Lettera al sindaco dagli ambientalisti di Avetrana

Facciamo presente al Sindaco di Manduria che affermare che è improponibile lo spostamento del sito del depuratore, in quanto il problema “si riproporrebbe tal quale”, non ha molto fondamento, in quanto il Comune di Manduria è dotato di un feudo molto grande, all’interno del quale vi sono ampie zone improduttive, di cui forse i proprietari si disferebbero volentieri. La stessa proprietà comunale ammonta ad oltre 100 ettari, dislocati in varie zone, sicuramente improduttivi. Ricordiamo, ad esempio, i terreni in località Bagnolo, che potrebbero agevolmente ospitare il depuratore, posti come sono in relativa vicinanza agli abitati di Manduria e Sava e ad una distanza di 8 chilometri dal mare, il che consentirebbe di ovviare alla norma che obbliga allo scarico di emergenza in mare per i depuratori posti in prossimità del litorale. Si preferisce invece sacrificare la zona di Masseria Marina, che dovrebbe  ben altrimenti essere tutelata e valorizzata.

Quanto poi al suo richiamo “alla classe politica spaventata, che non decide nulla…”, noi affermiamo invece che bene hanno fatto i Consiglieri di Manduria a prendere tempo per approfondire la questione  e meglio faranno quando respingeranno definitivamente la proposta pervenuta dalla Regione. Essi si sono resi conto, a differenza di lei, Sindaco, che a fronte della pochezza della ipotesi progettuale presentata ( poichè di questo si tratta: di una mera ipotesi di lavoro), si richiedeva loro di assumere un impegno forte e gravido di conseguenze per il territorio: quello di autorizzare l’inizio dei lavori, sulla base dell’unico progetto ad oggi valido, cioè quello che prevede lo scarico in mare.

Le pubbliche amministrazioni dialogano tra loro attraverso documenti ed atti formali, non sulla base di promesse e attestazioni di buona volontà. Ci sembra che impegni formali sinora la Regione non ne abbia presi con il Comune di Manduria, a meno che non si vogliano considerare tali le 31 paginette pervenute, senza timbri e prive di paternità.

Se i cittadini di Avetrana chiedono lo spostamento del sito con tanta ostinazione, non è certo per mero campanilismo, ma perché sono ben consapevoli, come la maggior parte di quelli di Manduria, del danno che un impianto lì localizzato arrecherebbe ad un intero territorio costiero, dal punto di vista paesaggistico, turistico ed economico.

In riferimento poi alla sua affermazione che  “ la delocalizzazione del depuratore significherebbe rinunciare al sogno di portare acqua e fogna alle marine” , le ricordiamo che i Sindaci di Maruggio e di Avetrana si impegnarono sin dall’inizio formalmente ad accogliere i reflui delle località marine ( se mai saranno dotate di un sistema fognante) presso i depuratori dei loro comuni. Non riteniamo accettabile che quello che dovrebbe essere un diritto dei cittadini e un presidio irrinunciabile alla salvaguardia dell’ambiente possa essere usato quasi come un’arma di ricatto, per ottenere la nostra acquiescenza alle scelte sbagliate di Regione ed Acquedotto Pugliese.

Comitato per la Difesa del Territorio e del Mare di Avetrana

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