LECCE – Esperimento riuscito dei ragazzi dell’Istituto Costa di Lecce, proprietari del “marchio” Repubblica Salentina, autori della notizia-bufala sulla ricerca genetica dell’ospitalità salentina. Sono state più di quattromila le pagine circolate ieri (e che circolano ancora sul web) di testate giornalistiche e blog regionali e nazionali che hanno dato ampio risalto alla “scoperta del gene dell’accoglienza nei Messapi” da parte di fantomatici “genetisti dell’Università di Dorckenstein” che non esiste e pubblicata sulla rivista “RS – Research&Science” (inventata). “Volevamo che si parlasse del Salento e delle sue qualità nell’accoglienza e ci siamo riusciti”, commenta il professore Daniele Costa che ha architettato e curato la diffusione mediatica con gli studenti del Costa. Una mossa già ripetuta un anno fa con un’altra “bufala” firmata “Repubblica Salentina”: la ricerca della stessa università fantasma che aveva individuato gli effetti benefici dei profumi e dei colori del Salento coniando la cosiddetta “Salentoterapia”.
Molte testate on-line ieri, compresa la nostra, fidandosi dell’attendibilità della fonte, hanno abboccato all’inganno per poi rimuovere la falsa notizia così bene architettata. Ecco come l’agenzia nazionale Adn Kronos – Salute, ha trattato l’argomento.
“Si cela nel Dna il segreto della proverbiale ospitalità dei salentini? A smentire con un sorriso l’annuncio della scoperta “da parte di alcuni genetisti dell’Università di Dorckenstein – come si legge in una nota – di un nuovo gene nella catena cromosomica dei discendenti dei Messapi e residenti sulla penisola salentina a sud della Puglia”, è Giovanni Neri, genetista direttore dell’Istituto di genetica medica dell’Università Cattolica di Roma. “Sarebbe bello, ma l’ospitalità – ricorda l’esperto all’Adnkronos Salute – è un carattere complesso, che non dipende da un singolo gene. E’ il frutto dell’interazione tra il Dna e l’ambiente”.Come se non bastasse, nella nota di diffusione della scoperta si cita una rivista inesistente (‘RS – Research&Science), un ateneo dal nome altrettanto ‘fantasioso’ (Università di Dorckenstein) e un fantomatico studioso (Bherckstein) mai sentito prima. Dopodiché la nota diffusa da ‘Repubblica Salentina’ passa a descrivere con dovizia di particolari lo studio del gene “battezzato col nome scientifico di ‘affabilium’, volgarmente denominato dai ricercatori ‘gene dell’ospitalità’, il quale rappresenterebbe la causa primaria dello sviluppo della spiccata tendenza all’accoglienza e all’ospitalità del popolo salentino. Gli scienziati teulandesi – prosegue la nota diffusa da Repubblica Salentina – hanno condotto uno studio che è durato 18 mesi e che ha visto coinvolto due distinti campioni di volontari, uomini e donne di età compresa tra i 18 ed i 50 anni”.Alla fine, però, si tratta solo di “uno scherzo divertente e ben fatto”, commenta Neri. Una boutade che già si sta diffondendo sul web. “Oltretutto – precisa il genetista – bisogna dire che nel Salento si sta bene anche senza il gene dell’ospitalità”. Un complimento che farà piacere agli ideatori dello scherzo, che concludevano il comunicato rilevando come, grazie allo studio, “finalmente trova un fondamento scientifico anche la nota e acclamata ospitalità che ogni visitatore percepisce una volta giunto in terra salentina”.








A tutta la REDAZIONE
GRAZIE!!!
…questo è lo spirito che ci piace, questa è la vera anima del Salento! BRAVI!!!
Grazie ancora!
Quelli di RS (Research&Science)
Vedete come è facile? Berluscono lo dice da tempo che la stampa è credulona e mette sulla gogna tutti senza motivo…Ha proprio ragione…lo faremo San Silvio martire..
Gente laureata che fa certi scherzi,per la seconda volta: ma la favola di Esopo la sapete?? E questa non è una bufala. E’ un lupo…
Mombasa KENYA
Con le vostre menzogne avete danneggiato il Salento. Imbecilli, adesso passeremo per millantatori…IMBECILLI !!!