Polemica aperta

"L'ufficio del giudice di pace di Manduria? Meglio chiuderlo"

Il parere dell'avvocatessa Stefania Desantis di Sava

Attualità
Manduria lunedì 31 dicembre 2018
di La Redazione
Stefania Desantis
Stefania Desantis © La Voce di Manduria

«L’ufficio del giudice di Pace di Manduria, per quanto mi riguarda, può anche chiudere». In un momento in cui gran parte della categoria a cui appartiene si batte per scongiurare la dismissione dell’ufficio di giudicatura (più che una ipotesi vista la richiesta in tal senso che il presidente del tribunale di Taranto ha fatto al Ministero), le dichiarazioni dell’avvocatessa savese, Stefania Desantis, suonano come un atto di guerra. Incurante degli effetti che le sue parole potranno avere nell’opinione pubblica e soprattutto sui suoi colleghi che non la pensano come lei, la professionista specializzata in diritto civile e della famiglia, non risparmia critiche al servizio di giustizia territoriale, già salvato dalla soppressione del dopo riforma del 2013 e mantenuto in vita grazie agli sforzi dei quattro comuni consorziati di Manduria, Sava, Avetrana e Maruggio, che si fanno carico delle spese di gestione e del personale non giudicante. «Si discute tanto sulla chiusura del Giudice di Pace di Manduria ed il suo futuro accorpamento a quello di Taranto, io non sono contraria», afferma senza remore l’avvocatessa che spiega così le proprie convinzioni. «Per la mia, fortunatamente, ridotta esperienza – scrive Desantis sui social - ho potuto constatare che l’ufficio funziona molto male e che i provvedimenti emessi spesso non sono adeguatamente motivati e questo è motivo di appelli frequenti con prolungamento delle liti che appesantisce ulteriormente la macchina del processo».

L’avvocatessa, impegnata anche nel sociale, soprattutto nella battaglia dei diritti dei minori e degli emarginati in genere, elenca le pecche dell'ufficio. «Non è operativo il gratuito patrocinio poiché gli avvocati sono impossibilitati ad emettere la fattura elettronica in quanto il GdP è sprovvisto da quattro o cinque anni di codice Ipa e questo – aggiunge - crea deflazione nell’intraprendere incarichi che non si sa se e quando verranno pagati». Unico punto a favore, prosegue Desantis, è rappresentato dal personale di cancelleria che definisce «altamente qualificato, preparato e cordiale». Per il resto? «Per il resto vige il caos più totale». Facendosi portavoce, probabilmente, di un malessere presente nella categoria che non riesce ad emergere, l’avvocatessa serve l’affondo: «spero che chiuda al più presto per la buona pace di tutti, soprattutto di coloro i quali, non si sa bene per quale motivo, ne caldeggiano la presenza. Anche perché – conclude l’avvocatessa -don la chiusura del distaccamento del tribunale di Taranto a Manduria, noi avvocati siamo comunque costretti a recarci a Taranto quasi quotidianamente».

Sull’altro fronte sono invece impegnati i sindaci dei quattro comuni consorziati e l’Associazione forense messapica di Manduria. Più di tutti il sindaco di Sava, Dario Iaia, avvocato anche lui, promotore di una richiesta di incontro con i suoi colleghi di Avetrana e Maruggio e i commissari straordinari del Comune di Manduria sciolto per mafia. È stato ancora Iaia, l’altro ieri, a far sapere che la commissione straordinaria dell’ente Messapico, comune capofila, ha convocato, sul tema, una conferenza dei sindaci per il 10 gennaio prossimo.

Nazareno Dinoi
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