Nuovi interrogatori

Inchiesta sul bullismo degli "orfanelli", altri quattro indagati minorenni

La loro età è compresa tra i 15 e i 17 anni, tutti manduriani

Attualità
Manduria sabato 18 maggio 2019
di La Redazione
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Sale a 18 il numero degli indagati nell’inchiesta sugli «orfanelli» di Manduria, quasi tutti minorenni, solo due appena maggiorenni, che devono rispondere di aver bullizzato e torturato in più occasioni Antonio Cosimo Stano, il disabile manduriano morto il 23 aprile scorso per cause in corso di accertamento.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Taranto, ha notificato ieri agli interessati gli avvisi idi garanzia con invito a comparire martedì 22 maggio per essere interrogati alla presenza dei propri avvocati. La loro età è compresa tra i 15 e i 17 anni, tutti manduriani. Ad interrogarli sarà la procuratrice Pina Montanaro che conduce l’inchiesta in tandem con il pubblico ministero Remo Epifani della Procura ordinaria.

I reati contestati sono quelli di cui devono rispondere gli altri componenti del branco. Il coinvolgimento di questi altri quattro è il risultato dell’attività investigativa affidata alla polizia giudiziaria presso la Procura e agli agenti del commissariato di polizia della città Messapica. Sono stati loro i primi ad avviare gli accertamenti dopo la denuncia presentata da otto vicini del pensionato i quali segnalavano la presenza notturna di gruppi di molestatori, ragazzi soprattutto, che periodicamente molestavano il sessantaseienne che viveva solo in casa.

Pare, inoltre, che a fare i loro nomi come partecipanti dei raid violenti, siano stati altri indagati. Costoro nel corso degli interrogatori avrebbero allargato lo spettro delle identificazioni dei video che riprendevano le aggressioni in casa di Stano ed anche all’esterno. Registrazioni video che finivano poi nelle chat e passate su altri telefonini, anche di ragazze le quali potrebbero anche loro essere coinvolte nell’inchiesta.

Al vaglio degli inquirenti ci sonoaltri apparati telefonici da scandagliare. Di questo si stanno occupando i periti della procura con il compito di estrarre i file eventualmente cancellati che potrebbero rappresentare ulteriori elementi di responsabilità a carico dei sospettati. A questo punto è ipotizzabile pensare ad un effetto domino di ragazzi che potrebbero accusarsi a vicenda allargando così il preoccupante fenomeno del bullismo.

Intanto il Tribunale del Riesame sta prendendo tempo per decidere la richiesta di revisione delle misure detentive degli unici due maggiorenni finiti in carcere, Gregorio Lamusta di 19 anni e Antonio Spadavecchia di 23. Molto probabilmente lunedì mattina i giudici emetteranno la sentenza in concomitanza con l’apertura dell’altra camera di consiglio dedicata ai sei minorenni rinchiusi nel carcere minorile di Bari.

Nazareno Dinoi

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I commenti degli utenti
  • C.F. ha scritto il 18 maggio 2019 alle 14:42 :

    Siamo assolutamente indifesi. Non conoscere i nomi di questa gentaglia, che già se la passerà liscia con una carezza ed una benedizione, significa che i nostro figli potrebbero conoscere nel futuro una delle bestie che amministravano ed animavano il gruppo whatsapp, totalmente complice dei delinquenti in questione. E queste poi figliano ed insegnano ai loro figli a "giocare" come facevano loro e come già facevano trenta anni prima i loro genitori. E noi a vivere di paura, dietro le grate. Al contrario di quello che dicono alcuni idioti campioni della tv spazzatura (polemisti che sulla polemica fatturano), a Manduria non si sa tutto di tutti, siamo decine di migliaia! Questi soggetti non vanno schedati solo dalla polizia, ma soprattutto dalla comunità! Rispondi a C.F.