MANDURIA – Braccio di ferro tra la Cgil e l’azienda manduriana «Fima» di Gigi Blasi (amministratore della Spa) che ha deciso di chiudere e trasferire la produzione nelle altre aziende del gruppo sparse per l’Europa. Per l’imprenditore manduriano la cui azienda costruisce ed esporta in tutto il mondo macchine per l’agricoltura, «la decisione è legata essenzialmente ad un calo di vendite» per cui a Manduria «resterà solo la parte amministrativa della società». Per il sindacato e gli operai iscritti, invece, il motivo della chiusura è proprio legato ai cattivi rapporti tra l’impresa e la Cgil che nei mesi scorsi, ricorrendo all’Ufficio provinciale del lavoro, avrebbe verificato irregolarità negli stipendi. «Ci risultavano anomale buste paga con sole 30 ore lavorate mentre i dipendenti ci riferivano di turni al di sopra delle 8 ore per giornata – spiega Rosario Rappa, segretario generale della Fiom di Taranto –, così come risulta quanto meno sospetta la decisione repentina di 36 lavoratori che decidono di dimettersi simultaneamente in un territorio dove il lavoro è merce rara». Inspiegabile, infatti, in un territorio dove chi ha un posto di lavoro non lo regala certo via, la mossa degli ex dipendenti Fima di auto licenziarsi. Per Gigi Blasi l’avrebbero fatto come segno di protesta. «Quando a luglio hanno saputo che chiudevo l’azienda avranno pensato: invece di licenziarci tu ti lasciamo noi», sostiene l’imprenditore. Una versione che non convince la Fiom che questa mattina alle 11 terrà una conferenza stampa proprio davanti ai cancelli della Fima. «Ad agosto abbiamo assistito ad un’inspiegabile catena di dimissioni volontarie – spiega Rappa -, alla cessione del ramo d’azienda e infine alla chiusura e al licenziamento degli unici operai e impiegati che non si erano dimessi».
Dietro le dimissioni, insomma, il sindacato sospetta ci sia una manovra dell’imprenditore il quale terrebbe in pugno i suoi ex dipendenti che con la strana decisione hanno rinunciato ai cosiddetti ammortizzatori sociali come la cassa integrazione e i futuri sussidi previsti dalla legge. Non solo, in questo modo i dipendenti che restano in organico perchè non dimissionari (tra questi quelli sindacalizzati ed un’altra decina che non se la sono sentita di lasciare così il posto), non garantiscono il numero minimo previsto per impedire all’impresa di licenziare senza ragione.
Sempre secondo gli ambienti sindacali, la crisi lamentata da Blasi è iniziata da quanto sette sei suoi 53 operai si sono iscritti al sindacato il cui ingresso nell’azienda avrebbe permesso di scoprire altarini scomodi per Blasi». Il quale replica: «Il sindacato non c’entra, anche dove sposterò la produzione ci sono i sindacalisti». Poi con una mezza frase ammette l’esistenza di non buoni rapporti con i «locali». «Certo – dice – quando uno si veste in questo modo di autorità…». «Ma il vero problema è il mercato che non tira», insiste Blasi che si lamenta anche di una produzione «qualitativamente non in linea con gli standard richiesti». A fare arrabbiare l’imprenditore è la sua storia. «In quarant’anni di attività non ho mai avuto una vertenza perché ho rispettato sempre le regole con i miei dipendenti; ad aprile scorso – racconta Blasi – la mia azienda è stata setacciata dalla Guardia di Finanza che ha verificato bilanci e rapporti di lavoro: in quell’occasione nessuno dei miei dipendenti si è lamentato di niente».
Il cinquantaduenne manduriano possiede imprese in diversi Paesi: al Nord Italia ad Imola, Iesi e Modena mentre all’estero possiede opifici in Romania, Cina e recentemente in Russia. In tutto le persone alle dipendenze del gruppo sono circa ottocento.









manduriano dice bene aldo prova achiedere quanto li paga realmente i suoi operai quanto entra nella tasca a fine mese di quei lavoratori…….. meno male che ci sono i sindacati eè già ci sono tutti questi sopprusi figuriamoci se non ci fossero i sindacati ci sarebbe la schiavitù…… e poi non misembra che blasi non abbia mai avuto una avvertenza………………..
Alla spett.Redazione;come mai il commento da me scritto su.
(LA “Fima”di Blasi si trasferisce all’estero,Braccio di ferro con FIOM”)non e’piu’ visibile? Subito dopo (@AntonioV.5-settembre2011-15.48
Forse era abbastanza circostanziato e veritiero?
Su’: imprenditori che si arricchiscono in breve tempo!?
E avendo dato risposta all’enfasi di (@Yucatan e renato balestra@.it)?
Come già ripetuto in altre occasioni: alcuni commenti non vengono pubblicati per tutelare la redazione ed anche gli stessi autori dei commenti stessi da eventuali problemi di natura giudiziaria.
salve..sono figlia di una donna che ha lavorato anni in campagna per questa azienda,percependo ogni mese meno della metà dello stipendio poichè il resto serviva al dirigente per pagare i contributi,ma il bello nn è solo questo ,anzi i ssoldi che gli tratteneva alla busta paga li ha versati allo stato solo per metà..e cosi mia mamma ora pensionata percepisce solo la metà di cio che invece con 40 anni di contributi agricoli avrebbe dovuto ricevere…nn capisco questa omertà che c è in giro..nn siamo noi a doverci nascondere,ma gente come loro che dovrebbero infilare la testa sotto la sabbia per aver sottratto dieci euro al giorno per anni ai propi dipendenti…
OK (@TD) ringrazia della cortese risposta.
P.S. RISPOSTA A REDAZIONE.
(@ manduriano.) Sarebbe bene che tu’!! Prima di parlare del sindacato! E in particolare della C.G.I.L.? Ti facessi dei lavaggi in bocca!Altrimenti rischi, di sporcare dove hai mangiato, e continui a mangiare tutt’ora!
In quanto ci sono lavoratori,che hanno pagato con la vita,
affinche’attraverso, dure lotte democratiche venissero, riconosciuti diritti e dignita’della classe lavoratrice.
@lucy: Gentile Lucy, il suo intervento vale più di mille denunce a mille procure e più di mille romanzi di mille scrittori. L’intera comunità vicina a La Voce di Manduria le è debitrice. Grazie di tutto.
g.
ma perché Alemanno, TD, Alessandro e gli altri non dicono loro quanto e come pagano i loro dipendenti?
Ah! i signori non hanno dipendenti?
ah ecco!!!!!
E allora siamo sicuri che la soluzione migliore è cacciare i blasi e circondarci di tanti Giuse Alemanno, tanti TD, e tanti Alessandro? magari circondiamoci anche di altri politici ecc ecc…
Non credo che il signor blasi ha costretto con la forza la mamma di Lucy e altri dipendenti ad andare a lavorare nella propria azienda!
poteva andare da altre parti a lavorare, o no? e se no!, perché non ci chiediamo il perché, non poteva andare da altre parti?
la verità è che oggi non c’è categoria sociale di qualunque natura che che goda di una equità economica. nessuna (….ne è un esempio proprio questo giornale, che rispetto alla mole di lavoro e la qualità del lavoro effettuato, incassa una miseria!!!! vedetevi lo sfogo del direttore dell’altro giorno!!!)
la verità è che se a Milano guadagni 1400 euro e ne lasci 1200 tra affitto e spese varie, non diciamo nulla!!!
ecc. ecc.
cosa voglio dire: che il problema è molto più serio di quanto si voglia qui con superficialità rappresentare.
Che come dice qualcuno, quando si parla di queste cose è facile che subentrino invidie e frustazioni, perché forse non si è in grado nemmeno di andare a pagare una bolletta alla posta, figuriamoci gestire una azienda!
certo, anch’io sono una dipendente di una azienda privata e anch’io sono convinta che bisognerebbe cercare di tutelare sempre e al massimo i nostri diritti (non sempre rispettati!)
ma stiamoci attenti a cacciar via le padelle, perchè potrebbe esserci la brace come unica alternativa in questo momento!!!
piuttosto io spero che vi siano tanti altri blasi, perché potrei io (se sono specializzata) ad andar via da lui e andare dal concorrente!
Dai commenti è evidente: non c’è nessun popolo più mazza e corna del manduriano. Blasi non andar via, non è conveniente, siamo più rumeni dei rumeni, più cinesi dei cinesi, dei terzomondisti specializzati e decorati da diplomi e attestati. Resta, fallo per …. loro!
@mary:
Rispetto il suo commento ma qui nessuno sta cacciando il Sig. Blasi, è lui che sta chiudendo i battenti dell’Azienda per trasferirla in altro luogo. Come a maggior ragione, rispetto la denuncia che rilevo da Lucy, causata purtroppo da uno stato di bisogno sociale, che induce chiunque a sottomettersi al padrone, e la paura di perdere quell’unica fonte di reddito porta al silenzio. Quel silenzio dignitoso che ha avuto la mamma di Lucy per tutti quegli anni di duro lavoro e sacrifici, affinché sua figlia potesse crescere come tutti gli altri. Lucy oggi, ha dimostrato molto coraggio, riscattando quegli sforzi e quelle privazioni che la madre ha fatto per lei. Sia a lei che a sua madre va il mio più vivo apprezzamento.
Distinti saluti, Fernando.
Mi piace notare che, me lo dovete riconoscere, i miei interventi animano le polemiche di questo sito. Vorrei a questo punto aggiungere alcune considerazioni (per quel che valgono ovviamente):
- è innegabile che negli ultimi tempi si assiste ad un preoccupante smantellamento del sistema dei diritti dei lavoratori;
- è innegabile l’importanza del ruolo che la CGIL ha sempre giocato per gli interessi dei lavoratori,
- è però altrettanto innegabile come molti funzionari e dirigenti sinadacali (non solo della CGIL) abbiano utilizzato la loro posizione prima per non lavorare mai e poi anche per fare delle immeritate carriere politiche, complice in ultimo questo orrendo sistema elettorale e credo che anche qui a Manduria non ci sia bisogno di fare nomi…..
Da questa ultima considerazione proviene, credo, l’antipatia che in molti cittadini stimolano le associazioni sindacali e che permette ad una certa Destra (non tutta per fortuna) di portare avanti una politica di affamazione delle classi più deboli con il consenso dei più. Intelligenti pauca.
Cara Redazione, mi spiace che abbiate preferito non pubblicare il mio ultimo commento, non perchè avesse un valore epocale ma, davvero, non capisco. Peraltro non conteneva offese per alcuno. Vuol dire che per il futuro mi asterrò dallo scrivere e dal leggerVi.PregandoVi di non pubblicare questa mia, tanto Vi dovevo. Auguri.
Gentile “Yucatan”. Come vede i suoi commenti sono stati tutti pubblicati. Era solo questione di tempo e di disponibilità a leggerli per l’approvazione (i suoi e quelli degli altri). Non sempre siamo pronti a farlo e bisogna pazientare. Lei è libero di non leggerci più, ma a noi lasci il tempo che ci serve per lavorare.
Grazie
Chiedo scusa per la mia malizia. Con immutata simpatia.
Egregia (@mary:) nessuno ha prescritto al Sig.Imprenditore di trasformare in realta’!! la sua mania di grandezza.
E non mi riferisco certamente, All’Espansione o il Reinvestimento della propria Azienda.
Ma la mia attenzione ricade, su eventuali acquisti, di Immobili di un certo rilievo, e loro conseguente ristrutturazione, Sfarzosa.
Fino all’inverosimile, “legittimi”: ma che detta sfarzosita’e mania di grandezza, al di fuori della logica, riferita alla propria attivita imprenditoriale? Non debba!! Poi ricadere,e quindi sacrificare! I diritti! E le normali e civili, condizioni di vita, dei propri operai all’interno della Fabbrica……