Operazione della polizia di Taranto

Operazione Bazar, 12 arresti: nei vicoli della città vecchia la droga calava dai balconi

Lo spaccio, ripreso dalle telecamere della polizia, avveniva parallelamente o alternativamente attraverso le finestre di tre distinte abitazioni, tutte di pertinenza degli indagati in alcuni casi calando il cestino da un balcone

Salento Puglia e mondo
Manduria venerdì 14 settembre 2018
di La Redazione
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Spaccio © La Voce

Dodici arresti, undici in carcere e uno ai domiciliari, sono stati eseguiti all'alba di questa mattina a Taranto dalla Polizia di Stato

La polizia di Stato della questura di Taranto ha eseguito all'alba di questa mattina dodici arresti, undici in carcere e uno ai domiciliari, nei confronti nei confronti di altrettante persone accusate a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di cocaina, eroina,hashish e marijuana. Uno dei destinatari della misura cautelare è stato rintracciato ed arrestato ad Ancona grazie alla collaborazione della squadra mobile di capoluogo marchigiano

L’indagine trae origine da una perquisizione eseguita dai "falchi" della Squadra Mobile in data 2 gennaio 2018 nella Postierla S.S. Medici (viuzza della città vecchia di Taranto), ad esito della quale venne denunciato a piede libero, per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio uno degli odierni destinatari di misura cautelare, sorpreso in possesso di un discreto quantitativo di hashish (da cui si sarebbero potuti ricavare potenzialmente oltre 300 dosi singole), di materiale vario per il confezionamento e di appunti manoscritti con conteggi relativi all’attività di spaccio.

Lo spaccio, ripreso dalle telecamere della polizia, avveniva parallelamente o alternativamente attraverso le finestre di tre distinte abitazioni, tutte di pertinenza degli indagati (in alcuni casi calando il cestino da un balcone sito al primo piano).

Centinaia le riprese video che hanno consentito di cogliere gli attimi in cui avvenivano le rapide cessioni e di riprendere gli acquirenti mentre afferravano involucri in plastica contenenti lo stupefacente lanciati dalle finestre o consegnati attraverso locali comunque protetti da inferriate e/o porte blindate; involucri che gli stessi provvedevano poi ad occultare nelle calze, in bocca od addirittura nel cappottino di un cane, il tutto allo scopo di preservarli dall’eventuale sequestro.

Oltre alla presenza dei personaggi preposti allo spaccio è stata rilevata pure la presenza di “vedette” che coadiuvavano i primi vigilando costantemente la zona, onde segnalare l'eventuale presenza di forze dell'ordine o più semplicemente indirizzando gli acquirenti verso la postazione di spaccio di volta in volta "attiva", o ancora prelevando direttamente le dosi di droga da consegnare, in particolare nelle fasi di passaggio da una postazione all’altra(generalmente tra il pomeriggio e notte, e poi ancora all'alba), ciò allo scopo di non lasciare mai insoddisfatto il flusso costante di tossicodipendenti alla ricerca di dosi.

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