Extracomunitario morto di freddo e di stenti

I sanitari del 118 lo hanno trovato nel letto, un giaciglio composto da un materasso e una rete malmessa, rannicchiato sotto le coperte. Il suo corpo era rigido e la morte risalirebbe alla notte precedente. L’ambiente era angusto, sporco e privo di riscaldamento, gelido. Lour Mohammed, 57 anni, marocchino con passaporto italiano, potrebbe essere la prima vittima di questo freddo intenso nella provincia di Taranto. E’ stato trovato così ieri pomeriggio intorno alle 15 in un casolare semiabbandonato nelle campagne tra Sava e Lizzano in contrada Curti Dell’Oro. Viveva da solo in quella casa in aperta campagna priva di qualsiasi servizio e assolutamente inadatta. Una finestra era coperta con cartoni e coperte mentre due lucernari in alto erano completamente privi di infissi.

Ad accorgersi della sua morte è stato un vicino che non vedendolo come tutte le altre mattine si è preoccupato ed è andato a trovarlo. Il testimone ha raccontato che dopo avere bussato più volte alla porta d’ingresso che era chiusa dall’interno, si è affacciato da una finestra e lo ha visto nel letto come se dormisse. E’ stato lui a chiamare il 118 che ha inviato un’ambulanza sul posto. Quando i sanitari sono riusciti ad entrare attraverso la finestra hanno potuto solo constatare il decesso avvenuto diverse ore prima.

Vista la situazione, sono stati allertati i carabinieri che hanno avviato le indagini ed avvertito il magistrato di turno, il sostituto procuratore Lucia Isceri. Il sopralluogo dei militari nell’angusta dimora ha permesso di recuperare alcune certificazioni sanitarie del marocchino che diagnosticavano patologie cardiache e respiratorie. Una ragione in più, secondo il medico del 118, per attribuire la morte ad un fatto naturale legato al freddo che nella notte era sceso sotto lo zero.

Questo è bastato anche al magistrato per evitare l’esame autoptico e liberare la salma che è stata trasportata nell’obitorio dell’ospedale di Manduria. Pare che la sera prima un connazionale del 57enne avesse offerto una stufa che lui avrebbe rifiutato. Il sindaco di Sava, Dario Iaia, ha escluso che l’uomo fosse seguito dai servizi sociali del comune ai quali era del tutto sconosciuto.

Nazareno Dinoi 

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