Elle, lo stupro

Una donna viene stuprata in casa sua in pieno giorno da un maniaco vestito completamente di nero. La ricerca del colpevole è meno consueta rispetto a quanto si possa immaginare. La protagonista, Elle, interpretata da Isabelle Hupert, è una donna in carriera, a capo di un’azienda di video giochi. La caccia al colpevole stupratore si snoda attraverso il racconto della vita di Elle, in rapporto con il suo passato e con le persone a lei vicina: il padre in carcere, la madre pazza e piena di botox, un figlio fallito, una collega ambiziosa e suo marito, i suoi vicini.

Elle è un film che scavalca i generi, tra thriller, commedia nera e film drammatico. Il film è Elle, il suo personaggio supera il “naturale” procedimento della storia. Viene descritta una donna ambigua ma che allo stesso tempo non si vergogna di nulla all’interno della sua vita benchè sia costellata da tradimenti, perversioni e gelosie del tutto immotivate. Il tutto avvolto in un’apparente cinismo perfido.
Elle è un personaggio allo stesso tempo forte e debole, che riesce a tenere in mano le redini della sua vita e a trovare soluzioni a tutto ma allo stesso tempo è lei stessa che ce la mette tutta per mettersi nei guai.
L’immaginario costruito intorno a questo personaggio è tanto sopra le righe quanto tangibile. Ogni persona vicina alla protagonista ha almeno due risvolti opposti che si manifestano nei momenti più opportuni della narrazione, facendo nascere nello spettatore una continua voglia di saperne di più spingendo a cercare di giudicare i comportamenti dei personaggi ma allo stesso tempo sentendoli vicini e condividendo le loro stesse contraddizioni.
Paul Verhoeven già regista di Basic Instint, Atto di forza, Robocop e tanti altri, crea un mondo di solitudini, dove il sesso, la perversione, le gelosie e i tradimenti diventano una maniera per appartenere ad una realtà fatta di gente sola, sola con se stessa e con gli altri, ma che in questa solitudine ci sguazza benissimo.
L’idea di ambientare la prima scena dello stupro in pieno giorno connota già dalle prime immagini quello che poi sarà il film: un mondo in cui la perversione ha sostituito la normalità e al tradimento segue un naturale perdono purché non ci si senta più soli.

Valutazione 5 su 5

Antonio Cofano

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Antonio Cofano
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Videomaker tarantino e fervente cinefilo, ma anche laureato in matematica, è co-fondantore di 88migliaorarie agenzia tarantina di video produzione e comunicazione social. Con il cortometraggio Aria ha vinto il premio come miglior montaggio al festival Corto Corrente di Fiumicino. Per la voce di Manduria cura la rubrica «La Voce in sala». antoniocofano86@gmail.com

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