Presentata denuncia ai carabinieri

La denuncia: la mia casa come ostello per drogati

Sorpresa e inquietudine per un episodio accaduto ad una famiglia manduriana nel cui appartamento momentaneamente disabitato e tenuto vuoto, ha trovato ...

Cronaca
Manduria giovedì 06 dicembre 2018
di La Redazione
Il materasso con le bottiglie di metadone
Il materasso con le bottiglie di metadone © La Voce di Manduria

Sorpresa e inquietudine per un episodio accaduto ad una famiglia manduriana nel cui appartamento momentaneamente disabitato e tenuto vuoto, ha trovato un materasso adagiato sul pavimento di una stanza e il contatore dell’Enel che era scomparso. L’episodio su cui indagano ora i carabinieri, è stato denunciato ieri da un manduriano di quarant’anni, Gregorio M. il quale si è presentato nella caserma per raccontare cosa aveva scoperto poco prima. Recandosi nell’alloggio disabitato di proprietà della sua famiglia, situato nei pressi dell’ospedale Marianna Giannuzzi, l’uomo ha trovato la porta d’ingresso aperta con la serratura che era stata scardinata. Quando è entrato ed ha fatto il giro delle stanze vuote, ha fatto la prima scoperta: sul pavimento di una stanza c’era un materasso a lui sconosciuto quindi portato sicuramente dall’esterno. Guardandosi poi intorno ha visto che il contatore della corrente elettrica, di quelli vecchio modello dell’Enel, era stato divelto dal suo alloggio ed era scomparso.

Sul pavimento vicino al giaciglio c’erano infine delle bottigliette di plastica vuote di quelle che contengono medicinali.Spaventato, il quarantenne si è quindi recato in caserma raccontando l’accaduto. Si è visto in seguito che dalle bottigliette di plastica era stata staccata l’etichetta ma da su un residuo rimasto si leggeva la scritta: «Sert - Manduria». Quasi certamente si trattava di metadone distribuito dal servizio contro le tossicodipendenze che si trova all’interno dell’ospedale. Il proprietario non è stato in grado di dire da quanti giorni l’appartamento era stato occupato da uno o più frequentatori che lo utilizzavano, con molta probabilità, per il consumo del medicinale impiegato dai tossicodipendenti per disintossicarsi o comunque come sostituto della sostanza stupefacente. Le indagini sono in corso.

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