Niente differenziata per loro

Smaltimento rifiuti Covid: quello che non viene detto ai quarantenati

A nessuno di loro, ci risulta, il Centro Operativo Comunale istituto per gestire la fase delle emergenze e assicurare assistenza e informazione...

Attualità
Manduria mercoledì 25 marzo 2020
di La Redazione
Locandina
Locandina © La Voce di Manduria

Saranno decine le famiglie manduriane che hanno superato o stanno ancora osservando il periodo di quarantena o isolamento fiduciario imposto dalle autorità sanitarie perché hanno avuto contatti con persone contagiate dal coronavirus. A nessuno di loro, ci risulta, il Centro Operativo Comunale istituto per gestire la fase delle emergenze e assicurare assistenza e informazione alla popolazione, ha spiegato come smaltire la spazzatura secondo le indicazioni per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus Sars-Cov-2 decise dal gruppo di lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità.

Ecco cosa dispone la normativa in materia di smaltimento della spazzatura prodotta dalle famiglie con quarantenati o in isolamento fiduciario per rischio Covid.

«Si raccomanda che nelle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, sia interrotta la raccolta differenziata, ove in essere, e che tutti i rifiuti domestici, indipendentemente dalla loro natura e includendo fazzoletti, rotoli di carta, i teli monouso, mascherine e guanti, siano considerati indifferenziati e pertanto raccolti e conferiti insieme. Per la raccolta dovranno essere utilizzati almeno due sacchetti uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della loro resistenza meccanica, possibilmente utilizzando un contenitore a pedale. Si raccomanda di:  chiudere adeguatamente i sacchi utilizzando guanti mono uso;  non schiacciare e comprimere i sacchi con le mani;  evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono presenti i sacchetti di rifiuti;  smaltire il rifiuto dalla propria abitazione quotidianamente con le procedure in vigore sul territorio (esporli fuori dalla propria porta negli appositi contenitori, o gettarli negli appositi cassonetti condominiali o di strada)».

Di questo dovrebbe essere informata anche la Igeco, ditta addetta alla raccolta che a sua volta, recita sempre la normativa, dovrà «istituire un servizio dedicato di ritiro da parte di personale opportunamente addestrato». (Dal rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità Ambiente Covid-19 n.3/2020)

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