Uno strano caso di amnesia

«Non ti conosco più», nuova opera della compagnia del Ciambellano

Il 9 e il 10 Febbraio 2019 alle ore 20.30 presso il teatro Don Bosco a Manduria va in scena "Non ti conosco più", la celebre commedia in tre atti scritta da Aldo De Benedetti e adattata dalla regista Luciana Stano.

Cultura
Manduria martedì 05 febbraio 2019
di La Redazione
Locandina
Locandina © La Voce di Manduria

Manca poco al grande ritorno del gruppo teatrale "La Compagnia del Ciambellano". Il 9 e il 10 Febbraio 2019 alle ore 20.30 presso il teatro Don Bosco a Manduria va in scena "Non ti conosco più", la celebre commedia in tre atti scritta da Aldo De Benedetti e adattata dalla regista Luciana Stano.

Uno strano caso di amnesia, una donna che d'un tratto non riconosce più il marito. È questo l'inizio della commedia scritta nel 1936 da Aldo De Benedetti, della quale si ricordano allestimenti illustri ed un famoso adattamento cinematografico che vedeva Monica Vitti interpretare la bella e sfortunata paziente, Johnny Dorelli nei panni del consorte e Gigi Proietti in quelli di uno psichiatra di chiara fama chiamato d'urgenza a visitare la malata.

Una classica commedia degli equivoci che deve tutta la sua verve all’insolito triangolo amoroso che vede la protagonista Luisa Malpieri non riconoscere più il marito, Paolo Malpieri, giovane ed affermato avvocato. Viene così chiamato il dottor Spinelli, luminare e psichiatra rinomato, che Luisa confonde per suo marito. La storia si dipana attraverso un singolare gioco a tre: una moglie convincente nel suo gioco di seduzione, un marito che affronta in modo perfettamente goffo ed imbranato l’imprevisto dramma che si abbatte sulla sua brillante esistenza e il professor Spinelli eccitato e piacevolmente imbarazzato al tempo stesso nel trovarsi di fronte a un caso così interessante. Tra un equivoco e l’altro e l’arrivo di irrequieti parenti della giovane moglie dell’avvocato, Paolo, Luisa e il dottore si ritrovano ad analizzare le loro condizioni rispettivamente di marito, moglie e scapolo e, più in generale, il significato ultimo del matrimonio. Quando sembra che l’intreccio, fattosi ormai troppo complicato, sia divenuto irrisolvibile un colpo di scena finale sorprende inaspettatamente il pubblico.

Equivoci e sottintesi sono gli ingredienti principali di una rappresentazione dall’atmosfera briosa e frizzante che sa divertire con malizia e riesce a tratteggiare i tre personaggi principali con delicate pennellate di candida ironia invitando il pubblico a seguire l’evolversi della vicenda con complice curiosità. Con uno stile secco e pungente viene portata alla ribalta la crisi di una coppia solo all’apparenza felicemente sposata all’interno della quale il rapporto tra marito e moglie è, in realtà, tutt’altro che idilliaco!

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