Dario Iaia, la mia esperienza con il Covid, l'intervista

Dobbiamo comprendere che noi siamo il mezzo di trasporto del virus e per questo dobbiamo limitare al massimo i nostri movimenti

Claudio Rimoli Mentre tutto scorre
Manduria - domenica 20 dicembre 2020
Claudio Rimoli - Dario iaia
Claudio Rimoli - Dario iaia © La Voce di Manduria

La mia rubrica “Mentre tutto scorre” sulla Voce di Manduria oggi ospita il sindaco di Sava, Dario Iaia che ringrazio per la disponibilità mostrata nell'aver accettato di raccontarci l'esperienza da lui vissuta in prima persona, con il Covid – 19. Questa è la sua importante testimonianza.

Sindaco Iaia, innanzitutto come sta?

«Sto abbastanza bene. Sto recuperando giorno per giorno la forma fisica ed ho ripreso a lavorare, anche se con calma».

Se la sente di raccontarci la sua esperienza vissuta nelle settimane in cui si è imbattuto sfortunatamente nel Virus?

«E' stata un'esperienza molto dura. Inizialmente ho avvertito debolezza, poi ho avuto una fortissima tosse e la febbre a 39,5°. Fatto il tampone, risultato positivo, sono stato ricoverato presso il reparto di Malattie Infettive del Moscati di Taranto dove sono rimasto per tre settimane. Non è stata una passeggiata perchè alle precarie condizioni fisiche e quindi, all'uso del respiratore, si è affiancato anche l'isolamento. Tuttavia, grazie al personale medico e paramedico del reparto, non mi sono mai sentito solo perchè alla grande professionalità affiancano una grande umanità e vicinanza ai pazienti».

Qual'è e com'è attualmente la situazione Covid nella nostra Sava?

«Al momento la situazione non è grave, ma dobbiamo essere assolutamente vigili. Dobbiamo continuare ad avere un grande senso di responsabilità, anche se la superficialità di molti ragazzi e giovani mi preoccupa».

Qual'è il suo stato d'animo di fronte al non arrestarsi della pandemia?

«Sono molto preoccupato soprattutto per le carenze dal punto di vista delle strutture sanitarie. Nei mesi estivi si doveva fare molto di più per organizzare le risorse sanitarie sia dal punto di vista strutturale e del personale per poter fronteggiare meglio la pandemia, sapendo che si sarebbe ripresentata».

Concludendo, vuole lanciare un messaggio di speranza, ma al tempo stesso anche di prudenza, verso coloro che leggeranno questa sua importante testimonianza?

«Ognuno deve fare il suo e non pensare che il contagio riguardi gli altri. Non è cosi perchè ognuno di noi può essere interessato ed avere la necessità di un posto letto di terapia intensiva o un respiratore e rischiare di non trovarlo perchè il numero dei contagiati è superiore alle disponibilità. Ragion per cui serve grande senso di responsabilità in ogni condotta. Evitare di uscire o uscire il meno possibile. Dobbiamo comprendere che noi siamo il mezzo di trasporto del virus e per questo dobbiamo limitare al massimo i nostri movimenti ed i nostri spostamenti, pur rendendomi conto che molti ancora non hanno compreso i rischi che si corrono».


Attraverso questa intervista il nostro comune intento, il mio e del sindaco Dario Iaia, vuole essere quello di non sottovalutare l'importanza delle regole da seguire perchè di fronte alle malattie nessuno può considerarsi immune. Mentre Tutto Scorre... vogliamoci bene!

Claudio Rimoli

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