Le battaglie si fanno nelle piazze, non sui social

I lavori del depuratore zona mare (Urmo) continuano nella pace più assoluta. Le chiacchiere sono tante, troppe quelle sui social, ma concretamente il nulla...

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - venerdì 12 luglio 2019
Monica Rossi
Monica Rossi © La Voce di Manduria

I lavori del depuratore zona mare (Urmo) continuano nella pace più assoluta. Le chiacchiere sono tante, troppe quelle sui social, ma concretamente il nulla. O almeno così pare. Si poteva e si può ancora bloccare questo scempio, ma occorre scendere in piazza e crederci, senza colori politici o fazioni che dividono e fanno alzare muri di odio e basta. Come diceva Nanni Moretti in tempi non sospetti “destra e sinistra sono tutti uguali” e così è stato anche verso questo scellerato progetto del depuratore: le varie amministrazioni che si sono succedute non hanno fatto altro che peggiorare la situazione, accettando compromessi, promettendo però ai cittadini di migliorarla.

L’Acquedotto Pugliese è una società molto potente e lo si è visto in questi lunghi anni, durante i quali sembra che nessuno sia riuscito a far loro cambiare idea, ma la forza del popolo lo potrebbe essere ancora di più, se lo volesse davvero. Inutile poi affidarsi alle varie trasmissioni televisive: Striscia la Notizia, Presa Diretta, vari telegiornali, il tempo di una sera o poco più di ascolti e tutto sfuma nel più completo oblio.

Il problema fognario esiste, nessuno lo ha mai messo in discussione, ma le soluzioni alternative non sono mai state ascoltate e l’unica soluzione che intendono perseguire devasterà in modo irreparabile uno dei più bei tratti di costa salentina. Ma sembra non interessare a nessuno, se non agli abitanti della zona, che hanno le case o che, come me che sono del Nord, sono affezionati a quel mare e a quelle spiagge e alle bellezze che ne derivano.

L’Amministrazione di Manduria è affogata da tempo in vicende interne dalle quali non riesce a riemergere concretamente, non ha mai avuto a cuore quel pezzo litoranea, vantandomene però da tempo e rivendicandone la proprietà a discapito del comune di Avetrana. Per loro va bene così, visto che il loro unico obiettivo rimane quello del sistema fognario da risolvere.

L’amministrazione avetranese ha provato nel tempo a proporre timidamente un nuovo sito per la costruzione del depuratore, ma poi sembra aver rinunciato a qualsiasi azione concreta verso Aqp, assistendo ormai passivamente alla costruzione di questo eco mostro che porterà solo danni ad una cittadina che si stava risollevando solo grazie al turismo. E dove sono finite le varie associazioni ambientaliste? Perse anche loro, forse per stanchezza, forse demoralizzate di fronte all’inesorabile avanzata dell’ennesima ingiustizia. Forse lasciate sole.

Rimane Mimmo Breccia, un capopopolo, mi dicono, “new entry” in questa telenovela, unica voce urlante, ancora non si sa per quanto tempo, che sta provando a risollevare le coscienze delle persone.

E poi?

Toneremo a gridare il giorno in cui verranno sversati liquami nel bacino della Palude del Conte, ad indignarci, a dirci che così non può continuare, che é uno schifo e che però quelli che non sono stati votati avrebbero fatto meglio.

Auguri.

Intanto però proviamo ad indignarci nuovamente, a scendere in piazza, almeno per parlare, se proprio non troviamo subito un capo branco che ci dice cosa fare. Facciamo di testa nostra, facciamo quello che scriveremmo sui social, ma facciamo prima che sia davvero troppo tardi!

Monica Rossi (Reggio Emilia)

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