Piani straordinari ignorati

Bonifiche amianto, Manduria non fa abbastanza

A Manduria però a differenza di molti altri comuni, non c’è stato alcun manifesto pubblico, comunicato stampa o altre attività di informazione e sensibilizzazione finalizzate alla diffusione di notizie riferite ai temi del rischio

Locali
Manduria venerdì 01 settembre 2017
di La Redazione
Amianto abbandonato
Amianto abbandonato © Facebook

Manduria è tra le principali città della provincia di Taranto e Brindisi colpevoli del rallentamento del Piano Regionale Amianto per la sua decontaminazione. Il provvedimento, approvato nel 2015, serviva ad ottenere una mappatura delle zone interessate dalla presenza di amianto al fine di bonificare gli ambienti. Secondo quanto disposto dalla delibera regionale, tutti i comuni pugliesi avevano l’obbligo di sensibilizzare e informare la cittadinanza a partecipare al censimento garantendo inoltre assistenza per la compilazione della scheda aprendo uno sportello info amianto. A Manduria però a differenza di molti altri comuni, non c’è stato alcun manifesto pubblico, comunicato stampa o altre attività di informazione e sensibilizzazione finalizzate alla diffusione di notizie riferite ai temi del rischio amianto e agli obblighi suddetti a parte un convegno poco partecipato organizzato da un’associazione ambientalista nel febbraio del 2016.

I termini di presentazione delle domande di ammissione al fondo di bonifica sono scaduti il 22 aprile 2017. Un nuovo decreto ministeriale lo ha fatto slittare al 21 aprile 2018, entro quella data i siti non censiti potranno essere oggetto di segnalazioni anche anonime e/o aalle Polizie Municipali e Provinciali e dalle altre Forze dell’Ordine con l’applicazione di una sanzione a carico dei soggetti proprietari pubblici e privati inadempienti. Questa ulteriore proroga è stata necessaria in quanto come ha dichiarato nei giorni scorsi l’assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia, «Circa il 60% delle autonotifiche giunge dalle province di Lecce e di Bari, i dati provenienti dalle altre province sono troppo bassi per essere verosimili-e aggiunge - per questo proroghiamo termini sperando che, ancora una volta, la sensibilità dei cittadini e delle istituzioni locali ci permetta di arricchire il quadro ed avere idee più precise in modo da poter intervenire efficacemente». Nessuno degli assessori con delega all’ambiente che si sono succeduti dal 2015 ad oggi ha rispettato tali disposizioni lasciando i cittadini all’oscuro con l’ulteriore rischio di fargli incorrere in sanzioni fino a 2mila euro. Intanto nella città messapica sono iniziati i primi interventi di rimozione e smaltimento dell'amianto e dei rifiuti speciali disseminati nelle zone periferiche e nelle zone rurali. A rendere pubblica la notizia è il sindaco Roberto Massafra che sulla sua pagina ufficiale del social-network Facebook ha pubblicato le prime immagini delle operazioni incapsulamento dei manufatti in amianto. Al momento le zone bonificate, fa sapere sempre il primo cittadino, riguardano le aree delle marine, via Magna Grecia, via del Trullo a Torre Bianca. «Spero tanto che i luoghi così bonificati - scrive sulla bacheca del nostro giornale l’attuale assessore all’ambiente Claudio Digiacomo - non debbano essere nuovamente interessati da abbandono di simili materiali pericolosi od altri rifiuti che insozzano le nostre strade». E noi aggiungiamo, speriamo che almeno il neo nominato assessore si impegni a sensibilizzare i cittadini sulla pericolosità dell’amianto e sull’importanza di aderire al censimento disposto dalla Regione. Nei prossimi giorni la ditta “Danieleambiente s.r.l.”, alla quale è stato affidato l’incarico per un importo di 9mila e novecento euro, provvederà a bonificare gli altri siti che sono stati censiti dall’ufficio tecnico.

Katja Zaccheo
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I commenti degli utenti
  • doria rosario ha scritto il 01 settembre 2017 alle 16:53 :

    Sono 5 anni che faccio il pendolare con gli uffici interessati, ma ad oggi nessuna risposta. Quello dell'amianto è un problema che il nostro carissimo ed amatissimo Sindaco evidentemente considera di secondo livello, discariche di amianto che ho segnalato a tutti gli uffici competenti, polizia locale, ufficio igiene, ASL, Carabinieri tutela ambiante, Sindaco etc, etc. tutto documentabile con raccomandata e RR, qualcuno pensa che si sia mosso qualcuno ...... ESATTO NESSUNO. Rispondi a doria rosario

    Trupiano Lotenzo il nano ha scritto il 01 settembre 2017 alle 21:37 :

    Caro Rosario, ci sarà una cappa particolare di scirocco umido, molto umido su Manduria, dove dopo 5 anni nessuno a fatto nulla x le tue giuste e serie segnalazioni. Ti do un piccolo consiglio. Il Sindaco per legge è il responsabile sanitario territoriale. Ha l' obbligo oltre ad incassare lo stipendio mensile (se lo prende), di attivare le istituzioni (tutte) al fine di tutelare la salute pubblica. Indi percui prova a fare un esposto direttamente a lui con foto allegate e lo mandi per conoscenza al capo della procura di Taranto e al commissario x l' ambiente a Bruxelles. Vedrai che corrono tutti come dei pazzi. La paura di blocco dei finanziamenti europei per l' ambiente italiano, li farà diventate tutti....ambientalisti. In bocca al lupo e non mollare. Che stile Rispondi a Trupiano Lotenzo il nano

  • Küsperth Josef ha scritto il 01 settembre 2017 alle 12:41 :

    Wenn man lange genug wartet, wird schon wieder Gras darüber wachsen. Vor 2 Jahren (2015) habe ich den Asbest Missstand bei den Behörden gemeldet. Mit Bildern und Lageplan wo man diese Illegalen Ablagerungen finden kann. Vor einem Jahr (2016) ist die Polizei (Der Kommandant und 2 weitere Polizisten) dann diese Positionen mit mir abgefahren. Passiert ist seit dem nichts.... Es ist traurig. Wer denkt an die Gäste, Kinder und Anwohner? Die ,welche den Dreck einfach zwischen den Häusern ablagern, haben kein Gewissen. Rispondi a Küsperth Josef

  • Lorenzo Trupiano ha scritto il 01 settembre 2017 alle 09:15 :

    Manduria è oltre. Non ha bisogno di informare. Tutti possono passare per le stradine da Torre Colimena, San Pietro, Scaledda, vecchia strada parallela che va dal primo incrocio passato il monte Diavolo al ricongiungimento della Manduria/San Pietro. È li l' eternit. Inesorabile, depositato illegalmente lungo gli argini delle strade, nelle piazzole, tra le sterpaglie. Centinaia di cumuli misti a rifiuti edili. Visti da tutti. Istituzioni comprese? Manduria è oltre. Che stile! Rispondi a Lorenzo Trupiano

    Alessandro il Grande ha scritto il 01 settembre 2017 alle 14:24 :

    Lorenzo trupiano Manduria non eterit o fogna... questa è l inciviltà delle persone che scaricano rifiuti pericolosi nelle strade di campagna e periferie..queste persone fanno parte di quelle categorie che protestano contro il depuratore e poi buttano le immondizie in mezzo alla strada e poi si lamentano che le strade sono sporche l'ipocrisia è una brutta bestia che si passino una mano sulla coscienza ,anche buttare un semplice fazzoletto fuori dal finestrino o la cicca di sigaretta atero o in spiaggia è inquinare ci sono i cestini ma non li udano..ipocrisia solo ipocrisia.. Rispondi a Alessandro il Grande

    Trupiano Lorenzo il piccolo ha scritto il 01 settembre 2017 alle 19:06 :

    Ipocrita è colui che guarda la pagliuzza(carta buttata a terra) e fa finta di non vedere la trave! Cumuli di obseto (amianto eternit) che liberano miliardi di microfibre che vengono inalate, si inseriscono nei polmoni, sostano anni e piano piano danno inizio al micidiale tumore alla preora. Le micro particelle depositate abusivamente all' aperto, con i venti vengono trasportate ed inalate da chiunque anche a km di distanza. Per il depuratore si può avere opinioni diverse, ma penso che farà la fine del mitico desalinatore nel fiume Chidro. La Puglia purtroppo ha il record di opere incompiute. Vedi la super strada Taranto/Lecce. Che stile! Rispondi a Trupiano Lorenzo il piccolo

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