La lucida analisi sul depuratore che il sindaco non vuol sentire

Se volessimo sintetizzare in una metafora l’oggetto della discussione di questa sera, faremmo riferimento ad una nota metafora di Karl Popper: quella di una nave che debba essere riparata, ma che debba farlo in alto mare, senza poter mai interrompere la navigazione e tornare in porto. Si tratta cioè di aggiustamenti e rappezzi, che non possono certo porre rimedio ad un progetto mal concepito e pervicacemente perseguito, macchiato indelebilmente da due peccati originali: il dimensionamento, o per meglio dire, il sovradimensionamento dell’impianto, scaturito dalla volontà di creare un unico grande collettore, da cui è derivata fatalmente la necessità di collocare lo stesso a pochi chilometri dal mare, per potervi scaricare i reflui depurati. Tutte le strategie messe in atto da  amministrazioni e comitati, per evitare questa evenienza, che avrebbe compromesso l’ecosistema marino, oltre alla balneazione e alle attività economiche legate al turismo, si sono concentrate sulla eliminazione della conseguenza (lo scarico in mare), ma non hanno mai preso di mira quello che avrebbe dovuto essere il vero obiettivo, cioè la causa di questo scempio: il sito del depuratore consortile.

Il presente studio di fattibilità è la migliore prova del fatto che abbiamo sempre avuto ragione quando sostenevamo, soli contro tutti, che il progetto originario non era emendabile nella parte relativa al recapito finale, se non eliminando preliminarmente quello che ne era il presupposto fondante: la scelta del sito. Questa che abbiamo di fronte è una soluzione di compromesso, che, per ovviare allo scarico in mare (ammesso che realmente lo faccia), prevede una serie di opere costose e fortemente impattanti sul territorio, che non cancellano il peccato originale.

Noi non vogliamo mettere in dubbio la buona fede né sottovalutare l’impegno di coloro che si sono spesi per trovare soluzioni alternative ( iniziativa per altro da noi sempre contestata), ma è un dato di fatto che il prezzo che il paesaggio, le attività economiche, il turismo, le proprietà immobiliari e, non ultimo, il benessere dei cittadini si apprestano a pagare sia molto, ma molto alto.

Noi oggi non vogliamo contestare, pur potendolo fare, i singoli aspetti tecnici dell’ipotesi progettuale in esame, convinti come siamo che una soluzione accettabile non sarà mai trovata, sinchè rimarrà invariato il sito del depuratore. Avremmo voluto, si, rivolgere ai progettisti alcune domande, semplici chiarimenti, da cittadini ignari della materia. Ma non avendo di fronte tali interlocutori, ci limiteremo ad esporre alcune considerazioni di carattere politico e/o amministrativo.

La delibera che viene sottoposta oggi all’approvazione del Consiglio Comunale ci vede ancora, noi, cittadini di Manduria, dopo un decennio di battaglie, di petizioni sorrette da migliaia di firme, di manifestazioni, sit-in, atti giudiziari, denunce, deliberazioni di 16 consigli comunali, ricorsi amministrativi e quant’altro, nella posizione di chi chiede.

Noi chiediamo per l’ennesima volta la modifica del Piano di Tutela delle Acque, come ancora un anno fa con la delibera n° 21 del 2016 ,come già ci fu promesso dal presidente Emiliano nella passata edizione della Fiera Pessima.

Noi chiediamo che lo scarico emergenziale del depuratore avvenga in un non meglio identificato “corpo idrico superficiale adiacente al buffer n° 2”, e contemporaneamente, poche righe più su, diciamo che “ si avanza proposta” alla Regione per un recapito “su suolo nonché verso il mare in circostanze eccezionali”( formulazioni ambigue e contraddittorie con le quali, a nostro avviso, AQP e Regione tendono a mantenersi le mani libere in ordine alla scelte che andranno a sostanziare il progetto definitivo).

La nostra considerazione è che oggi noi dovremmo trovarci nella condizione di chi sceglie e valuta, non in quella di chi chiede e propone. Dovremmo trovarci di fronte ad atti formali da parte della Regione in cui si dica chiaramente che la condotta sottomarina verrà stralciata dal progetto; dovremmo trovarci di fronte ad un progetto di massima, ben più serio e documentato di quanto possano essere 31 paginette, dotato ad esempio di uno studio di impatto ambientale e di un’analisi del rapporto costi/benefici; dovremmo già aver incassato la modifica del PTA da cui risulti il definitivo abbandono dello scarico in mare, sia pure di carattere emergenziale.

Noi ci troviamo invece ancora a chiedere ciò che avrebbe dovuto essere acquisito da molto tempo.

Ma  le nostre richieste verranno accolte? La risposta è nella relazione di AQP ( di cui per altro ignoriamo anche l’estensore): quando e se sarà modificato il PTA, quando e se il progetto supererà positivamente la procedura di VIA, quando e se saranno acquisite tutte le autorizzazioni di rito.

Nulla di certo, nulla di concreto.Si potrebbe dunque concludere che questa delibera, che si porta al voto del consiglio, sia di mera interlocuzione, una manifestazione d’intenti, un’ipotesi di lavoro, un “pour parler”.

In realtà cosi non è, perché qualcosa di molto concreto il Consiglio sta deliberando: il consenso ad avviare tutte le opere su terra e tutte le autorizzazioni inerenti l’uso della viabilità, nonchè le concessioni demaniali ai sensi degli art. 34 e 36 del Codice della navigazione, cosa quest’ultima di cui, per di più, non si comprende la “ratio”, se il litorale sarà escluso da ogni manomissione.

Noi giudichiamo questo atto deliberativo sostanzialmente una cambiale in bianco che si firma a favore di AQP e Regione, per l’inizio dei lavori di realizzazione del depuratore consortile, in assenza di ogni qualsivoglia impegno da parte dei proponenti che lo scarico in mare sia effettivamente scongiurato. Invitiamo pertanto i sigg. Consiglieri a non approvarla .

La relazione è stata letta da Cecilia De Bartholomaeis per conto di Manduria Lab (Laboratorio politico progressista formato da: Federazione dei Verdi, Giovani per Manduria, La Puglia in Più, Movimento Democratici con Manduria, Sinistra Italiana) e del Wwf.

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2 Comments

  1. ———- Diciamo che la migliore cosa è trovare un altro sito per quel depuratore, come si è sempre detto.
    —– Noi siamo semplici cittadini, ma chi conta anche un po’, potendo se vuole sollevare anche le volontà di tanta gente, oltre a scrivere deve marcare stretto l’avversario, altrimenti non cambierà niente.
    —— Ora si dovrebbe intevenire assiduamente e attivamente, perché niente è scongiurato.
    ———— Recita un proverbio della Campania: “chi sta lontano o è morto oppure ha sempre torto”; ma questo lo dico per tutti quelli che all’ultimo minuto hanno scritto dicendo che non andava bene niente. – – – Se non va bene ora, non andrà bene neanche domani, ecco perché l’unico cosa sensata è cambiare il sito del depuratore, e se Sava ne avesse uno per proprio conto a quest’ora non saremmo ancora all’inizio della storia infinita.

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