Ai miei figli dirò di lasciare l’Italia

Non mi sento Italiano perché in questo posto fare impresa è burocraticamente impossibile.

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Manduria - martedì 08 gennaio 2019
Vittor Decibel
Vittor Decibel © Facebook

Non mi sento Italiano perché in questo posto fare impresa è burocraticamente impossibile. Non sono mai sereno perché ho sempre paura di non aver compilato qualche scartoffia ma soprattutto ho il terrore di non aver pagato qualche tassa. Ogni giorno normative nuove tipo quella del gas radon quando poi nei comuni e nelle scuole primeggia lo schifo con strutture fredde e che cadono a pezzi, per non parlare delle autorizzazioni e permessi vari. Qui in Italia se ti dai da fare vieni preso come un imprenditore che ruba e sfrutta, ma chi non fa un cavolo è visto come un poveretto che non trova lavoro. Nel corso degli anni ho realizzato una cosa: se mai avrò un figlio la prima cosa che farò è fargli imparare la lingua inglese e spronarlo a girare il mondo. La mia Italia è un posto bellissimo con tante meraviglie ma ho la netta impressione che questa terra sia come un bel pacco regalo che all’interno è vuoto. Insomma poca roba per noi giovani o magari il problema sono io che ho solo la terza media ma purtroppo vedo anche tanti cervelli che scappano da questo posto perché non vengono valorizzati anzi a volte sono addirittura denigrati da questo sistema. Concludo nel dire che ho 33 anni e quasi 20 di lavoro e mi sento ancora una recluta che deve iniziare la gavetta. Grazie Italia.

(Vittor Decibel IO)

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