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Informazioni turistiche, chiuso per burocrazia

Schermata 07 2456501 alle 08.48.16 Informazioni turistiche, chiuso per burocrazia «Alle porte del mese di agosto, i Punti Informazioni presenti con piccole strutture mobili da circa 15 anni nella centralissima piazza di San Pietro in Bevagna, sono ancora chiusi perché l’amministrazione Massafra non rilascia l’autorizzazione». A denunciare il disservizio è il consigliere comunale dell’Udc, Mimmo Lariccia che definisce «ridicola» la situazione venutasi a creare. «Sorgono difficoltà davvero incomprensibili – scrive Lariccia – quando poi scopriamo che l’amministrazione comunale, il neo assessore all’urbanistica ed il relativo ufficio, per poter concedere l’autorizzazione in questione, ovvero il gabbiotto della Confcommercio, chiedono il parere di stabilità idrogeologica, quindi l’ok della Forestale e quant’altro, tergiversando burocraticamente e, dulcis in fundo addirittura sembrerebbe venga chiesto addirittura che si tenga una conferenza dei servizi (pareri dei vigili del fuoco, Sanitario, della forestale, del demanio ecc.ecc)». Trovando tutto questo «assurdo», Lariccia si chiede «se  anziché approvare l’apertura di due piccole strutture mobili di circa 6 metri quadri, si trattasse di un vero insediamento turistico ricettivo, l’amministrazione Massafra cosa farebbe, chiederebbe la convocazione di un Consiglio dei Ministri?».

 

10 Commenti a " Informazioni turistiche, chiuso per burocrazia "

  1. Giorgio scrive:

    Benissimo sig. De Donno
    Questo significa che allora possiamo installare chioschi dove vogliamo, visto che il comune non si opporrà, e anche se ci saranno i controlli da parte di altri uffici o forze dell’ordine (tipo Capitaneria di porto) questo avverrà verso la fine di agosto, e ci inviteranno a smontare entro trenta giorni (a fine settembre).
    Detto questo invitiamo chiunque disponga di qualsiasi mezzo commerciale a passare l’estate qui da noi. Basta montare a fine luglio e vi siete fatta la stagione. È gratis!
    Benvenuti nel paese senza legge!

  2. Gianluigi De Donno scrive:

    Intervengo, chiamato in causa dal consigliere Lariccia, per precisare che l’Amministrazione Massafra – di cui mi onoro di fare parte – non ha tra i propri obiettivi programmatici l’introduzione di ostacoli burocratici all’installazione dei chioschi in S. Pietro in Bevagna e per convincersi di tanto è sufficiente una lettura imparziale degli atti di ufficio.
    Intanto è bene sottolineare – ma sono certo che di questo l’autore dell’intervento sia ben consapevole – che il rilascio di autorizzazioni all’apertura dei chioschi non è di competenza degli Assessori, del Sindaco ovvero della Giunta, bensì dello Sportello Unico Attività Produttive di concerto con il Servizio Urbanistica. In merito alla richiesta presentata da Confcommercio gli uffici hanno licenziato favorevolmente, in data 03/07/2013, l’istanza presentata nel mese di giugno dall’associazione di categoria, ossia in tempi più che ragionevoli avuto riguardo al carico di lavoro ed all’organico in servizio. Atteso che l’area dell’intervento ricade in zona sottoposta a vincolo idrogeologico dal P.U.T.T. – a prescindere dalla sua completa urbanizzazione e fino a quando non interverrà la modifica del Piano – il Servizio Urbanistica ha condizionato l’autorizzazione all’acquisizione del parere favorevole dell’Ispettorato delle Foreste, come già accaduto lo scorso anno, durante la gestione commissariale e senza che alcuno abbia – all’epoca – gridato allo scandalo.
    Nessun disservizio, dunque, ma solo il rigoroso rispetto delle regole cui tutti, anche il ceto politico, siamo tenuti: regole, lo ribadisco, ben note anche allo stesso richiedente l’autorizzazione sin dal 2012.
    Sorprende, invece, che si tenti di spacciare per “difficoltà incomprensibili” opposte dall’Amministrazione Massafra i ritardi che questo esecutivo ha ereditato dal passato.
    Se gli operatori commerciali si trovano costretti annualmente a ripresentare istanze e munirsi di pareri, senza poter programmare in un orizzonte temporale più ampio siffatte installazioni, ciò è dovuto al fatto che, a due anni di distanza dalla sua emanazione, non si è fatto un solo passo avanti nell’attuazione del regolamento sui chioschi.
    E questo impegna sia la struttura burocratica sia tutti coloro che, al governo della città prima dell’insediamento della nuova Giunta il 3 luglio scorso, non hanno adeguatamente sollecitato gli uffici a porre in essere tutti gli adempimenti di loro competenza.
    E’ troppo facile, adesso, ergersi a paladini di questo o quel richiedente – secondo l’opportunità del momento – o censurare gli interventi in deroga che l’Amministrazione è stata costretta a richiedere al Consiglio Comunale: sarebbe più utile trarre insegnamento dagli errori o manchevolezze del passato per concorrere costruttivamente alla risoluzione dei problemi che attanagliano il futuro di questa città, nella consapevolezza che solo un’azione amministrativa efficace, a tutti i livelli, potrà impedire la gestione emergenziale di tali situazioni.
    Inoltre mi preme evidenziare che alcuna conferenza di servizi è mai stata convocata dai Responsabili degli Uffici dell’Area Tecnica che, anzi, si sono prodigati personalmente per far sì che il parere della Forestale possa essere rilasciato entro la giornata di lunedì.
    In ogni caso è bene ricordare che esiste un modo molto semplice per scongiurare il rischio che, ad estate inoltrata, si debba correre in vari uffici della Provincia per munirsi di autorizzazioni e nulla-osta, ovvero sollecitare deroghe: basta presentare le domande in tempo utile, come peraltro aveva sollecitato l’Ispettorato delle Foreste che, nel parere reso nel 2012, non aveva mancato di sottolineare l’esigenza di presentare la domanda di rinnovo del nulla-osta entro il 31/03/2013.
    E questo, sia consentito osservare, non involge alcuna responsabilità ovvero atteggiamento di chiusura dell’Amministrazione Massafra, invero inesistente.
    Conclusivamente intendo evidenziare che colgo l’intervento del consigliere Lariccia come uno stimolo, per quanto di competenza dell’Assessore all’Urbanistica, a fare in modo che per il prossimo anno il piano per l’insediamento dei chioschi sia pienamente operativo, così che tutti gli operatori possano avere quelle certezze che da lungo tempo mancano alla Città.
    avv. Gianluigi De Donno

  3. Giorgio scrive:

    @Nino F
    Concordo pienamente
    Sembrerà strano ma i più civili qui a San Pietro sono proprio gli extracomunitari.
    Ornai qui vi è un concentrato della peggior specie di gente di Manduria e sopratutto dei paesi limitrofi
    Anarchia totale… Nessun controllo… Vigili assenti…si bivacca ovunque … La pineta è una latrina a cielo aperto ed a pranzo viene utilizzata come mensa (mah!)… Una struttura (la rotonda) sulla spiaggia chiusa da anni perché non si possono aprire bar sulla spiaggia (tranne quella neo aperta adiacente alla stessa struttura mah!)… Gente con le angurie in spalla, tavolini, frigoriferi (manco gli zingari fanno ste cose)… Francamente non mi sembra che il punto informazioni turistiche serva a molto… Amico Mimmo, tu hai ragione ma qua forse è meglio lasciare tutto così … Almeno li concentriamo tutti e facciamo vivere x bene il circondario…come un ghetto…

  4. Nino F scrive:

    Ma a COSA diavolo serve il punto informazioni a S. Pietro???
    Da queste cose si capisce perche’ siamo ancora nel terzo mondo.

    E’ MANDURIA che i turisti vogliono (vorrebbero) visitare…ma advveromqualcuno pensa chei i turisti che arrivano in citta’ da Taranto o Lecce per visitarla, debbano andare nella casbah di S. Pietro per avere informazioni??? Sembra uno scherzo. Il punto informazioni dovrebbe essere a Manduria, per esempio in piazza Commestibili al posto degli orridi cessi pubblici!! Trovate due giovani laureati che parlino inglese, che facciano capire che siamo un posto civile e ospitale, create un piccolo ma ospitale infooint, fate una cosa OVVIA, NORMALE, per una volta.
    POI se un turista vuole avere informazioni sul mare e le coste, da li’ si muovera’ in direzione S. Pietro ( e che Dio lo aiuti..!!!)

    Incredibile come nel 2013 nel Salento ci siano ancora persone chei pensano che il turismo sia quello dei villeggianti balneari agostani… Il turismo e’ quacosa di un tantino diverso. Immaginate la scena: coppia sessantenne inglese, professori universitari in viaggio: arrivano in citta’ con la loro auto a noleggio, ne hanno sentito parlare. Vorrebbero una guida, dei libri, una visita guidata in lingua. chiedono in giro, gli dicono di andare a S. Pietro. Scappano via e non torneranno mai piu’.
    Io giuro che di queste persone ne vedo a decine aggirarsi in citta’, tra maggio e ottobre.
    Arrivano a Manduria, trovano il deserto e fanno il confronto coi centri vicini, che intanto hanno preso il volo col turismo culturale.
    Mi fanno ridere quelli che si lagnano perche’ S.Pietro noe’ riportato sulle guide. Ma ringraziate il cielo, un posto del genere, 40 anni di abusivismo selvaggio, a chi volete che interessi se non alle persone del posto. Che pretendono pure di avere tra bancarelle abusive, degrado, l’infopoint per i turisti che non esistono…
    Che vergogna.

    Poi qualcuno si offende se si dice in giro che il Consorzio Produttori Vini da 15 anni fa funzione di assessorato al turismo, cultura, etc etc. Siamo onesti, e’ deprimente ma e’ cosi’ che stanno le cose, e sono veramente in tanti a doversi vergognare per questo.

  5. Cosimo scrive:

    A Campomarino, all’interno della Torre e vicino all’ingresso, la Pro Loco di Maruggio fornisce informazioni e distribuisce depliant al pubblico. A San Pietro, invece, ad un amico della provincia di Bari che chiedeva informazioni sul programma delle manifestazioni organizzate dal comune di Manduria, gli è stato dato dalla nostra Pro Loco il programma degli eventi del pub La’nchianata. Sono ormai decenni che si fa solo un gran “bla bla bla” circa le potenzialità del Territorio di Manduria, ma in concreto non si fa mai nulla, è sempre peggio col passare degli anni…e rimediamo anche figuracce. E’ inutile prendersela, però, con questa o con quella amministrazione, perchè la colpa è soprattutto nostra e della mentalità del “manduriano medio” che non cambia mai.

  6. Giorgio scrive:

    Peró per far installare un bar sulla spiaggia (accanto alla rotonda) non serve alcun parere vero? Addirittura sulla sabbia… (ma non era vietato?)… Mah! Mistero…

  7. Superpoi scrive:

    Massafra, pensi a fare il sindaco e lasci il lavoro in ospedale; Manduria richiede un impegno forte per rimettersi in sesto, altrimenti le sue sono state promesse campate in aria.

  8. Antonio scrive:

    Ormai nel nostro Paese (Italia), sembrerebbe che l’unica cosa che progredisce sia la pazzia…..penso che sia giunta l’ora di riaprire i manicomi!!! Chiaramente per rinchiudervi tutti i personaggi che usano come motto ” per il bene dei cittadini”. E intanto continuano a malvessare la popolazione, facendo i propri porci comodi.

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