Appalti truccati per l'ammodernamento delle navi da guerra

Tangenti nelle gare della Marina Militare, i nomi degli arrestati

L’inchiesta è partita dalla denuncia un imprenditore escluso dagli affidamenti. Lo Stato maggiore della Marina ha diffuso una nota

Salento Puglia e mondo
Manduria giovedì 20 febbraio 2020
di La Redazione
Le navi della Marina
Le navi della Marina © La Voce di Manduria

L’inchiesta sulle presunte tangenti negli appalti per la ristrutturazione delle navi da guerra ha creato un vero e proprio terremoto che fa tremare gli ambienti della Marina Militare di Taranto.

Dodici gli indagati raggiunti da altrettanti provvedimenti da parte della Procura della repubblica di Taranto. Ai domiciliari sono finiti il direttore dell’Arsenale di Taranto, il contrammiraglio Cristiano Nervi e il tenente di Vascello Antonio Di Molfetta, capo del Servizio Efficienza navi; due dipendenti civili, Federico Porraro e Abele D’onofrio. Tra gli imprenditori, oltre ad Armando De Comite che secondo l’accusa era a capo della struttura, spuntano i nomi di Angelo Raffaele Ruggiero, Alessandro Di Persio, Fabio Greco, Nicola e Gianluca Pletto, Giona Guardascione e Giacinto Pernisco.

L’inchiesta è partita dalla denuncia un imprenditore escluso dagli affidamenti. Lo Stato maggiore della Marina ha diffuso una nota.

«In relazione alla notizia che vede coinvolto personale della Marina Militare nelle indagini riguardanti irregolarità nella gestione degli appalti con ditte private nell’area tarantina – si legge - la Forza Armata segue con attenzione gli sviluppi della vicenda giudiziaria ed esprime il pieno sostegno per il lavoro svolto dalla Magistratura cui assicura la massima collaborazione per l’accertamento dei fatti e l’individuazione dei responsabili. Ciò anche – conclude - al fine di tutelare quanti con sacrificio ed onestà sono impegnati ogni giorno per la difesa dal mare e sul mare del Paese.

Di seguito la nota stampa della Guardia di Finanza di Taranto.

ll’esito di un’indagine coordinata dal Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Taranto, dott. Maurizio Carbone, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Taranto ha eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale ionico, dott. Benedetto Ruberto, nei confronti di 12 soggetti indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, corruzione e furto aggravato. Le indagini, condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Taranto, hanno riguardato l’aggiudicazione degli appalti relativi ai lavori di ammodernamento e riparazione di unità Navali in dotazione alla Marina Militare di Taranto.

Tra i destinatari del provvedimento figurano diversi imprenditori, due ufficiali della Marina Militare e due dipendenti civili della Forza Armata.

L’indagine svolta ha permesso di disvelare l’esistenza di un’associazione per delinquere, composta da imprenditori tarantini, in grado di pilotare a proprio favore le aggiudicazioni degli appalti banditi dall’Arsenale e dalla Stazione Navale della Marina Militare di Taranto.

Il gruppo d’affari, con la connivenza di un ufficiale della Marina Militare in servizio presso l’Arsenale di Taranto, è riuscito ad aggiudicarsi, nei mesi da ottobre a dicembre 2018, 15 appalti per un totale di € 4.800.000,00. In particolare, dalle indagini è emerso che per una gara di circa 3 milioni di euro, relativa ai lavori di ammodernamento della flotta, vi è stato un frazionamento artificioso degli appalti originari in 11 gare. Ciò per garantire ad ogni società gestita dagli imprenditori, di aggiudicarsi una porzione dei lavori e di conseguire un maggior guadagno.

Dagli accertamenti effettuati è emerso che la ripartizione degli appalti è stata effettuata “scientificamente”, in modo tale che il totale degli importi relativi alle gare venisse equamente diviso fra gli associati che giungevano a tali accordi nell’ambito di incontri che si tenevano in luoghi da loro ritenuti dagli stessi “sicuri”. Nel corso di tali incontri i telefoni cellulari venivano spenti e lasciati lontano dai locali in cui avvenivano i colloqui.

L’ufficiale veniva informato, puntualmente, sia dei nominativi delle imprese partecipanti alle varie gare, nonché del nome del vincitore concordato.

Gli indagati disponevano anche della complicità di un dipendente civile dell’Arsenale, in servizio presso l’ufficio amministrativo, il quale, a fronte di una tangente, comunicava il dettaglio dei bandi di gara in anticipo rispetto alla data di pubblicazione, consentendo agli stessi di avere un ampio margine di tempo per accordarsi.

Il disegno criminoso ideato, inoltre, ha trovato un’altra modalità realizzativa attraverso la corruzione di un ufficiale in servizio presso l’ufficio “servizio efficienza navi”, il quale, per far ottenere agli imprenditori l’affidamento di lavori necessari alla Stazione Navale della Marina Militare di Taranto, ha richiesto ed ottenuto in cambio utilità consistite in elettrodomestici, mobili e lavori di ristrutturazione di un’abitazione di sua proprietà.

Infine, è emerso dalle indagini che uno degli imprenditori, per risparmiare sulle spese dei materiali, ha corrotto, ripetutamente, un responsabile dei magazzini ubicati all’interno dell’Arsenale, il quale ha permesso ad un dipendente incaricato dal predetto imprenditore di asportare illecitamente, in più circostanze, beni di proprietà della Forza Armata che sono stati utilizzati per le lavorazioni a bordo delle unità navali e fatturati come forniti dalla società incaricata di effettuare i lavori.
(Nota stampa della Guardia di Finanza)

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