trovate dall’ex assessore toccano aspetti più delicati, se non di natura penale, da non escludere, di un probabile danno erariale per l’ente. Turco si chiede ad esempio perché nel bando si chiede all’impresa aggiudicataria di assumere sette dipendenti ex Censum se l’organico di quella società in fallimento era composto da quattro? Ma il punto più interessante è l’ultimo. Per il tecnico che ha spulciato ogni dettaglio del bando, chi si aggiudicherà la gara avrà tutto (e forse troppo) da guadagnare senza ciò nessun rischio d’impresa. Il bando, infatti, prevede che la società debba fornire solo il personale specializzato (gli ex Censum) mentre a carico del comune resta tutto il resto (locali, scrivanie, sedie, scaffali, costi dei telefoni, computer, programmi gestionali, fax, sistemi di scansione, carta, buste, toner, consumi elettrici, guardiania, spese di spedizioni della corrispondenza), per un utile previsto, per l’impresa esterna, di circa 100 milioni di euro oltre l’Iva.

Alla fine del suo «racconto», l’ex assessore Turco si chiede se non sia il caso di impugnare tutto e affidarsi ad uno studio legale per evitare uno scempio simile. Cosa questa che andrebbe fatta subito magari con l’interessamento delle forze politiche e dei movimenti che si prefiggono di cambiare le cose in un prossimo futuro.

Nazareno Dinoi

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