Il depuratore sulla costa deve per forza scaricare il troppo pieno in mare. Per cui si era proposto di spostarlo più nell’entroterra

L’alternativa a Urmo voluta da tutti ma poi arrivò la lettera di Vespa

Tutta la vicenda politica da quel 7 aprile 2017

Attualità
Manduria sabato 13 luglio 2019
di La Redazione
Bruno Vespa con l'ex sindaco di Manduria, Roberto Massafra
Bruno Vespa con l'ex sindaco di Manduria, Roberto Massafra © La Voce di Manduria

Di fronte al letargo della politica manduriana e al vergognoso silenzio delle associazioni turistiche e ambientaliste del territorio affaccendate in tutt’altri affari, è compito di chi fa informazione dare risalto agli eventi che hanno portato allo stato in cui ci troviamo: un mega depuratore in costruzione in una zona, diciamo così, poco adatta, che scaricherà il troppo pieno nel mare di Torre Colimena; un’opera che le popolazioni non vogliono e che la politica, quella che decide, ha invece accettato.

Prima bisogna partire da un presupposto: il depuratore sulla costa deve per forza scaricare il troppo pieno in mare. Per cui si era proposto di spostarlo più nell’entroterra.

C’erano tutti riusciti, il 7 aprile del 2017, in uno storico incontro che si tenne negli uffici della Regione Puglia a Bari dove si firmò un protocollo d’intesa in cui si individuava una zona più spostata verso l’interno (Contrada Serpenti). Quel documento fu firmato all’unanimità dai due comuni di Manduria e Avetrana, dalle associazioni e comitati ambientalisti con i propri tecnici e dalla Regione Puglia. In quell’accordo si stabilì che il Comune di Avetrana avrebbe dovuto deliberare la disponibilità di ospitare nel proprio depuratore una parte di reflui delle marine manduriane, mentre il comune di Manduria doveva deliberare lo stesso atto consiliare confermando la volontà di spostare il depuratore dalla costa. La decisione fu annunciata trionfalmente sul palco in piazza Garibaldi a Manduria davanti ai diecimila manifestanti che parteciparono alla manifestazione ambientalista del «Si al depuratore, No sulla costa, No scarico a mare».

Il 9 aprile 2017 il comune di Avetrana adempì all’impegno deliberando in Consiglio comunale.

Per l’11 aprile il presidente del Consiglio comunale di Manduria, Enzo Andrisano, convocò la seduta consigliare con all’ordine del giorno lo spostamento del sito del depuratore. Gli ambientalisti esultarono, non tutti per la verità perché Legambiente poneva riserve sui «Serpenti». Ma erano la minoranza e tutto sembrava ormai deciso.

La mattina del Consiglio accadde qualcosa. Il giornalista-imprenditore Bruno Vespa scrive una accorata lettera che indirizza al sindaco di Manduria, Roberto Massafra e a tutti i consiglieri che nel pomeriggio avrebbero dovuto approvare lo spostamento del sito.

Nella lettera si legge. «Caro Signor Sindaco, Caro Roberto (Massafra, il sindaco, Ndr) Cari Signori Consiglieri, mi ha chiamato allarmatissimo Gianfranco Fino (altro imprenditore del vino con interessi in quella zona “Serpenti”, Ndr), anche a nome delle altre Masserie e delle strutture produttive della nostra zona sulla ipotesi dello spostamento del depuratore dalle aree già indicate a quella della Masseria Serpenti. Per le nostre strutture ricettive e produttive sarebbe la rovina.Per me personalmente un fortissimo disincentivo agli investimenti compiuti e a quelli programmati. Ho il più alto rispetto per il comune di Avetrana, ma credo che sarebbe folle penalizzare una delle aree più pregiate del Primitivo di Manduria. Vi saremmo tutti assai grati se poteste scongiurare questo pericolo. Grazie e un caro saluto a tutti».

Le parole di Vespa che parla a nome di altri imprenditori della zona, destabilizzano i politici e il sindaco. Il Consiglio comunale di Manduria salta per mancanza di numero legale.

Il 12 aprile si riunisce in seconda convocazione e, a maggioranza dei voti, si decide di ritirare il punto sullo spostamento del depuratore.

Il primo luglio nuovo consiglio che ripropone quel punto ma viene bocciato. Gli unici a votare favorevolmente allo spostamento furono cinque consiglieri: Arcangelo Durante, Marcello Venere, Antonio Giuliano, Mariagrazia Cascarano e Mario Doria. In quella occasione l’allora sindaco Massafra dichiarò che: «la maggior parte dei manduriani è contraria alla costruzione del depuratore in contrada Serpenti quanto lo è anche per la zona Urmo e per qualsiasi località vicino alla costa». La storia seguente la stiamo vivendo ora. Nazareno Dinoi

Nazareno Dinoi

Lascia il tuo commento
commenti