Quelle povere magnolie così sacrificate

IMG_0404Torno a scrivere su questo argomento (la piantumazione volontaria delle magnolie sul corso principale in sostituzione delle palme distrutte dal punteruolo), perchè non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E siccome l’errore fu fatto allora, sarebbe bene non perseverare. Stabilito che l’iniziativa in essere possa essere considerata lodevole, si deve però partire da una considerazione razionale cioè che le magnolie pur essendo degli alberi belli non sono adatti ad essere piantumati in spazi ridotti quali le aiuole ove erano le palme e per rendersene conto basta recarsi in Via XX Settembre a livello del convento di San Benedetto per osservare il risultato di una piantumazione sbagliata. Se poi vogliamo che il decoro che si vuole ottenere debba essere pagato a un prezzo più alto in futuro, bene così, altrimenti, lo ripeto, basterebbe scegliere un’essenza adatta al clima, all’ambiente e al sito in cui la si vuole piantumare. Le magnolie, invece, andrebbero piantumate in terra libera dove possono avere lo spazio necessario per crescere in quanto hanno un apparato radicale, un tronco e una frondosità molto sviluppate. Quindi, perchè nò qualcuna in villa, dove ormai gli alberi si possono contare sulle dita di una mano e dove lo spazio ci sarebbe, poi in qualche nuova piazza creandole delle aiuole dimensionate a dovere. Mi dispiace che si continui a procedere come carri armati e con i paraocchi senza nemmeno un approfondimento sulla questione.

Rinolac

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4 Comments

  1. Anche la palme andavano bene. Poi un giorno e’ arrivato il punteruolo rosso… ora se il comune non provvede, facciamo vedere che i cittadini sanno fare meglio degli amministratori. Diamo noi una lezione a tutti questi “dottori” del kaiser!

  2. caro rinolac, ma chi vuoi che ti risponda, ma cosa pretendi, che cerchi, c’è un politico di peso (kg) che ha un sogno e…tu lo vuoi azzoppare? ma come ci sono alcuni volenterosi cittadini che aprono il loro portafoglio per acquistare un albero e donarlo a questa sfortunata città e…tu li vorresti fermare? ma dai, lo so che anche tu avevi un sogno, lo sai bene, quale? quello di vedere ripiantumate in fila per tutto il corso xx settembre fino alla Porticella le ormai disdegnate palme da dattero,anzi le avresti volute vedere dove erano una volta davanti al Palazzo Imperiali e a palazzo Schiavoni dove ora c’è un accumulo di ferraglia indegna di un paese civile (e non mi si dica che i nostri saggi amministratori non deambulano mai da quelle parti), chissà perchè, ma quelle mi danno la sensazione di essere qui e non le magnolie (a voi no?), già il punteruolo rosso, siamo sicuri che non ci sia ancora nessun metodo per combatterlo o altra soluzione possibile?
    A maya, dico che non si tratta di essere vivaisti, basta essere soltanto buoni osservatori e guardarsi intorno, il danno che le magnolie produrranno lo si vedrà in futuro, ma non lontano, lo pagheremo comunque tutti, e gli esempi ci sono, uno l’ho citato, un’altro lo citai Piazza Immacolata a Taranto, vedere per credere, ma già dimenticavo che la cosa più importante in questo momento è che il Comune non spenda soldi come se l’arredo urbano di cui fa parte il verde pubblico non fosse la rappresentazione del grado di civiltà di una comunità che si rispetti!

  3. Per tutti gli esperti vivaisti e non:
    consolatevi col fatto che non siano soldi pubblici quelli utilizzati per le magnolia.
    Inoltre su corso xx settembre ci sono diversi esemplari piantati oltre 30 anni fa che stanno benissimo. Chi vivra’ vedra’.
    Piuttosto mettiamo mano al portafogli e contribuìamo a riempirle tutte le aiuole.

    • @maya:
      Io invece direi che sarebbe bene che l’Amministrazione comunale intervenisse e regolamentasse la cosa.

      Posso domani andare a piantare “nnu sciannibbulu” se voglio? “Cussi a novembre tinimu puru li frusciuli”.

      E visto che a volte spende fior di quattrini per quesiti e pareri(l’Amministrazione), potrebbe chiedere a chi è del “mestiere” (magari ottiene la risposta anche gratis) se quelle piante vanno bene per quella Via.

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