MANDURIA – I Verdi di Manduria accolgono con sgomento la notizia che il procedimento di valutazione d’impatto ambientale (Via.) sul «famigerato» depuratore consortile si sia concluso con un parere favorevole da parte del preposto comitato regionale. «Ancora una volta – scrivono – non si è tenuto conto né delle volontà espresse da parte delle popolazioni di Manduria e di Avetrana, né dei pronunciamenti dei Consigli comunali, né dei rilievi tecnico-scientifici addotti a sostegno del rigetto del progetto proposto (ma, a questo punto, si deve dire “imposto”). Non si comprende – aggiungono nella nota gli ambientalisti manduriani – quali motivazioni siano alla base della pervicace volontà di porre comunque in essere un impianto del tutto obsoleto, devastante dal punto di vista paesaggistico, pericoloso per l’ambiente marino e per la balneazione, pietra tombale su ogni speranza di sviluppo turistico del nostro territorio. Pare ormai evidente – si legge – che la Regione si ricorda di questo lembo di terra pugliese solo quando si tratta di creare “ecomostri”, operare tagli alle strutture ospedaliere (ma non avevamo già dato?), accogliere la spazzatura di altre regioni».
I Verdi si dicono pronti a mobilitare tutte le loro risorse contro questa decisione che hanno osteggiato sin dall’inizio, auspicando la creazione di un fronte comune che – dicono, «tralasciando strumentalizzazioni e protagonismi, possa adeguatamente rappresentare la volontà unanime dei cittadini. Sin da domani – conclude il comunicato firmato dal direttivo Verdi per la costituente ecologista di Manduria – ci attiveremo per valutare con i nostri esperti (gli stessi che hanno portato a buon fine il ricorso contro il decreto “salva-Ilva” e contro il dissalatore sul fiume Chidro) l’opportunità di ricorrere al Parlamento europeo».











dobbiamo sempre ricordarci che il “merito” di tutto ciò è del grande (ma solo di stazza) ex sindaco massaro
Pare ormai evidente – si legge – che la Regione si ricorda di questo lembo di terra pugliese solo quando si tratta di creare “ecomostri”, operare tagli alle strutture ospedaliere (ma non avevamo già dato?), accogliere la spazzatura di altre regioni».
Questo potrebbe fornire un’ulteriore lettura dell’idea della regione Salento?
Resterebbe comunque una forte incognita. I benefici potranno essere conseguenza della capacità delle future amministrazioni manduriane e non una semplice e automatica conseguenza del cambiamento.
E’ una storia che si perpetua quella della nostra città, prima sedotta e poi abbandonata dalle classi dominanti.
Le ricche famiglie nobiliari, in virtù del latifondo e delle discendenze feudali, hanno sperperato le innumerevoli proprietà riservandosi solo quelle chicche architettoniche che oggi vediamo nel nostro centro storico in evidente abbandono e decadenza anche strutturale.
La storia di queste famiglie ha in comune un esodo verso città moderne e più consone al proprio rango; esodo avviato quando le proprie rendite dal latifondo hanno cominciato ad assottigliarsi. Della serie: sfruttato il posto emigriamo altrove.
Analogamente, la recente classe politica, ossia quella che si è ritrovata a gestire i lauti finanziamenti del business ecologico, ha posto (e imposto) eco-mostri nel nostro territorio per poi abbandonarlo e godersi altrove i relativi proventi economici e politici!
I nobili manduriani ci hanno lasciato un centro storico abbandonato e decadente, i politici recenti un territorio stuprato dagli inquinamenti e dalle brutture inutili e nocive!
Nessuno ha mai chiesto il conto di queste violenze perpetrate ai danni della nostra città!
Che tristezza!
questa lotta si deve fare. bene fanno i verdi a prendere l’iniziativa, anche se la stessa cosa era stata detta ieri dal sindaco tommasino. ma qui non si tratta più di colori politici, si tratta della salute del nostro mare e del nostro territorio. dobbiamo dire basta a questi soprusi!!! e l’amico gregorio dei verdi sa quanto sono al suo fianco per le problematiche legate all’ambiente. ma mai come in questo momento bisogna prendere coscienza di noi stessi: se continuiamo a subire, saremo sopraffatti. mettiamo da parte le bandiere politiche e mobilitiamoci, cominciamo a fare dimostrazioni, blocchi stradali, scioperi, FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE! già con il ridimendionamento dell’ospedale stiamo solo subendo, non facciamolo anche con il depuratore. io sono pronto a lottare. LOTTIAMO TUTTI INSIEME, come si fece anni fa per il nuccleare. il mare è nostro, la terra è nostra, difendiamoli.
ma lassatili fatiari li cristiani.
iù ggià sta penzu a nna bella attività ti coltivazzioni ti cozzi neri ttaccata allu canali ti la fogna ntrà mari.
Non voglio pensare che il Presidente Vendola, promotore di una campagna elettorale fatta all’insegna della valorizzazione e della salvaguardia della natura, delle tradizioni, delle culture di questa sua ma anche nostra terra che è la Puglia, possa poi, scivolare su un progetto basato sulla volontà di pochi e neanche interessati dal problema di dove dover scaricare i propri liquami.
Un progetto “blindato”, che non ha tenuto conto della posizione naturalistica e balneare e della reale necessità ed utilizzo da parte dei Comuni interessati. Ma soprattutto e principalmente, non ho visto grande risalto su questo problema, sarà una mia impressione, ma è come se a Manduria non interessa tutto questo, lasciando invece campo libero alle vicine amministrazioni che hanno curato bene i propri interessi di dove far scaricare le loro fogne.
Sarà una coincidenza, ma anche durante la dura battaglia contro le costruzioni delle centrali nucleari a Manduria eravamo poca gente, io allora avevo 17 anni e guardavo con ammirazione la popolazione di Avetrana che scendeva in piazza difendendo la propria terra, i propri olivi e la salute dei propri figli.
E’ risaputo, che l’impatto sul territorio di “ecomostri” provocano danni irreparabili all’ambiente ed ai suoi abitanti, lo dicono le tante discariche create in Campania, lo dicono quanti in Italia vivono una condizione simile, lo dicono tutti quei Paesi civili che volgono la mano ad energie pulite o alternative, molto più consone per un futuro migliore.
Adesso mi ritrovo a 50 anni, con il rischio di non poter più vedere l’azzurro del mio mare, o poter fare un bagno o una passeggiata sulle spiagge più belle d’Italia, già la nostra Puglia, dichiarata dai media come il nuovo “Eldorado” o la “Terra Promessa”.
Una regione piena di colori la Puglia, che vantando una indiscussa propensione ad una crescita turistica ed enogastronomica, rischia con gli anni, di essere oggetto dei soliti speculatori che porteranno questa “vergine” terra allo scempio, al degrado e alla tristezza.
Ecco, non voglio pensare che il nostro Governatore abbia nella mente questa immagine nel futuro della sua terra, voglio solo sperare, che sia lui, senza partitismi e bandiere ad essere l’uomo giusto che cambierà le sorti di questa nostra bellissima Puglia ma ancor più, vorrei vedere tutti i cittadini di Manduria urlare al mondo intero l’amore per la propria terra.
Fernando M.