Festa nel calcio biancoverde

Ricorso vinto, il Manduria calcio non retrocede, la soddisfazione dell'avvocato Destratis

La società biancoverde era stata condannata alla retrocessione per una sospetta combine tra l’ex presidente Spadavecchia e un suo omologo di un’altra squadra salentina. I fatti risalgono al 2014.

Calcio
Manduria venerdì 12 luglio 2019
di La Redazione
L'avvocato Giulio Destratis con il presidente del Manduria, Elio Palmisano ed altri due collaboratori
L'avvocato Giulio Destratis con il presidente del Manduria, Elio Palmisano ed altri due collaboratori © La Voce di Manduria

Il Manduria calcio ha vinto il ricorso e perciò per il club Messapico non retrocederà in Seconda Categoria. La Corte d'Appello si è espressa oggi venerdì 12 luglio. NE ha dato notizia l’avvocato del Manduria, Giulio Destratis che sul proprio profilo social scrive: «Raramente mi emoziono dopo aver letto una sentenza. Ma oggi la felicità è doppia. Ricorso accolto E il miglior risultato possibile!».

La società biancoverde era stata condannata alla retrocessione per una sospetta combine tra l’ex presidente Spadavecchia e un suo omologo di un’altra squadra salentina. I fatti risalgono al 2014.

Così l’avvocato che ha curato il ricorso, vincendolo, ha descritto la vicenda.

«Passata la logica amarezza per una sentenza del tutto sproporzionata, la società Ug Manduria Sport ha deciso di percorrere ogni strada possibile per evitare la retrocessione. Per questo, si è già al lavoro per impugnare il provvedimento con ricorso in appello. Le motivazioni rese dal Tribunale federale territoriale sui fatti accaduti nel marzo 2016, lasciano quantomeno perplessi: ignorano gran parte del contenuto delle memorie difensive fornendo ampi margini per una revisione del dispositivo. È stata accertata l’assoluta innocenza di Greco, l’unico calciatore che secondo la Procura avrebbe preso parte alla combine. La condanna si fonda, quindi, esclusivamente su due telefonate intercorse tra l’ex presidente del Manduria Spadavecchia (che da tempo non ricopre più ruoli societari) e quello del Galatina Coluccia che, per quanto inopportune, non possono costituire un illecito sportivo e soprattutto non giustificano la retrocessione del Manduria. Null’altro è stato provato nel corso del procedimento. Purtroppo, per la giustizia sportiva la condanna di Spadavecchia finisce inevitabilmente per travolgere anche la società attuale. Ho la ragionevole convinzione e mi auguro che in appello emergerà con chiarezza la reale portata degli avvenimenti e che la sentenza possa essere riformata». E così è stato oggi.
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