Difeso dall'avvocato Brunetti

Senegalese assolto: “imitava le griffe”

Denunciato e imputato, il commerciante “manduriano”, titolare di regolare licenza e di autorizzazioni ad occupare l’area assegnata dal comune di Francavilla Fontana, rischiava una condanna di otto mesi di reclusione

Giudiziaria
Manduria mercoledì 14 agosto 2019
di La Redazione
Tribunale, l'avvocato Giuseppe Brunetti
Tribunale, l'avvocato Giuseppe Brunetti © La Voce di Manduria

Assoluzione piena «perché il fatto non sussiste» per un imprenditore extracomunitario naturalizzato a Manduria dove è residente che era stato denunciato e finito sotto processo con l’accusa di contraffazione e riciclaggio di merce griffata. Nel 2016 il senegalese M.N. era stato denunciato dai militari della Guardia di Brindisi perché nel mercato settimanale di Francavilla Fontana esponeva delle borse, portafogli e pochette riportanti motivi e disegni dei marchi “Piero Guidi” e Alviero Martini che furono sequestrati.

Denunciato e imputato, il commerciante “manduriano”, titolare di regolare licenza e di autorizzazioni ad occupare l’area assegnata dal comune di Francavilla Fontana, rischiava una condanna di otto mesi di reclusione e una multa di 800 euro.

Nel corso del dibattimento, l’avvocato Giuseppe Brunetti, difensore dell’ambulante di colore, ha sovvertito la tesi dell’accusa ottenendo l’assoluzione. Brunetti ha fatto notare che i prodotti di pelletteria riproducevano solo le stesse fantasie e colori delle note marche ma erano prive di etichette riportanti chiaramente i nomi delle griffe. Il giudice del Tribunale di Brindisi, Colombo Ambrogio, ha deciso quindi per l’assoluzione ritenendo«che è d’uopo distinguere tra la contraffazione del marchio o di un segno distintivo (punibile penalmente con il reato contestato dalla pubblica accusa, Ndr), ed una imitazione servile confusoria che investe i prodotti nel modo in cui la loro forma e confezione viene in concreto accolta e recepita sul mercato come suscettibile di richiamare la fonte d’origine». La merce in vendita, insomma, non era la contraffazione del marchio tutelato ma semplicemente lo imitava.

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