MANDURIA – E’ morto questa mattina, all’età di 54 anni, Gianfranco Mazza, politico e amico di molti. Una terribile malattia che gli imprigionava il corpo ma non la mente lo ha vinto dopo due anni di battaglie e di inutili cure. Già militante della sinistra extraparlamentare manduriana (sino alla fine degli anni Settanta è stato tra i dirigenti del Partito comunista d’Italia marxista leninista), ha ricoperto cariche di rilievo nel Pci prima e via in tutte le sue evoluzioni, dai Progressisti all’attuale Partito democratico. E’ stato segretario cittadino del Pci dal 1982 al 1985, e nel 1999 del partito dei Democratici di sinistra, consigliere comunale e dirigente sindacale della Cgil all’ospedale di Manduria dove ha lavorato sino a quando la sua malattia non lo ha costretto all’isolamento. Lascia a casa la moglie Emira e i due figli Ivano e Pierangelo.
E’ stato autore del libro «A sinistra, scelte e percorsi», un’analisi fredda e dolorosa degli ultimi 35 anni del movimento progressista e della sinistra manduriana.
Di questo suo lavoro ci piace riportare il brano con cui chiudeva l’opera terminata a luglio del 2010 quando le sue mani non potevano più scrivere ed era già consapevole del breve tempo che gli restava.
«Mi permetto di lanciare un messaggio breve e intenso, un messaggio nel quale possono congiungersi le esperienze private, gli affetti ed i sentimenti, la sofferenza e la gioia; con l’amore per gli altri, i legami sociali, le speranze, le delusioni, gli obiettivi ed i risultati di una vita vissuta. Ma vissuta bene, perché sostenuta dalla consapevolezza di un cammino costante che passo dopo passo fa conoscere e realizza nella coscienza di sé e del mondo, la libertà vera e felice. Si potrebbe dire ai giovani, “siate liberi” e questo basterebbe. Gianfranco Mazza».
Gianfranco, sino a quando ha potuto, è stato un attento lettore del nostro giornale per il quale ha anche scritto dei contributi. Per me è stato soprattutto il compagno di una vita, di quelli che quando se ne vanno ti portano via una parte del cuore.
I funerali, per i quali lui stesso ha voluto non ci fossero fiori, si svolgeranno domani pomeriggio dalla sua casa del quartiere Santa Gemma.
Nazareno Dinoi










Condoglianze alla Famiglia MAZZA
Ciao Gianfranco, buon viaggio.
Giungano alla famiglia MAZZA le condoglianze dei Verdi di Manduria.
mancherà a tutti noi che siamo stati sui amici da sempre, ricordo con nostalgia i bei tempi passati (prima da fasano, dopo pompigna) eravamo un gruppo di amici molto affiatati compreso te caro reno amico mio.
ciao gianfranco, se nell’aldilà incontri mio fratello abbraccialo per mè.
naturalmente invito tutti i suoi e miei amici a non scordarci mai di lui. saluto cordialmente tutti i sui cari. sentitissime condoglianze. mimmo filograno
Sentite condoglianze dalla Famiglia De Vizzi.
Una persona perbene, che della sua composta riservatezza ha fatto una virtù.
ANCORA CONDOGLIANZE AL PAPA’ DI GIANFRANCO UOMO DI FORTE TEMPERA E DI INESTIMABILE VALORE.HA SUBITO DUE PERDTITE MOLTO IMPORTANTI DELLA SUA FAMIGLIA CIONONOSTANTE E’ SEMPRE DISPONIBILE PER GLIA ALTRI E CON IL SORRISO SEMPRE PRONTO..HO IL PIACERE DI INCONTRARLO TUTTI I GIORNI PER IL SUO IMMANCABILE PELLEGRINAGGIO VERSO IL CIMITERO DOVE RIPOSANO I SUOI CARI..CORAGGIO TI APPREZZO MOLTISSIMO…COSIMOANTONIO
Ci hai lasciato nei giorni più cupi della nostra cittadina.Ciao Gianfrà.
In un punto imprecisato del “dove”, c’è un posto dove si incontrano i compagni…quelli che dividono il pane tra di loro. Il pane delle idee e delle convinzioni, il pane delle risate e dei musi lunghi, il pane delle vittorie e delle sconfitte, il pane delle giovinezza e della maturità…il nostro pane, Gianfrà!
Lo abbiamo diviso quel pane quando era fragrante di forno e facile da masticare, lo abbiamo diviso quando il tempo lo ha fatto diventare duro e ci son voluti denti forti per addentarlo.
E’ facile spiegare il dolore per la morte di un amico ma, il vuoto che lascia un compagno che parte…quello non lo puoi spiegare, quello lo comprendono solo i compagni, i compagni come noi.
Ciao, Acciaio…un giorno, quando il vuoto che sento adesso, nello stomaco e nel cuore, sarà meno profondo e doloroso, scriverò una canzone per te, compagno mio.
E a me arrivasti vestita di bianco
Con fili d’oro tra i capelli.
Ascolto il tramestio dei tuoi passi,
sono sempre quella spaurita bambina
che quando a notte non dorme
ha ancora paura del buio,
Con poco fiato rimango a respirare il buon odore di pioggia,
mentre ti addormenti in me
Tu che sempre uguale muori
Per poi risorgere e godere dello scheletro d’oro
Per te buco la mia povera carne,
per te vengo nuda,
per te sono appesa su un traliccio di alta tensione,
per te mi ferisce il sole e la brace di luce,
per te agguanto il vuoto con ironia,
per te aggroviglio le fragili caviglie,
per te mi perdo nelle curve del corpo,
per te sorvegliano le zitelle del midollo,
per te mi faccio toccare le piaghe del corpo,
per te ho la pelle di carta gualcita,
per te dono calici di sangue,
per te sono Equilibrista
TI SEI CUCITA DENTRO
COMPAGNO DI TANTE BATTAGLIE “G R A Z I E”
ciao amico……..
anche se di fede diametralmente opposta, ho avuto modo di apprezzare le capacità del politico e dell’uomo: lungimiranza, sensibilità ed umanità.
Giungano alla Famiglia le mie sentite condoglianze per il luttuoso evento.
Un affettuoso abbraccio amico mio, per il tuo lungo viaggio che hai intrapreso. Alla tua cara famiglia le mie piu’ sentite condoglianze. Uno dei tantissimi tuoi amici.
un collega ,un amico, un insegnante per noi giovani del”SENSO CIVICO”….CIAO GIANFRANCO
ERA UNA PERSONA PER BENE
Mi dispiace moltissimo. Una bravissima persona, davvero perbene.
…Hai lasciato tanta tristezza intorno a noi…ma anche un ricordo bellissimo.. di un uomo e soprattutto di un amico che ha sempre lottato…fino alla fine. ciao Gianfranco!! gli amici di Radio Rama!!!