L’attesissimo interrogatorio di Ivano Russo è stato rinviato a martedì 31 gennaio. Si è chiusa così, dopo quattro ore di dibattimento, e tre di camere di consiglio, la seconda udienza in Corte d’assise del processo sull’uccisione di Sarah Scazzi. Due le testimonianze sentite. Quella di Stefania De Luca, la quarantenne che assistette al litigio tra Sabrina Misseri e Sarah avvenuto la sera prima della scomparsa di quest’ultima; e di Angela Cimino, amica in comune delle due cugine e di Ivano. Prima delle loro deposizioni, sia la pubblica accusa che la difesa avevano presentato le rispettive richieste vagliate e decise dalla Corte che si è ritirata tre volte per decidere. La più importante è stata quella della esumazione del cadavere di Sarah richiesta dall’avvocato di Cosimo Cosma, il nipote di Michele Misseri accusato di avere soppresso il cadavere in concorso con lui e l’altro zio Carmine Misseri. Ipotesi questa respinta dalla Corte che non si è espressa sull’opportunità o meno di approfondire gli esami ritenuti incompleti dalla difesa, ma perché «il troppo tempo trascorso dalla sepoltura non darebbe nessuna risposta utile allo scopo».
Le due imputate principali, Sabrina con sua madre Cosima Serrano, hanno potuto questa volta abbandonare la cella di isolamento occupando le sedie in seconda fila dietro ai rispettivi avvocati. Alle loro spalle, ad un sospiro di distanza, c’era papà Misseri che per tutto il tempo è rimasto seduto penetrando con lo sguardo le due donne che lo ignoravano. Assente tutti i componenti della famiglia Scazzi.
La prima a parlare è stata De Luca. La donna ha confermato punto per punto l’episodio del litigio tra le due cugine di cui fu testimone la sera del 25 agosto 2005. «Ero seduta ai tavoli fuori la birreria 102 – ha detto – quando arrivò Sabrina che appena mi vide disse che con Ivano era tutto finito perché lui ormai parlava solo con Sarah. Nel dire questo – ha raccontato la testimone -, Sabrina che conoscevo bene perché era la mia estetista, si rivolse con un gesto di scherno in direzione di Sarah che l’apostrofò con parole dure: quella si vende per due coccole, lo sa anche sua madre. Dopo queste parole a Sarah gli scappò una lacrima». Alcuni giorni dopo De Luca incontrò nuovamente Sabrina con la quale commentò la scomparsa della quindicenne e l’episodio della lite in birreria. «In quell’occasione mi confermò che avevano litigato allora io le consigliai di dirlo ai carabinieri cosa che lei si rifiutò ritenendo il particolare non importante. Piuttosto – ha detto ancora la testimone – mi parlò dei suoi sospetti che aveva nei confronti degli amici di San Pancrazio del padre di Sarah e della badante rumena di casa Scazzi».
Interrogata a lungo, la teste ha descritto il rapporto che legava Ivano con Sabrina. «Il suo interesse per quel ragazzo cresceva di giorno in giorno perché ne parlava sempre anche durante le sedute estetiche a cui mi sottoponevo. In un’occasione – ha ricordato Stefania De Luca – Sabrina che era molto presa da quel ragazzo, mi confidò il timore di non piacere più a lui per via del suo sovrappeso». All domanda diretta di uno degli avvocati di Sabrina poi, la donna ha poi detto di non aver mai sentito parlare l’estetista di gelosia nei confronti di Sarah né di nessun’altra donna.
E’ stata poi la volta di Angela Cimino. La ragazza, interrogata dai due pubblici ministeri, Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, ha spiegato il suo ruolo nella vicenda. «Sono amica sia di Sabrina che di Ivano con il quale mi incontravo anche separatamente e da soli». L’accusa ha puntato molto su questo rapporto a due sperando di cogliere reazioni di gelosia da parte di Sabrina. Cimino è stata molto distaccata ed elusiva e solo in un’occasione ha prospettato tale stato d’animo dell’amica. «Una notte d’estate – ha ricordato –, siamo stati quasi tutta la notte in spiaggia io, Ivano ed altri amici tranne Sabrina e quando tornai a casa intorno alle 4,30 vidi che lei mi aveva mandato una decina di messaggi sul telefonino in cui mi chiedeva conto di ogni spostamento. Io reputai il comportamento non normale e glielo dissi ad Ivano il quale mi promise che ne avrebbe parlato con Sabrina».
Protrattosi più del previsto il tempo, la presidente della Corte, Cesarina Trunfio, ha infine deciso di rimandare a martedì 31 gennaio l’audizione di Ivano Russo.
La terza udienza del processo in Corte d’assise sull’uccisione di Sarah Scazzi si terrà martedì 31 gennaio. In quella occasione saranno sentiti sei testimoni dell’accusa: Ivano Russo, la cui deposizione prevista ieri è slittata perche non c’era più tempo, e i genitori della vittima, Concetta Serrano Spagnolo con il marito Giacomo Scazzi. Al banco dei testimoni anche Pamela Nigro, Anna Lucia Dell’Atti e Salvatore Erroi, i tre esercenti dei negozi dove il 26 agosto 2010 Sarah insieme al padre fece le compere per quello che sarà il suo ultimo pranzo.









