Odore di carte bollate

Fiera Pessima, si complica la scena della gara: la Rtt si oppone e minaccia

In venti pagine e allo scadere dei cinque giorni concessi dalla commissione di gara, l’imprenditore di Montemarano, provincia di Avellino, spiega le ragioni per le quali l’amministrazione Messapica dovrebbe ritirare il...

Locali
Manduria lunedì 03 dicembre 2018
di La Redazione
Fiera Pessima
Fiera Pessima © La Voce di Manduria

Si mette male per il Comune di Manduria la vicenda «Fiera Pessima». L’unica impresa che aveva partecipato al bando pubblico per l’allestimento e gestione della campionaria edizione 2019, la «Rtt Service di Antonio Molettieri Soccorso», nei cui confronti è stata avviata la procedura di esclusione dalla gara, non ci sta a farsi da parte e giudica «imprudente» la mossa dell’ente che, scrive l’azienda, potrebbe essere chiamata «dalla giustizia amministrativa con conseguenze economiche non trascurabili».

In venti pagine e allo scadere dei cinque giorni concessi dalla commissione di gara, l’imprenditore di Montemarano, provincia di Avellino, spiega le ragioni per le quali l’amministrazione Messapica dovrebbe ritirare il provvedimento di esclusione e procedere con l’assegnazione della gara d’appalto. L’impresa parte dallo smontare l'accusa che ha motivato l’avvio dell’esclusione: non aver informato il comune di essere indagata dalla Procura della Repubblica di Taranto che l’accusa di aver falsificato i requisiti richiesti dal bando di gara di una precedente edizione della stessa «Pessima», quella del 2014, chiedendo per questo il rinvio a giudizio che sarà discusso il 30 gennaio prossimo. Per questo il Comune di Manduria ha deliberato la propria costituzione di parte civile in un futuro processo.

«Il sottoscritto – fa sapere Molettieri Soccorso nel suo memoriale -, non era tenuto ad auto dichiarare il fatto di essere imputato perché la stazione appaltante (il Comune, NdR), non ha richiesto di annotare nei documenti di gara i procedimenti in corso né i carichi pendenti». E anche se fosse, prosegue l’imprenditore nella usa difesa, «il solo fatto della imputazione dei reati contestati, con costituisce prova di avere commesso l’illecito». Appellandosi al principio della presunzione di non colpevolezza sino a condanna definitiva, l’amministratore della «Rtt Service» insiste sul punto. «Non avendo commesso l’illecito, non vi era obbligo di dichiarazione non rientrante tra “qualunque circostanza che possa ragionevolmente avere influenza su processo valutativo"».

Venuti meno questi due presupposti che sono alla base della prevista esclusione dalla gara, l’impresa si rifà alle ultime linee guida dell’Autorità nazionale anti corruzione e a recenti sentenze del Consiglio di Stato che obbligherebbero «la stazione appaltante a motivare adeguatamente il provvedimento di esclusione».

Le conclusioni del memoriale di Molettieri Soccorso non lasciando dubbi circa la strada che intente intraprendere nel caso in cui il comune dovesse escluderlo definitivamente dalla gara della quale, essendo unico in corsa, può già ritenersi affidatario. «L’esclusione – si legge nel documento inviato l’altro ieri al Comune – appare viziata da eccesso di potere e difetto di istruttoria». Per questo la «Rtt Service» chiede la revoca della procedura di esclusione e rivendica un contraddittorio procedimentale in cui poter dimostrare «l’insussistenza dei fatti e dei motivi che inducono a ritenere la ditta inaffidabile». Avvertendo, infine che «l’amministrazione aggiudicatrice sarà responsabile per le conseguenze di una sua eventuale decisione erronea».

Nazareno Dinoi

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