I pentastellati interrogano l'assessore regionale

Sulla puzza, Breccia attacca il “Palazzo”

Si allarga il fronte per combattere i cattivi odori che periodicamente rendono l’aria irrespirabile a Manduria

Locali
Manduria venerdì 19 ottobre 2018
di La Redazione
Mimmo Breccia
Mimmo Breccia © La Voce

Si allarga il fronte per combattere i cattivi odori che periodicamente rendono l’aria irrespirabile a Manduria. Dopo la denuncia presentata dal comitato cittadino «Aria Pulita» (una ventina di associazioni e movimenti politici della città Messapica), a scendere in campo ieri, con due distinte mosse, sono stati il movimento civico «Manduria Noscia» - che ha querelato direttamente gli amministratori comunali -, e il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Marco Galante, firmatario di una interrogazione all’assessore all’Ambiente Gianni Stea. Di natura penale la prima, politica la seconda, entrambe sono destinate a smuovere le acque.

Nella sua interrogazione, di cui parliamo dopo, il consigliere grillino ricorda come il fenomeno sia stato già segnalato dall’amministrazione comunale manduriana. Ed è proprio su questa che punta il mirino Mimmo Breccia, il leader del movimento «Manduria Noscia» che ieri, accompagnato dall’avvocato Giuseppe Mazza, si è recato alla caserma dei carabinieri presentando una dettagliata querela nei confronti del Comune e, nell’ordine gerarchico, «alla massima autorità sanitaria» e dei dirigenti responsabili del settore Ambiente e Sanità pubblica» della città. Nella sua denuncia-querela, Breccia chiede espressamente che si indaghi per i reati di «molestie olfattive» e di «getto pericoloso di cose».

La strategia del fondatore di «Manduria Noscia», che per questa ragione si era già rifiutato di accodarsi alla denuncia collettiva presentata dal comitato «Aria Pulita» di cui faceva parte, è quella di puntare il dito sulle figure istituzionalmente preposte alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e, di conseguenza, sui responsabili delle emissioni fastidiose. «Inutile girarci intorno – afferma Breccia –, il responsabile del benessere sanitario dei cittadini è il sindaco, pertanto se noi siamo un comune commissariato con chi ce la dobbiamo prendere per questa gravissima situazione che attanaglia il territorio manduriano?».

Questo invece l’intervento politico dei 5 stelle. «Il perdurare di questa situazione - scrive il pentastellato - sta mettendo tutta la cittadinanza in un forte stato di apprensione, a maggior ragione per il fatto che risulta ancora sconosciuta la natura di queste emissioni. È necessario – continua l’interrogazione -, dare immediatamente risposte alla popolazione sia sull’origine che sulla eventuale pericolosità delle stesse». Obiettivo di quest’atto politico, è quello di costringere il governo regionale a fare pressioni sugli enti competenti affinché diano le risposte attese. «In particolare - conclude Galante - vogliamo sapere se l’Arpa abbia già messo in atto attività di monitoraggio presso gli impianti che potrebbero essere la causa delle emissioni e, in questo caso, di conoscere tutti i dati raccolti».

Comunque sia, tocca ora alla magistratura, mossa da entrambe le denunce depositate, individuare i responsabili delle emissioni ed eventualmente, come chiede Breccia, le colpe di chi, nelle istituzioni, non ha fatto ciò che doveva per risolvere l’annoso problema.

La questione è sul tappeto da diversi anni ma mai è stato fatto abbastanza per venirne a capo. L’Arpa, tre anni fa, avviò una indagine tecnica misurando le emissioni dagli impianti sospetti esistenti a Manduria: due discariche di rifiuti solidi urbani, una attiva e l’altra dismessa, due impianti di compostaggio e un depuratore su cui fu puntato l’indice per le sue significative emissioni fuori norma. Risultato questo che non ha mai convinto i manduriani convinti che l’origine sia ancora tutta da individuare.

Nazareno Dinoi su Quotidiano di Taranto

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I commenti degli utenti
  • Avv. Giuseppe Antonio Mazza ha scritto il 19 ottobre 2018 alle 11:43 :

    Mi tocca puntualizzare che il sig. Giuseppe Mazza del precedente commento non sono io. Io sono l'avvocato Giuseppe Antonio Mazza che ha curato la redazione della denuncia /querela del sig. Breccia Cosimo che rappresento. Cordiali saluti. Rispondi a Avv. Giuseppe Antonio Mazza

  • Giuseppe Mazza ha scritto il 19 ottobre 2018 alle 10:30 :

    Per quanto riguarda questo annoso problema che affligge noi cittadini e ci costringe a barricarci in casa non bisogna più perdere tempo. Se c'è il vento da maestrale ossia la cosiddetta tramontana e la puzza si sente nei quartieri Sant'Antonio e Matera, c'è poco da dubitare da dove sia l'emissione!!! Sicuro di un vostro riscontro, cari organo competenti vi porgo i miei più cordiali saluti! Rispondi a Giuseppe Mazza

  • lorenzo ha scritto il 19 ottobre 2018 alle 06:46 :

    Bene, ottimo! Ora mi piacerebbe sapere con documenti alla mano, a seguito delle numerose segnalazioni dei cittadini, il Comandante Dinoi quanti rapporti ha trasmesso alla Magistratura in veste di Pubblico Ufficiale con l'obbligo di rapporto. Se li ha trasmessi orgoglioso di averlo in ruolo istituzionale importante. Se non ha trasmesso nessuna denuncia nonostante il palese art. 674 c.p.p. sì è difronte o ad un incompetente (pur laureato!) e quindi si aspettano le dovute dimissioni da suo ruolo. Immagino che, invece da persona seria abbia svolto il suo ruolo di competenza. Vedi Ponte fiume Chidro. Rispondi a lorenzo

    Mimmo Breccia ha scritto il 19 ottobre 2018 alle 10:34 :

    Il Comandante è uno dei diretti destinatari della mia DENUNCIA in quanto DIRIGENTE.... Rispondi a Mimmo Breccia

    lorenzo ha scritto il 19 ottobre 2018 alle 11:48 :

    Bisogna verificare se il Comandante in passato ha fatto il suo dovere e non ora che il ferro è caldo. Vedi ponte Chidro Rispondi a lorenzo

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