MANDURIA – La Protezione civile sta allestendo a Manduria un centro di prima accoglienza per profughi e rifugiati politici che provengono dai Paesi del Nord Africa in guerra. Il campo ricavato sull’area di un vecchio aeroporto militare abbandonato sulla via per Oria, accoglierà una tendopoli da seicento posti con la possibilità di allargarla a mille. Da stamattina squadre dei vigili del fuoco di diversi distaccamenti della regione sono all’opera per allestire il campo. Il coordinamento dei lavori è affidato al responsabile della Protezione Civile nazionale, Dario Ricci mentre la supervisione è del colonnello Marcello Pace della direzione del genio militare per la Marina di Taranto. Il sindaco di Manduria, Paolo Tommasino, riceverà nelle prossime ore un decreto prefettizio con la nomina di commissario per l’emergenza dei profughi con potere di affidamento dei servizi e lavori ad imprese di fiducia per la fornitura dei macchinari, del materiale e della manodopera necessaria. Incarichi speciali sono stati dati anche alle direzioni della Telecom, dell’Enel e dell’Acquedotto pugliese per garantire i servizi. Tra una settimana dovrebbero arrivare i primi ospiti.
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ECCO COME CI INFORMIAMO…DA QUI I LIMITI CULTURALI E RAZZIALI E I PRECONCETTI. Non ci meravigliamo poi dei risultati.
@maria: cara maria, ripeto che non esiste alcuna autorizzazione del sindaco, è stata una scelta di emergenza fatta esclusivamente dal governo nazionale sulla scorta delle direttive europee, per conferma di ciò che dico legga il nuovo articolo che riporta l’intervista del sindaco per capire bene. Non esiste una legge nazionale (al massimo si applica una direttiva europea in questi casi). Ai miei tempi all’esame di diritto costituzionale mi facevano studiare che i poteri del ministro dell’interno in fase di emergenza non tengono conto delle competenze nè regionali ne provinciali e nemmeno comunali, e ciò anche dopo la riforma del titolo V della Costituzione.
L`area scelta e`un vecchio aeroporto Militare, proprieta`dello Stato non e`il giardino di casa nostra.
Come e`stato gia`scritto anche noi Italiani habbiamo invaso paesi interi in passato, certo, se continua cosi`saremo costretti nuovamente ad emigrare perche`in Italia / Europa ci`sara`posto per tutti tranne che per i propri cittadini.
La mia fantasia / esperienza va`un po`oltre, queste situazioni danno un “alibi” alla criminalita`locale, perche`i primi ad essere additati per furti o svariati reati saranno gli stranieri.
Per le case al mare, ai tempi degli Albanesi, sconosciuti si sono introdotti in casa mia al mare. Il sospetto cadde sugli Albanesi, per scoprire (anni dopo) che i miei oggetti mancanti erono in casa di un vicino ITALIANO.
Noi siamo Italiani, dal cuore grande e generoso, non guardiamo questa gente come intrusi, ma come disperati che sperono in una vita migliore, noi non siamo perfetti e neanche Santi, di cattiveria intorno a noi e vicino casa nostra ne habbiamo tanta. Rispettiamoli, e`l`unico modo civile e cristiano di ogni essere umano.
e un altro punto da considerare: questa gente si e’ mossa per la guerra non per il bisogno. La Libia non e’ un paese povero come si crede erroneamente (e’ la dittatura che ci fa credere questo)e sono certa che risolto il problema in casa molti vorranno rientrare.