Emiliano smaschera Massafra: non vuole dare risposte

«Questa volta non ci facciamo fregare, o il sindaco di Manduria ci dice dove lo vuole spostare, oppure il depuratore rimane lì». A Specchiarica, zona Urmo. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non ha usato mezze parole per dire, finalmente, come stanno le cose sulla contestata vicenda dell’opera della discordia: l’impianto di depurazione dei comuni di Manduria e Sava previsto nelle marine della città messapica sulla linea di confine del territorio comunale di Avetrana che lì ha la sua zona residenziale.

Parlando l’altro ieri all’assemblea regionale di Fronte Democratico, l’associazione interna al Pd fondata durante la campagna congressuale del governatore, Emiliano ha dedicato circa dieci minuti all’argomento che sta dividendo politici, ambientalisti e abitanti nei due comuni del versante orientale della provincia di Taranto. «Questa regione, sollecitata anche dal Partito democratico – ha detto Emiliano – è arrivata a dire al sindaco di Manduria: ci dici per favore dove vuoi che spostiamo il costruendo depuratore?». Di fronte all’immobilismo del primo cittadino manduriano che non ne vuole proprio sapere di prendere decisioni, il presidente è stato categorico. «Stiamo aspettando da tre mesi ma questa volta non ci facciamo fregare, o il sindaco di Manduria ci dice dove vuole il depuratore o il depuratore rimane lì dov’è, inevitabilmente». Insistendo sul punto, il sindaco dei pugliesi ha spiegato anche la semplicità degli atti da fare che l’amministrazione messapica si rifiuta di praticare. «Il sindaco Massafra deve presentarci solo una delibera per dirci se il depuratore lo vuole lì, dove è previsto, oppure altrove, indicandoci in tal caso un luogo compatibile privo di vincoli. E se gli avetranesi si lamentano – ha aggiunto Emiliano – allora i due comuni si mettessero d’accordo tra di loro». Rivendicando una disponibilità al dialogo, il presidente ha concluso: «Trovatemi un altro governo disposto a dire ad una comunità locale scontenta: non vi piace in quel posto? Allora ditemi voi dove».

L’amministrazione manduriana, però, si è arenata su un nome: «Serpenti». Si chiama così la contrada che piace agli avetranesi perchè alternativa all’Urmo ma anche ad alcuni gruppi politici manduriani tra cui il Pd di Emiliano seppure con qualche dissonanza interna. Mentre i due consiglieri comunali, Mario D’Oria e Maria Grazia Cascarano (quest’ultima era presente l’altro ieri all’assemblea del Fronte democratico a Bari), chiedono che il consiglio comunale si esprima sulle due ipotesi di Urmo o Serpenti, il loro assessore, Leonardo Notarnicola, sembra essere orientato sulla tesi del sindaco. «Qualsiasi altro sito diverso a quello già individuato – dice – comporterebbe rischi per il comune di Manduria, anche di natura economica, di cui ci potremmo pentire».

Da parte sua, il sindaco Massafra ha paura di affrontare il consiglio comunale sapendo che su quel terreno potrebbe trovarsi di fronte ad una maggioranza favorevole alla soluzione dei «Serpenti», e questo darebbe dispiacere ad influenti personaggi, il giornalista Bruno Vespa tra tutti, che lì hanno investito ingenti risorse nel settore turistico alberghiero e nella produzione del vino Primitivo. (Per sentire le prole del presidente cliccare sulla foto qui a fianco)

Nazareno Dinoi

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1 Comment

  1. ——————- Caro Presidente, lei sa bene che chi ha protestato vuole che il depuratore si faccia lontano dal mare, nell’entroterra, il problema è che da queste parti i politici se li riprendi un po’ si offendono, abbiamo capito tutti che si è fatto una gara d’appalto e tutto il resto, ma il problema rimane, la gente ve lo ha detto, e se succede qualcosa siete responsabili come politici, tutti, quelli di ieri e quelli di oggi, e non c’è bisogno che ripetiamo ogni volta le stesse cose.
    ———– Il sindaco di Manduria ha una sola forza, quella del suo popolo, se lo ascolta non resterà mai solo.

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