L’estate sembrava ormai arrivata. Ormai si vedevano persone che andavano a pulire la casa di San Pietro in Bevagna sempre più spesso. Ma io andavo al mare per parlarci. Arriverà il giorno in cui lo nasconderanno gli ombrelloni ed io non potrò vedere il vento sul mare che increspa le onde, che gioca coi capelli di una ragazza che immagina di essere abbracciata dall’amato, non dalle onde. Poi il vento scapperà verso la riva, girerà le pagine di un libro, farà vibrare gli ombrelloni. Io non ci sarò. Arriverò solo a sera fatta e mi fermerò ad ascoltar le onde. Mi racconteranno di aver udito una ragazza promettere eterno amore ad un ragazzo, mentre si abbracciavano nell’acqua. Diranno che il vento ha raccontato loro dei miei figli lontani, che da lontano guardano l’orizzonte per vedere il mare e non ci riescono. Si consolano pensando che fanno quello che sognavano di fare fin da bambini, ma è davvero una consolazione dover andare via dal proprio paese per andare in cerca d’avvenire? Forse no, ma è il destino della gente del Sud.
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Vento sul mare
di Mimmo Olivieri








salve, volevo complimentarmi con lei per le belle parole che, ogni giorno, scrive in questa rubrica.potrebbe raccoglierle tutte in un libro e pubblicarle, lo so che questo avrebbe un costo ma, con le perone giuste ciò potrebbe accadere: in bocca al lupo!