Šciacquatora – sciardinu

Šciacquatora – i  s. f., acqua in cui è stata sciacquata qualcosa.

Šciaddèu – a agg., pl. inv. šciaddei, stupido: no capešci nienti quedda, è na šciaddea, non capisce niente, è una stupida ( diG ).

Sciàja s. f., cattivo sapore che a volte hanno le olive nere fatte in salamoia. V. rištincu.

Šciajàtica s. f., sciatica.

Šcialacconi – šcialaccuni  s. m., smargiasso.

Šcialla – i s. f., dal fr. châle, a sua volta derivato da Châlons-en-Champagne, città della Francia settentrionale famosa per la produzione di scialli; scialle, caratteristico indumento di lana pesante usato per proteggersi dal freddo durante la stagione invernale.

Šcialletta – i s. f., dim. di šcialla, sciarpa: mìntiti la šcialletta, indossa la sciarpa.

Šcialloni – šcialluni s. m., accr. di šcialla, grande scialle che scendeva fino alle gambe.

Šciammerga – šciammerghi dallo sp. chamberga, s. f., soprabito, ma più comunemente, vestito di poco conto, anche poco decoroso: llèiti quedda šciammerga, levati di dosso quello straccio di vestito. Riferito a persona, indica un soggetto mediocre e volubile: “ Le sciammereche … sono i borghesi rurali, avari, sudici, assenteisti, analfabeti, volgari, cinici, che ad ogni cambiamento di governo si offrono come tutori dell’ordine “ ( G. Dorso, La rivoluzione meridionale, pag. 278 ).

Nel 1848, al tempo dei moti antiborbonici, šciammerga era sinonimo di liberale e si opponeva a ciaurru, che rappresentava il retrivo, il filo-borbonico. V. šciassa.

Detto: Amicizia ripijata è comu na šciammerga rripizzata. L’amicizia rotta e poi ripresa è come uno straccio di vestito.

Šciampagnoni agg., inv. al f., pl. inv. šciampagnuni, prodigo. V. carrucchjaru.

Scianaru – a dal volg. dianariu, agg., pl. inv. scianari, lunatico.

Detto: Aggenti scianari, né ppi amici, né ppi cumpari. Con la gente lunatica è bene non stringere rapporti di amicizia, né di parentela.

Scianni s. m., inv. al pl., recipiente in cui si versa l’olio, raccolto cu llu nappu dal grande contenitore in cui è stato riposto per decantarsi.

Sciannìbbulu – i s. m., albero e frutto del ginepro, pianta caratteristica del nostro litorale: štu sciannìbbulu, quantu nn’ai! Vedi un po’ questo piccoletto di cosa è capace.

Šciarabbài s. m., inv. al pl., dal fr. char- à – bancs, biroccio: šci rriamu fori cu llu šciarabbai, facciamo un salto in campagna con il biroccio.

Sciardinieddu s. m., lett. piccolo giardino, denominazione della contrada del territorio di Manduria oggi in via di urbanizzazione, a Nord della città, nota fin dal 1509.

Sciardinieri s. m., inv. al pl., lett. giardiniere, coltivatore di un orto.

Sciardinu – sciardènuri pronuncia di influenza fr., s. m., giardino. Indica soprattutto un terreno coltivato ad ortaggi: št’annu facimu sciardinu, quest’anno piantiamo ortaggi.

Sciardinu, soprannome della famiglia Fanelli.

Pietro Brunetti

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