​La mia gente

Mimmo Olivieri

La redazione Il miniracconto
Manduria - mercoledì 12 giugno 2019
Mimmo Olivieri
Mimmo Olivieri © La Voce di Manduria

Scappare?... Perché? C’è la mia gente qui! Quella che davanti mi professa tutta la sua stima ed alle spalle mi dice che sono uno sfaticato, ma va bene così. Questa è la gente a cui piace la giatedda, con un cummarazzu fresco, ma a casa loro. Le sere d’estate poi si riuniscono per strada a mangiare cuzzeddi e un muloni: uno solo per una trentina di persone, ma l’importante è stare insieme Domani a pranzo? Domani fai e zanguni. Nemmeno Lucullo nella sua terra di Sabina mangiò mai con altrettanta soddisfazione. Poi c’è da pagare la bolletta e i soldi sono pochi: perché preoccuparsi? La pagheranno la bolletta! Magari in ritardo ma la pagheranno. E mangeranno bene come sempre; magari pani rrussatu con i pomodori di corona, ma a casa loro. Poi si diventa vecchi e anche la mia gente muore. Non si sono fatti costruire loculi di lusso e andranno a terra. Di tanto in tanto passerà un amico vicino alla loro tomba e vi poserà un fiore, mormorerà una preghiera, nel ricordo di quando, da giovani, andavano a femmini con la bicicletta a sufuni.

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