Risolto il problema

La solidarietà che aiuta Cesare: gratitudine e amarezza dei genitori

Abbiamo ricevuto io e mio marito e continuiamo a ricevere, decine e decine di telefonate, addirittura dalla Germania e dalla Polonia

Attualità
Manduria martedì 22 gennaio 2019
di La Redazione
La famiglia Mangione
La famiglia Mangione © La Voce

«Non ci sono parole per ringraziare tutti voi, in poche ore abbiamo di nuovo la possibilità di alimentare nostro figlio». Iniziano così i ringraziamenti della famiglia Mangione di Avetrana che questa mattina si è rivolta al nostro giornale per chiedere aiuto dopo che la farmacia dell'ospedale di Manduria aveva fatto sapere di non poter rifornire, per mancanza di giacenza, l'alimento basilare per il figlio Cesare, disabile dalla nascita, che si alimenta attraverso una Peg, un tubicino diretto allo stomaco. Dopo la pubblicazione del nostro articolo, la mamma di Cesare, Gina, è stata contatta dalla farmacia ospedaliera (ma anche da altri cittadini) riferendo di aver risolto il momentaneo inconveniente e di aver recuperato qualche quantità dell'alimento indispensabile per Cesare.

La madre continua: «Grazie infinite alla Voce di Manduria e a tutti coloro che si sono prodigati ed attivati per aiutarci! Abbiamo ricevuto io e mio marito e continuiamo a ricevere, decine e decine di telefonate, addirittura dalla Germania e dalla Polonia! Una catena di solidarietà umana – prosegue - che ancora una volta dimostra come gli esseri umani non siano tutti cattivi. Vivere certe emozioni è bellissimo, sapere che non si è soli, sapere che per te anche chi non ti conosce si mobilita per aiutarti se solo si ha il coraggio di chiedere aiuto».

Le parole di mamma Gina rincuorano quanti come lei affrontano queste realtà, spronando a non lasciarsi mai andare e a chiedere aiuto quando se ne ha bisogno. La solidarietà era arrivata anche dalle Farmacie Riunite di Reggio Emilia i cui responsabili, sollecitati da una nostra collaboratrice, si erano detti disponibili a risolvere la momentanea carenza del prodotto.

Il pensiero della «mamma guerriera» si conclude con delle tristi riflessioni. «Nonostante questa bellissima dimostrazione di solidarietà – dice - da genitori di un disabile abbiamo comunque un retrogusto amaro. Abbiamo capito che come al solito per essere ascoltati e considerati, nonostante le nostre problematiche, dobbiamo alzare La Voce perchè altrimenti noi e i nostri figli valiamo zero. Tutto questo ci sconforta e ci umilia soprattutto perchè oggi per i nostri figli noi genitori siamo disposti ad affrontare il mondo ma domani, quando noi non ci saremo più, chi lo farà al nostro posto?».

Fabiola Pizzi

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