Interrogazione al ministro

Ex discarica Li CIcci, Macina: metalli pesanti anche nella falda

Superfluo sottolineare la pericolosità dell’inquinamento dell’acqua di falda che ovviamente non si ferma nei pozzi attorno alla vecchia discarica situala al confine con i due territori di Manduria e Erchie

Locali
Manduria sabato 13 luglio 2019
di La Redazione
Onorevole Anna Macina ispeziona la vecchia discarica
Onorevole Anna Macina ispeziona la vecchia discarica © La Voce

Non solo il terreno attorno alla vecchia discarica Li Cicci a Manduria è inquinato da metalli pesanti, ma anche l’acqua di falda. Lo certifica sempre l’Arpa Puglia i cui dati, già noti da novembre dello scorso anno al Comune di Manduria, Provincia di Taranto e Regione Puglia, sono stati resi pubblici ieri dalla parlamentare grillina, Anna Macina, firmataria di una interrogazione al ministro dell’Ambiente Sergio Costa. «I risultati delle analisi effettuate nel settembre scorso dall’Arpa, che ho ricevuto ieri mattina – scrive l’onorevole Macina -, confermano valori di inquinamento superiori ai parametri di tollerabilità di metalli pesanti altamente tossici: “il ferro ha segnato un valore di 2024 microgrammi per litro quando il limite massimo è di 200 e l’alluminio 1310 microgrammi sui 200 consentiti e nell’acqua di falda – prosegue la nota - è stato trovato il manganese a 66,5 sul limite di 50».

Superfluo sottolineare la pericolosità dell’inquinamento dell’acqua di falda che ovviamente non si ferma nei pozzi attorno alla vecchia discarica situala al confine con i due territori di Manduria e Erchie. Da qui la decisione della parlamentare pentastellata di interpellare il ministro Costa a cui ha cisto «di adottare le opportune iniziative perché si compia la bonifica permanente del sito a tutela della salute pubblica e ambientale del territorio».Risanamento, prosegue Macina, «mai avvenuto per l’allucinante inerzia degli ex gestori della discarica e delle amministrazioni succedutesi». Responsabilità anche a carico del comune di Manduria «che è stato informato dei dati Arpa a novembre 2018 – sottolinea la deputata - ma non ha adottato alcun provvedimento per arginare la contaminazione, limitandosi, il 15 giugno 2019, ad incaricare un legale esterno di ricercare i responsabili dell’inquinamento».

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