​Un’unica legge valida

Mimmo Olivieri

La redazione Il miniracconto
Manduria - venerdì 10 agosto 2018
Mimmo Olivieri
Mimmo Olivieri © La Voce

Lui non aveva mai dovuto sottostare a troppe leggi e regolamenti, essendo stato per tutta la sua vita un lavoratore autonomo. Guadagnava abbastanza da potersi permettere l’amante, ma guai a parlargli di tasse! Gli veniva l’orticaria. E poi, che cosa ci faceva lo Stato con i suoi soldi? Finanziava la sanità? Lui era per una sanità all’americana, dove se arrivi al pronto soccorso con un infarto in corso e non hai una buona assicurazione nemmeno ti guardano. E poi, lui andava a pagamento quando gli serviva un medico; facessero così anche gli altri. Riteneva profondamente ingiusto aiutare i bambini disabili. Perché i genitori li avevano fatti nascere? Ora si arrangiassero con soldi loro, non con soldi suoi. C’erano gli stalli per parcheggio disabili? Lui intanto parcheggiava dove gli pareva, perché aveva un’unica legge valida: quella del più becero e profondo egoismo. Poi mi capitò di parlare con lui di politica e proclamò orgoglione che era fascisto: adesso si spiegava parecchio, ma non come mai fosse così stupido quel coso.

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