Lunedì, 6 Febbraio 2023

Ambiente

su recapito di Torre Colimena e sui problemi odorigeni

Depuratore, l'Arpa presenta nuove osservazioni al progetto

Depuratore Depuratore © La Voce Di Manduria

È iniziato sotto il caldo sole d’agosto il lungo braccio di ferro, ancora in corso, tra l’Arpa, l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente dipartimento di Taranto e l’Acquedotto pugliese. Motivo del contraddittorio è il progetto di fattibilità tecnica ed economica per il riutilizzo dei reflui trattati dal nuovo depuratore consortile di Sava tuttora privo del parere della Sezione autorizzazioni ambientali della Regione Puglia. È stato infatti caricato in un caldo giovedì del 4 agosto, nel portale Sit-Puglia, il documento informatico contenente ben sei osservazioni di Arpa che mette il bastone negli ingranaggi della mega opera idrica del costo previsto pari a 25 milioni di euro.

In 11 pagine di relazione, il direttore del Dipartimento ionico dell’agenzia per l’ambiente, Vittorio Esposito, espone dettagliatamente i punti del progetto che necessitano ancora di approfondimenti. Alcune osservazioni sono di carattere tecnico, facilmente sanabili, altre riguardano aspetti che richiedono studi approfonditi se non modifiche importanti al progetto stesso.

Nella prima osservazione, ad esempio, l’Arpa contesta la presunta utilità del recapito finale nel bacino di Torre Colimena che secondo Aqp risolverebbe alcune criticità presenti (squilibrio tra acqua dolce e marina e ricadute sulla fauna e flora). «Tale conclusione – osserva l’Arpa -, non è supportata da uno studio idraulico e che l’apporto dello scarico di acque reflue urbane ancorché trattate (da considerare positivamente che il nuovo depuratore non presenta by-pass dalla sezione di testa alla sezione di coda) sono ricche di nutrienti e rappresenta comunque una ulteriore pressione sul sito definito già “ambientalmente sensibile”».


Tra le incongruenze sui numeri contenuti negli elaborati, per le quale si chiede di chiarire tali aspetti non marginali, ci sono osservazioni di una certa importanza. Come l'assenza di un monitoraggio della qualità dell’aria e di eventuali molestie olfattive né nell’area prossima al depuratore, né in prossimità dei buffer ecologici (trincee drenanti), né in prossimità della vasca di accumulo del Chidro dove dovranno convogliare i reflui depurati destinati all’uso irriguo. Un problema particolarmente grave per quanto riguarda la zona turistico residenziale che si trova proprio a ridosso del nuovo depuratore. «Non è presente una valutazione dell’impatto odorigeno delle emissioni derivanti dal nuovo depuratore – rileva l’Arpa -, potenzialmente impattanti sulla zona Urmo Belsito rientrante nel Comune di Avetrana, anche in virtù del fatto che le sezioni di impianto che accolgono il refluo da depurare sono rivolte verso la zona in questione». L’Aqp su questo punto si scopre impreparata e nelle controdeduzioni si limita a dir che «la valutazione è ancora in corso e sarà oggetto di distinta nota nel prosieguo del procedimento». Per niente trascurabile poi l’appunto che gli specialisti della prevenzione dell’ambiente rivolgono ai progettisti di Aqp ricordando loro di aver omesso, tra gli inquinanti da monitorare, una serie di elementi nocivi come i metalli pesanti che necessitano invece di un serio controllo.

Nazareno Dinoi


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9 commenti

  • Gregorio Marcello Valente
    ven 26 agosto 2022 09:22 rispondi a Gregorio Marcello Valente

    Non capisco il perché della zona scelta, non vi sembrava più semplice costruire il depuratore tra il comune di Manduria e quello di Sava. Secondo me le acque rigenerate dovrebbero andare tutte al riutilizzo nei campi dato che c'è carenza d'acqua. Gregorio 59

    • Antonio
      sab 27 agosto 2022 11:29 rispondi a Antonio

      Bravo Signor Gregorio, condivido, è da parecchio tempo che i Manduriani cercano di far capire ai signori dell' AQP, ..ma purtroppo questi " ingegneri" vogliono RISPARMIRE sulla QUALITA' del depuratore stesso !!!....SCA'RUCUNU A MARI, E' Sì COJUNU PRESTU PRESTU !!

  • Gregorio1
    ven 26 agosto 2022 08:45 rispondi a Gregorio1

    Speriamo che l’amministrazione faccia in tempo a cambiare il progetto “inutile “ e canalizzare l’acqua filtrata nelle campagne!! L’innalzamento delle temperature avanza. Le campagne hanno bisogno di ACQUA💧🚰 !!!

  • Gregorio1
    ven 26 agosto 2022 08:21 rispondi a Gregorio1

    Quando un progetto nasce con troppi MA e troppi SE, beh !! Questo dimostra che il tutto è stato fatto A CAZ(bbiippp) TI CANI,... scusatemi di questa mia riflessione ,.... ma penso che NON SIA TANTO LONTANO DALLA REALTA' !!!🤬🤬🤬

  • Enzo Caprino
    ven 26 agosto 2022 11:22 rispondi a Enzo Caprino

    Noto che l'Arpa si sta dimostrando molto scrupolosa sul Depuratore:ben fatto. Viene da chiedersi come mai non lo sia stata e non lo sia nella stessa misura per la Puzza.

    • Mario Rossetti
      ven 26 agosto 2022 02:51 rispondi a Mario Rossetti

      Bravo tuttologo, “ ma finiscila “non sei credibile. Chi semina “ niente raccoglie niente alla2 “

      • Enzo Caprino
        ven 26 agosto 2022 08:16 rispondi a Enzo Caprino

        Puntuale è arrivato l'anonimo commento di Mario Rossetti. Non c'è da fare : è un mio grande estimatore. Bravo. Bravo anche Reno Dinoi ad averlo pubblicato, soprattutto perchè è molto pertinente con l'articolo. Bisogna continuare così.

  • domenico
    ven 26 agosto 2022 10:22 rispondi a domenico

    Bisogna intendersi sulle cose da fare e da dire. Mi spiego: non funziona che se gli enti di controllo, svolgendo il loro lavoro, sollevano dubbi, perplessità e pongono problemi e condizioni, tutti gli oppositori al progetto del depuratore fanno festa perché si ritengono appagati. Al contrario se questi stessi enti di controllo affermano che i progetti sono regolari e perciò fattibili, si sollevano dubbi sulla trasparenza di tali scelte. Delle due una sola è quella buona: o ci si fida delle decisioni di chi è chiamato a vigilare oppure non ci si fida. Non funziona fidarsi solo se le scelte corrispondono ai propri desideri.

  • Lorenzo
    ven 26 agosto 2022 08:14 rispondi a Lorenzo

    L' Arpa, mette le mani avanti. Molto probabilmente sanno che il nuovo depuratore ( ma tecnologicamente 'vecchio') creerà sicuramente MOLESTIE OLFATTIVE, quindi danni alla salute pubblica. Inoltre l' aggravante dello scarico al bacino della Colimena è il preludio di un ecosistema che verrà compromesso. Lo dice l' Arpa, mentre il direttore delle Riserve Naturali, esperto di steccati e pietruzze anti parcheggio.. TACE. Però lo stipendio lo incassa volentieri. 😜

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