Operazione dei carabinieri

Blitz antimafia, nomi e foto degli arrestati tra Lizzano, Torricella, Maruggio, Sava

L’attività d’indagine, convenzionalmente denominata "Mercurio" è stata avviata a gennaio 2016 mediante indagini tecniche

Cronaca
Manduria lunedì 25 febbraio 2019
di La Redazione
I nomi operazione
I nomi operazione "Mercurio" © La Voce di Manduria

All’alba di oggi, a seguito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, i carabinieri della stazione di Lizzano e della compagnia di Manduria, hanno dato esecuzione, nei comuni di Lizzano, Faggiano, Torricella, Sava, Maruggio, Prato, Rimini, Caltagirone e Milano, a 31 misure cautelari (22 ordinanze di custodia in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 5 misure di obbligo di dimora nel comune di residenza, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti, alla spendita di banconote false nonché alla commissione di estorsioni con metodi mafiosi fra cui atti incendiari ai danni di stabilimenti balneari e di altre attività commerciali di Lizzano; detenzione e porto di armi comuni da sparo e armi clandestine, rapina e lesioni personali.

L’attività d’indagine, convenzionalmente denominata "Mercurio" è stata avviata a gennaio 2016 mediante indagini tecniche nei confronti di alcuni soggetti tratti in arresto per spaccio di eroina, cocaina e hashish, all’interno di un noto Bar di Lizzano, ha consentito di certificare l’esistenza di un sodalizio criminoso inquadrato nella più nota associazione mafiosa denominata Sacra Corona Unita facente capo ai boss Francesco, Locorotondo, Giovanni Cagnazzo e Cataldo Cagnazzo.

L’organizzazione - prevalentemente dedita al traffico di stupefacenti e all’imposizione del “pizzo” in danno di esercizi commerciali di Lizzano con metodi tipicamente mafiosi, fra cui atti incendiari commessi con bottiglie molotov - era capeggiata da Giovanni Giuliano Cagnazzo, ristretto nella casa circondariale di Prato, il quale, secondo gli investigatori, sovrintendeva alle attività delittuose del gruppo impartendo ordini e direttive ai sodali in libertà con la tecnica dei cosiddetti pizzini che faceva recapitare all’esterno della struttura carceraria attraverso Maria Schinai, anche lei arrestata, compagna di Angelo Scorrano, ritenuto fra gli elementi chiave del gruppo criminale. Il boss, in tal modo, secondo l'accusa, si relazionava con Pasquale Scurrano e Alessandro Scorrano, ritenuti organizzatori, promotori e figure di spicco della compagine malavitosa; vigilava sugli equilibri interni ed esterni al gruppo dando il proprio consenso all’affiliazione di nuovi adepti; percepiva e amministrava regolarmente i guadagni derivanti dallo svolgimento delle attività delittuose.

Particolarmente degna di nota, sostiene la Procura, è l’affiliazione al gruppo criminale del pregiudicato Antonello Zecca, già appartenente ad altro sodalizio operante sul territorio, cui era stata demandata, su espressa indicazione di Cagnazzo, la gestione operativa del racket delle estorsioni ai danni dei titolari degli stabilimenti balneari della litoranea Jonica tra cui i Lidi “La Spiaggetta”, “Bahia del Sol” e “Onda Blu”, e in relazione a un tentativo di estorsione perpetrato nei confronti del gestore dello stabilimento denominato “L’Ultima Spiaggia”.

Nel corso dell’intera manovra investigativa, infine sono stati complessivamente sequestrati circa 700 grammi di stupefacente di vario genere (hashish, cocaina, eroina), banconote false e munizioni per armi comuni da sparo; sono emersi responsabilità penali a carico di alcune persone estranee al gruppo criminale (indagine “satellite” – Gip di Taranto). In particolare di due soggetti, oggi rispettivamente sottoposti alla misura della custodia in carcere e agli arresti domiciliari, perché ritenuti responsabili di attività di spaccio di stupefacenti in concorso sulla piazza di Torricella. Altri tre, oggi rispettivamente sottoposti, in due alla misura della custodia in carcere e uno agli arresti domiciliari, ritenuti invece responsabili in concorso tra loro di rapina aggravata, lesioni personali ed estorsione in danno di un giovane di Lizzano.

Sono finiti in carcere nell'operazione "Me3curio"

  1. BERNARDI Graziano, ventiseienne di Torricella;
  2. BIANCHINI Costantino, trentanovenne di Lizzano;
  3. BIANCO Gregorio, trentunenne di Lizzano;
  4. CAGNAZZO Giovanni Giuliano, sessantacinquenne di Lizzano;
  5. CAVALLO Angelo Antonio, quarantaquattrenne di Maruggio;
  6. CONVERTINI Alfonso, quarantaduenne di Lizzano;
  7. DI PUNZIO Alessandro, ventiduenne di Lizzano;
  8. DI PUNZIO Vito, venticinquenne di Lizzano;
  9. FIORINO Gianfranco, trentaduenne di Lizzano;
  10. GUALANO Francesco, cinquantaseienne di Lizzano;
  11. PETRAROLI Ubaldo, trentaquattrenne di Lizzano;
  12. PETRONELLI Andrea, trentaduenne di Lizzano;
  13. PULIERI Francesco, trentacinquenne di Faggiano;
  14. RIZZO Giuseppe, ventottenne di Lizzano;
  15. RUSSO Pietro Fortunato, ventitreenne di Sava;
  16. SCORRANO Alessandro, trentunenne di Lizzano;
  17. SCURRANO Pasquale, cinquantaduenne di Lizzano;
  18. SUMMA Alessandro, trentatreenne di Maruggio;
  19. ZECCA Antonello, quarantenne di Lizzano

Agli arresti domiciliari:

  1. SCHINAI Maria, quarantatreenne di Lizzano;
  2. ARMENTI Giuseppe, quarantasettenne di Lizzano


In carcere nell'inchiesta "satellite":

  1. ANTONUCCI Salvatore, trentacinquenne di Torricella;
  2. CALASSO Giuseppe Valentino, ventottenne di Lizzano;
  3. MOTOLESE Giuseppe, trentenne di Lizzano

Agli arresti domiciliari:

  1. CARRIERI Antonio, trentanovenne di Lizzano;
  2. VOCALE Emanuele, ventisettenne di Lizzano.
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