Errori e lentezza

Ufficio tributi? Un vero disastro

Bene hanno fatto, quindi, secondo questa analisi, i precedenti amministratori a rafforzare il settore con il supporto esterno di una società specializzata, aggiudicataria di gara, che ha già messo all’opera sei unità in ufficio

Locali
Manduria mercoledì 13 marzo 2019
di La Redazione
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Caos © La Voce di Manduria

Una situazione a dir poco disastrosa con tributi inevasi o cartolarizzati per due o tre volte a carico dello steso contribuente e il rischio di perdere più di quattro milioni di euro di mancati introiti relativi all’annualità 2013. È questo il quadro che emerge dalla relazione sull’attività amministrativa firmata dal commissario straordinario Vittorio Saladino. Che mette allo scoperto l’inefficienza del settore più delicato dell’ente pubblico, quello economico finanziario appunto «il cui personale dipendente addetto allo specifico servizio – si legge -, non era e non è in grado per le poche unità dedicate, a far fronte adeguatamente all’importante e delicato compito».

Bene hanno fatto, quindi, secondo questa analisi, i precedenti amministratori a rafforzare il settore con il supporto esterno di una società specializzata, aggiudicataria di gara, che ha già messo all’opera sei unità in ufficio e un operaio affissatore.

I maggiori errori emersi grazie all’aumento del personale e all’introduzione di nuove metodiche di archiviazione e accertamento, hanno riguardato la tassa sui rifiuti (Tarsu). Dalle verifiche si è rilevato che circa diciassettemila versamenti risultavano duplicati o addirittura triplicati in banca dati. «Fatte le opportune verifiche e confrontato il dato riscosso con quanto in possesso dell’ufficio finanziario di questo ente – si legge nella relazione -, si è riusciti ad individuare l’elenco degli accrediti fittizi e lo si proceduto alla cancellazione». Sempre per quanto riguarda la Tarsu sarebbe emersa la necessità di riallineare le specifiche di addebito (tassa, addizionali, tributo provinciale e maggiorazione statale) che «nella maggioranza dei casi – si apprende sempre dalla relazione – risultava confusionaria ed inesatta, tanto da comportare l’errata raffigurazione degli stessi negli accertamenti in corso di emissione». Questo avrebbe consentito l’emissione di 3.027 accertamenti (reali) per un totale di un milione e 364mila euro comprensivi di eventuali sanzioni ed interessi pari a 287mila euro.

Un proficuo lavoro di bonifica e verifiche più puntuali che ha permesso di preservare dai termini di prescrizione certa, attraverso la notifica degli atti entro il 31 dicembre scorso, di una somma di quattro milioni e 364mila euro relativa ai tributi Imu, Tarsu, Tosap, Icp relativi all’anno d’imposta 2013.

Anche l’attività di riscossione coattiva di chi non paga sarebbe risultata fortemente rallentata. Risulterebbero in banca dati circa cinque milioni di euro relativi all’Imu e Tarsu-Tari per i quali si dovranno avviare le attività utili al recupero coattivo. Per il periodo d’imposta dal 2014 al 2018, infine, è stata già predisposta l’attività di accertamento per una stima di dieci milioni di euro di incassi.

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