Forse impiccato

Detenuto manduriano muore nel carcere di Taranto

Lo hanno trovato in fin di vita nella cella dell'infermeria e nonostante i soccorsi che hanno tentato di rianimarlo è stato dichiarato morto

Cronaca
Manduria giovedì 09 maggio 2019
di La Redazione
Carcere Taranto
Carcere Taranto © La Voce di Manduria

Lo avrebbero trovato in fin di vita appeso ad un pezzo di stoffa ricavata dai pantaloni attaccata alla grata di una finestra dell'infermeria del carcere di Taranto. Così è morto ieri, dopo inutili tentativi per rianimarlo, il quarantaduenne manduriano Marco Rossi, che stava scontando una condanna per tentata estorsione e furto. Il 28 agosto prossimo sarebbe dovuto uscire per fine pena. Invece, per ragioni sconosciute, si sarebbe tolto la vita impiccandosi.

Il magistrato di turno avvertito dalla direzione del penitenziario, il pubblico ministero Filomena Di Tursi, ha disposto l’autopsia che sarà eseguita nelle prossime ore. Nella serata di ieri, dopo i necessari rilievi tecnici da parte della polizia scientifica e la visita necroscopica da parte del medico legale, l’autorità giudiziaria ha ordinato il sequestro della salma che è stata trasportata nell’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto per l’esame autoptico. La notizia è stata comunicata alla madre che vive a Manduria. Il quarantaduenne è un volto molto noto alle cronache cittadine per essere stato più volte denunciato e arrestato per reati contro il patrimonio insieme al fratello gemello, anche lui pluripregiudicato con una lunga esperienza di tossicodipendente.

A rinvenire il corpo esanime del ristretto è stato un agente di polizia penitenziaria durante l'ammissione dei passeggi orario. A denunciare l’episodio è il sindacato l'Osapp per voce del segretario generale Pasquale Montesano. «Il mondo carcere - dichiara il sindacalista - ultimamente sta attraversando il periodo più buio degli ultimi anni anche per quanto riguarda le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria per il numero considerevole di suicidi ed eventi critici in aumento negli ultimi anni. Ormai sembra imprescindibile - continua Montesano - che il Ministro della Giustizia faccia invertire la rotta al sistema assumendo provvedimenti tangibili ed efficaci per la regione Puglia in particolare sulle strutture di Taranto Foggia e Bari .

Al momento la regione più affollata è la Puglia, con un tasso del 161%, seguita dalla Lombardia con il 137%. Se poi si guarda ai singoli istituti, a Taranto è stata raggiunta o superata la soglia del 200%, numeri non molto diversi da quelli che si registravano ai tempi della condanna della CEDU (L’Italia viene condannata l’8 gennaio 2013 dalla Corte di Strasburgo per le condizioni disumane dei detenuti per sovraffollamento). I posti regolamentari sono 306, ma i reclusi sono 612, stipati in 282 celle. Di loro si occupano quattro educatori, che sono sotto organico visto che sulla carte ne sono previsti sei. mentre allarmante e la gravissima carenza negli organici dei vari ruoli della Polizia Penitenziaria.

Conclude Montesano: «Il nostro plauso agli agenti di polizia penitenziaria in servizio presso le strutture territoriali , i quali con dedizione professionalità ed accortezza evitano , nonostante il gravissimo stato , maggiori e più gravi conseguenze non senza difficoltà, continuando a garantire uno standard di ordine di sicurezza che costituiscono condizione imprescindibile per il proficuo lavoro di tutti gli operatori penitenziari».

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I commenti degli utenti
  • Ulisse Odisseo ha scritto il 11 maggio 2019 alle 07:49 :

    Non so chi tu sia, ma mi piace immaginarti padre di una bella bambina, minorenne, che viene rapita , seviziata e barbaramente uccisa ed il suo aguzzino reo confesso che con ancora le mani insanguinate se la ride mentre viene bloccato dalle forze dell’ordine. Saresti contento, secondo tutte le follie che hai enunciato, che il barbaro che ti ha portato via la gioia della tua vita rimanesse libero...???!!!!!..perché nessuno deve essere privato della libertà...???!!!..e paragonare l’atteggiamento animale.... Oltre che ad offendere gli animali e non avere un minimo di senso il paragone che hai fatto, come gli altri ti consiglio di rivolgerti ad un buono psichiatra, perché stai proprio male!!! Naturalmente l’orrendo esempio di cronaca nera usato, non lo auguro a nessuno e tantomeno a lei... Rispondi a Ulisse Odisseo

  • Mario lino ha scritto il 09 maggio 2019 alle 10:29 :

    Una soluzione sarebbe quella di chiudere tutte le carceri perché non è giusto che una persona che sbaglia debba essere privata della libertà concessa ad ognuno di noi. Un uomo non ha nessun diritto di giudicare un altro Uomo. La natura umana ed animale sono uguali ma con piccole differenze quelle che gli animali vivono liberi per tutta la loro esistenza anche se uccidono altri animali, l uomo invece priva la libertà degli altri uomini e poi si lamenta anche che le condizioni sono disumane. Scandaloso quanto sia piccolo il cervello degli uomini. Rispondi a Mario lino

    Alessandro il grande ha scritto il 11 maggio 2019 alle 06:47 :

    Forse Mario avrà bevuto ,io aumenterei le carceri e cambierei le leggi non rieducativo come lo sono adesso ma punitivi ..come le carceri del Perù e quelli turchi e vedi la prossima volta invece di delinquere li viene la voglia di lavorare,a Mario lino Ba corchiti ca tieni Picci ti suennu... Rispondi a Alessandro il grande

    Felice ha scritto il 10 maggio 2019 alle 19:23 :

    Tu al cervello hai qualche finecorsa che non sta intervenendo secondo me... Booooo non ho parole manco per risponderti e/o farti un un'esempio per farti capire! Rispondi a Felice

    M. M ha scritto il 10 maggio 2019 alle 16:00 :

    Ba curati Mario Rispondi a M. M

    Ser ha scritto il 10 maggio 2019 alle 11:54 :

    Mi auguro che lei stia scherzando e'disumano quello che lei sta dicendosere Rispondi a Ser