Dieci milioni di danno

Li Cicci contaminata: “paga chi inquina” (10 milioni di euro)

Con una nota trasmessa al Comune di Manduria lo scorso 15 gennaio, il responsabile del procedimento della sezione Ambiente della Provincia ha trasmesso

Attualità
Manduria venerdì 14 giugno 2019
di La Redazione
Rovine a Li Cicci
Rovine a Li Cicci © La Voce

Il terreno intorno alla vecchia discarica “Li Cicci” di Manduria è inquinato. Dopo un anno di silenzi e informazioni parziali o inesistenti, di rapporti diffusi a metà o tenuti nel cassetto, la conferma che qualcosa di grave stia accadendo o è già accaduto in quella zona viene questa volta dalle carte ufficiali del Settore pianificazione e ambiente dell’Amministrazione provinciale di Taranto e dalla Regione Puglia, Sezione ciclo rifiuti e bonifiche.

Con una nota trasmessa al Comune di Manduria lo scorso 15 gennaio, il responsabile del procedimento della sezione Ambiente della Provincia ha trasmesso copia di un’ordinanza avente per oggetto: “Ex discarica “Li Cicci”. Conclusione del procedimento amministrativo ed emissione di ordinanza nei confronti dei responsabili degli eventi di superamento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione. Nell’atto si diffidano i responsabili della contaminazione (i vecchi gestori della discarica abbandonata), a provvedere a disinquinare il sito.

Stessa cosa ha fatto la Regione Puglia che, dieci giorni dopo l’ordinanza della Provincia (25 gennaio scorso), ha trasmesso al Comune di Manduria una nota nella quale si invitava l’ente ad avviare «procedura di rivalsa nei confronti dei responsabili, per non pregiudicare l’omologazione della spesa ai fini della rendicontazione circa i finanziamenti … nel rispetto – scrive la Regione – del principio “chi inquina paga».

Porta la data di ieri, invece, il primo atto dell’amministrazione comunale in risposta a quei solleciti. Si tratta dell’affidamento di un incarico legale, nella persona dell’avvocato leccese, Angelo Vantaggiato, che dovrà avviare le procedure di rivalsa nei confronti del responsabile del danno ambientale arrecato, già oggetto di un procedimento penale concluso ad ottobre del 2011con il patteggiamento della pena inflitta ad un allora 73enne originario di Castellana Grotte, risultato ultimo gestore degli impianti in questione. L’uomo che patteggiò una pena di sei mesi di reclusione, fu condannato per aver omesso «in fase di post gestione, di procedere alla verifica dello stato di abbandono del sito e di non avere effettuato le dovute comunicazioni». Secondo l’accusa il vecchio gestore, rispettando il contratto firmato con l’ente Messapico, avrebbe dovuto bonificare i luoghi con la copertura delle colmate di rifiuti, piantando alberi e installando corridoi d’aria per i gas proveniente dalla macerazione dei rifiuti. Un’omissione quindi che secondo l’accusa avrebbe causato un stato di abbandono e di grave inquinamento così come si è avuto prova con le indagini di laboratorio effettuati dai tecnici della Provincia. Il giudice per le udienze preliminari di Taranto, Pompeo Carriere, accolse il patteggiamento tra le parti ed anche la costituzione di parte civile del comune di Manduria che tramite il suo consulente, l’avvocato Lorenzo Bullo, chiese già allora un risarcimento danni pari a dieci milioni di euro. Di questo si dovrà ora occupare l’avvocato Vantaggiato.

Procedimento giudiziario a parte, i manduriani e i residenti della zona primi tra tutti, dovrebbero essere informati del pericolo e sapere che tipo di inquinanti sono stati rilevato oltre la soglia e se l’inquinamento riguardi solo il terreno o anche la falda.

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I commenti degli utenti
  • giorgio sardelli ha scritto il 14 giugno 2019 alle 22:00 :

    perchè si continua ha insabbiare tutto? i cittadini residenti e proprietari limitrofi alla discarica devono sapere tutto cosa si rischia qualè il raggio di inquinamento e la falda in che stato si trova a quale profondità può essere arrivato l'inquinamento? essendo che i fiumi sotterranei dirigono la corrente verso il mare è facile capire che la città di manduria è interessata e quali pozzi artesiani potrebbero essere inquinati ? essendo pure che da tali pozzi si preleva acqua per le famiglie che non sono servite dall'acquedotto pugliese e dall'acqua potabile.potrebbe essere un collegamento tra inquinamento e malati oltre la soglia nazionale di SLA - ADENOIDI ECC: ECC:? E di Manduria Ambiente ed EDEN94 cosa se ne dice? E' morta la mula puru quanii? Rispondi a giorgio sardelli