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Processo Scazzi, oggi parla mamma Concetta e ricorderà Sarah

Processo Scazzi, oggi parla mamma Concetta e ricorderà SarahTARANTO – Avrà di fronte la sorella e la nipote, entrambe accusate di averle ucciso la figlia di quindici anni. Avrà i capelli rossi e lo sguardo inespressivo, come sempre, da quella notte del 6 ottobre del 2010 quando l’orco, suo cognato, marito e papà delle due imputate, fece tirare fuori dal pozzo il corpo ormai irriconoscibile di sua figlia Sarah. Toccherà a mamma Concetta Serrano Spagnolo, oggi, rispondere alle domande dei magistrati e degli avvocati in questa quarta udienza del processo sull’uccisione della ragazza di Avetrana scomparsa il 26 agosto del 2010 e fatta ritrovare morta 42 giorni dopo. Oggi la donna darà conto prima ai due pubblici ministeri, Mariano Buccolieri e Pietro Argentino e poi agli avvocati della difesa e delle parti civili che la interrogheranno su tutto. Sarà quindi costretta a parlare dei rapporti che aveva Sarah con Sabrina e altri suoi parenti e soprattutto dovrà ricordare quel tragico pomeriggio d’agosto quando sua figlia lasciò la casa per non farvi più ritorno. La pubblica accusa punterà molto su due fattori: l’orario in cui la figlia lasciò l’appartamento di vico Verdi per recarsi a casa degli zii in via Grazia Deledda e la relazione che esisteva tra la ragazzina e Ivano Russo, l’amico ventisettenne di cui era innamorata la cugina Sabrina e che rappresenterebbe il movente dell’omicidio.

Sul primo punto saranno puntate le attenzioni della Corte d’assise presieduta da Cesarina Trunfio. La mamma di Sarah dovrà ricostruire i tempi di quell’ultima uscita della figlia. Nella sua primissima deposizione, quella fatta ai carabinieri di Avetrana qualche ora dopo la scomparsa di Sarah, Concetta riferì che la figlia era uscita «verso le 14,30». Quei frangenti drammatici, descritti la prima volta in mezza paginetta di verbale, sono poi stati meglio analizzati dagli inquirenti che tre mesi dopo, era il 30 novembre di quell’anno, spingono la mamma di Sarah ad uno sforzo di memoria maggiore. E si scopre che l’orario in cui sarebbe uscita la figlia poteva essere anticipato di almeno mezzora se non di tre quarti d’ora. La prova oggettiva la offrirebbero gli scontrini della spesa fatta da Sarah con il padre. Le ricevute dimostrerebbero che i due fecero ritorno a casa non più tardi delle 13. «Sarah si è chiusa nella sua camera per circa 15 minuti, dopo è uscita dicendo di aver ricevuto un messaggio da Sabrina», ricorderà Concetta sottolineando anche di non aver sentito nessun messaggio arrivare. Il tempo di cucinarsi e mangiare in piedi un cordon bleu e prendere gli asciugamani dalla cantina e Sarah lasciò l’appartamento per andare da Sabrina. Da quando è tornata dalla spesa, calcolano i pm, non sarà passata un’ora per cui, dicono, la ragazza ha raggiunto via Deledda intorno alle 14. Cadrebbe così l’alibi della cugina e, sempre secondo chi l’accusa, tutto il suo castello di menzogne costruito attorno ai messaggi e alle telefonate che si sarebbe fatte da sola per nascondere la terribile verità.

Molto importante sarà anche sapere l’impressione che Concetta aveva avuto nel rapporto tra le due cugine e il bell’Ivano. «Spesso ho ascoltato telefonate tra mia figlia e Sabrina nelle quali la Sarah criticava l’atteggiamento della cugina in ragione del fatto che era evidente che Ivano non aveva interessi sentimentali per lei», dirà Concetta in un altro interrogatorio del 29 settembre 2010.

Sempre in quella deposizione la signora Serrano Scazzi disse: «Dopo la scomparsa di mia figlia, Sabrina non mi ha mai parlato del suo interessamento verso Ivano né tantomeno l’interessamento di quest’ultimo verso Sarah. Preciso che se prendo il discorso su Ivano, mia nipote Sabrina s’infastidisce pertanto evito». «Da quello che mi risulta – dirà ancora Concetta sempre in quella data – Sabrina e Ivano hanno ancora contatti e rapporti». Oltre a lei oggi dovrebbero essere sentiti il figlio Claudio e la ex badante di casa, Maria Ecaterina Pantir.

Nazareno Dinoi

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7 Commenti a " Processo Scazzi, oggi parla mamma Concetta e ricorderà Sarah "

  1. Tony scrive:

    «…sono poi stati meglio analizzati dagli inquirenti che tre mesi dopo, era il 30 novembre di quell’anno, spingono la mamma di Sarah ad uno sforzo di memoria maggiore…»

    Spingono la mamma di sarah ad uno sforzo di memoria maggiore o a qualcos’altro?

    E con i due ragazzi, stesso metodo? Sforzo di memoria maggiore?

    Anche per il Geometra, sforzo di memoria maggiore?

    Essì, erano le ore 14 del 26 agosto, e si sa, gli orologi a quell’ora, con quel caldo, fanno cose strane…

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  2. Antonella scrive:

    “Quando Sarah usciva,l’acqua per la pasta bolliva”,quindi, com’è possibile che quando arriva Sabrina,dopo circa una manciata di minuti che Sarah sarebbe uscita,già la famiglia Scazzi ha terminato il pranzo e papà Giacomo riposava in auto!?E’ possibile solo se Sarah è uscita minimo mezz’ora(e più)prima.Come dalla ricostruzione basata sugli orari degli scontrini della spesa fatta da Sarah col suo papà.Nessuno può mettere in dubbio la genuinità delle testimonianze della mamma,del papà e del fratello di Sarah.Chi,più di loro,vogliono la Vera Giustizia per la loro Sarah!?

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  3. Giovanni scrive:

    Chi davvero crede possibile che Sabrina abbia fatto sms falsi e addirittura squilli dal cellulare sottratto a Sarah morta ai suoi piedi, può credere a tutto, anche alle cose più assurde.
    E’ inammissibile gettare alle ortiche le prove tecnologiche liquidandole come diabolici depistaggi e invece imbarcarsi in un’arcipelago di rievocazioni di sentimenti e di oscillanti ricordi, che per loro natura sono impalpabili.
    Non dimentichiamo che i tabulati sono un valore aggiunto, prezioso per la ricostruzione esatta degli orari. Un valore che non ci sarebbe stato se non vivessimo nell’era delle telecomunicazioni.
    Guardarli con diffidenza, ritenerli prodotto del MALE è il tipico atteggiamento misoneista di chi ha lo sguardo l’anima e la cultura rivolti ai “secoli bui” come Montanelli definì il Medo Evo.
    LA POVERA SARAH ALLE 14,28 ERA ANCORA VIVA e PROBABILMENTE APPENA USCITA DA CASA.
    DUE MINUTI DOPO FU VISTA DAI FIDANZATI A META’ STRADA.
    Esiste la prova televesiva che essi dichiararono con estrema semplicità, tranquillità e sicurezza che l’orario sull’orologio del cruscotto davanti ai loro occhi SEGNAVA le 14,30. La dichiarazione risale a pochissimi giorni dopo il 26 agosto, quando della povera Sarah si sapeva solo che era scomparsa, né c’erano ancora “mostri” sbattuti in prima pagina da tenere in galera.
    Questi sono dati di fatto imprenscindibili e addirittura CONSACRATI nelle prime ordinanze dei magistrati tarantini.
    La ricostruzione che vede la povera Sarah uscire alle 14,00 è artefatta, tardiva, funzionale ad un’ipotesi accusatoria precostituita e non suffragata da dati oggettivi.

    Giovanni

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  4. Antonella scrive:

    La ricostruzione della Procura è approfondita,attenta,basata su logica e riscontri.I particolari,le incongruenze di Sarah che esce alle h14.30 e le testimonianze si incastrano alla perfezione.
    Non perchè,ciò che dice la Procura sia la Bibbia,ma perchè la sua tesi è ben suffragata dai riscontri e testimonianze(a loro volta rese attendibili da riscontri) raccolti man mano che prendevano più consistenza i sospetti.
    Ricordiamoci sempre che è un delitto INTRAFAMILIARE,dove la menzogna gli fa da regina.

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  5. Anna scrive:

    Non è detto che sia un delitto intrafamiliare, la famosa teoria della “controra” per cui chi c’era in casa non può non aver sentito è smentita dallo stesso Gen. Garofano che afferma che i rumori dal garage possono non essere uditi in casa. Cosima dormiva, Sabrina poteva essere sotto la doccia e non aver sentito quanto accadeva in garage.

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  6. Antonella scrive:

    sabrina però dice alla zia Concetta,quando si recò le primissime volte a casa di Sarah,che a casa sua non c’era nessuno,ma come,la madre non dormiva!?.Sabrina sarebbe dovuta stare in verandina,a quanto racconta lei stessa,mentre aspettava Sarah,e quindi l’avrebbe dovuta vedere dopo l’ipotetico squillo delle h14.28.michele,chi dice dentro,chi dice fuori il garage,addirittura fuori mentre sta assassinando…insomma,bugie,bugie e contraddizioni persino tra loro.Oltre agli agganci delle cellule telefoniche di tutti e tre, i suddetti protagonisti,in contrada Mosca,dove si trova l’orrendo pozzo.Oltre le intercettazioni e sms ambigui.Non si scappa,tutti e tre sapevano l’orrenda fine della povera Sarah.
    Ci mancherebbe fosse solo per la controra del Sud!:)

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  7. Giovanni scrive:

    1.Che Sabrina abbia detto che la mamma non c’era in casa potrebbe essere frutto di un fraintendimento di Concetta. Per qual motivo Sabrina avrebbe dovuto dire che la mamma non c’era?
    2.Sabrina uscì sulla veranda alle 14,39 come risulta dall’sms inviato a Mariangela “sono pronta”.
    3.Chi dice che Michele era dentro? Mariangela, la teste a carico!
    4.Chi dice che era fuori? Sabrina! Che quindi depistava contro se stessa! o semplicemente ha fatto confusione con il primo ritorno?
    5.Gli agganci delle cellule non dimostrano niente: ogni cella copre chilometri e chilometri quadrati. Non esiste la cella del pozzo, non esiste la cella di casa Misseri. Sono altri errori ficcati nella mente della gente, a furia di balle mediatiche.
    6.Le intercettazioni e gli sms sono, appunto, ambigui e quindi non dimostrano niente.
    Non si scappa. il coinvolgimento di Michele Misseri nell’omicidio è comprovato.
    Per quanto riguarda Sabrina e Cosima, non solo non è provata la loro partecipazione all’omicidio, ma nemmeno è provato che si stessero accorgendo di quello che Michele stava combinando.
    Che Michele Misseri, il mite zio Michè, sia innocente e per converso le malefiche streghe assassine siano Sabrina e Cosima è una leggenda, che i media hanno reso realtà, ripetendola ossessivamente.

    Giovanni

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