MANDURIA - L’Associazione avetranese «Grande Salento», sposa la proposta fatta dal Pd manduriano nel corso dell’ultimo consiglio intercomunale sul depuratore al quale ha partecipato l’assessore regionale Fabiano Amati. L’idea che si pone in alternativa a tutte quelle sinora avanzate dai vari comitati, amministrazioni e Regione Puglia è in sostanza questa:
1. costruire un depuratore nelle vicinanze di Manduria e Sava per i propri reflui, senza considerare le marine. In questo modo si risparmia la costruzione della condotta per i liquami di 11 Km e si è in prossimità della grande condotta dell’Arneo;
2. dotare le marine di acqua potabile e rete fognante per poi far confluire i reflui ad Avetrana e Maruggio visto che sono più vicini e sono dotati di depuratori senza sbocco a mare;
3. attivare l’Arneo affinché faccia utilizzare al massimo l’acqua depurata in agricoltura e l’Aqp per l’ uso civile non potabile ( senza dimenticare che a tutt’oggi si usa l’Acqua potabile per far scaricare il Wc);
4. Costruire le barriere drenanti in attesa che la legge nazionale permetta (in deroga) lo sversamento delle acque sanificate in falda così come richiesto al governo nazionale, da 6 anni, dalla regione puglia.
«La legge nazionale – spiega infatti l’Associazione Grande Salento in un comunicato stampa – vieta l’immissione delle acque sanificate nella falda profonda. Date le caratteristiche geo-morfologiche della Puglia, con l’assenza di corsi d’acqua superficiali – continua la nota -, la Regione da tempo denuncia la situazione critica in cui si trova la falda da cui ormai si emunge acqua salmastra per l’innaffiamento. Per questo – si conclude – noi confermiamo che la soluzione ecocompatibile, meno costosa e condivisibile è quella descritta prima».
L’associazione avetranese guidata dall’ambientalista Rino Giangrande, informa inoltre che domani ci sarà un incontro ad Avetrana per tentare di organizzare un coordinamento dei tre comitati esistenti in loco, per tentare poi di dare gambe ad un coordiamento intercomunale.









eppure questa proposta del pd, di de-localizzare il processo di depurazione, è stata già fatta, dal sottoscritto, diversi anni fa.
ma non fu presa in considerazione.
anzi dagli atti risulta che nelle conferenze di servizio l’orientamento dell’amministrazione comunale di manduria era ben altro.
non dico che in questo momento sia interesse internazionale spiegare il perchè…. però, per una mia testardaggine……questa cosa gli amministratori comunali e regionali me la devono spiegare: perchè in tutti questi anni non hanno mai ascoltato soluzioni alternative che i movimenti e le associazioni ambientaliste hanno proposto?
io credo che avremmo avuto dei benefici, tra i tanti, non farsi coglionare da amati nell’ultimo consiglio intercomunale di manduria!!!!
@gregorio mariggiò:
la risposta è: aria di preferenza e proporzionale alle prossime elezioni. E’ chiaro che in passato la tua proposta e quella di tante altre associazioni ambientaliste e comitati di cittadini non è stata presa in considerazione perchè la poltrona era garantita, quindi gli interessi erano altri. Oggi, con l’obiettivo raggiunto delle firme per il referendum sulla legge elettorale, qualcuno vedendosi non più garantita la poltrona cerca di accattivarsi il consenso popolare dei comitati dei cittadini e delle associazioni ambientaliste. Io aggiungo, senza negare che posso essere considerato di parte,che tale proposta ha la tua paternità e quindi del partito dei VERDI.
tra poco saremo tutti nella mer*a!!!